Cortina. Oltraggio e resistenza ai vigili, a giudizio Sveva, la figlia di Emilio Fede
Dopo aver imboccato un senso unico contromano era stata fermata dagli agenti. Si rifiutò di dare le proprie generalità
CORTINA (16 maggio) - Nemmeno il regno dorato della Cortina che conta è sufficiente per dare riparo giudiziaro ai Vip in preda di eccentricità. Dopo Marina Ripa di Meana, all’epoca Lante della Rovere, finita in cella per oltraggio a pubblico ufficiale, ad Alberto Tomba che, munito di paletta dei carabinieri, si fece spavaldamente largo lungo la colonna di auto che salivano verso Cortina, a Marta Vacondio, meglio conosciuta come Marzotto, messa sotto accusa e poi prosciolta per interruzione di pubblico servizio nel corso di una manifestazione anti-traffico, ora tocca a Sveva Fede, figlia del celebre direttore del Tg4, Emilio.
Fermata il 15 marzo del 2008 dai vigili urbani per aver imboccato contromano un senso unico, Sveva Fede, 43 anni, dovrà ora rispondere di una serie di reati, da resistenza a pubblico ufficiale ad ingiuria aggravata nei confronti dei vigili urbani di Cortina che quella mattina la fermarono all’incrocio fra via Marangoi, via del Castello e via Bonacossa, proprio di fronte allo stadio Olimpico.
L’esordio di quell’incontro non fu dei migliori, con tanto di «lei non sa chi sono io». Fra le accuse, infatti, c’è anche quella di omissione delle proprie generalità. Seguirono ben cinque pagine di verbale.
Gli agenti scoprirono anche che l’auto non era stata revisionata e che il bambino piccolo viaggiava sul sedile posteriore senza la protezione del seggiolino. Insomma, ce n’era quanto basta per evitare di reagire. Invece, lo scontro andò avanti per circa un’ora, tra la curiosità dei cittadini che rapidamente fecero capannello attorno ai protagonisti.
Il pubblico ministero Massimo De Bortoli ha concluso le indagini e proprio in questi giorni ha firmato il decreto di citazione a giudizio. Salvo un possibile patteggiamento in camera di consiglio, la donna dovrà comparire davanti al giudice monocratico della sezione di Pieve di Cadore del Tribunale di Belluno nell’udienza del 18 novembre prossimo.
Ad occuparsi ampiamente del caso fu lo stesso Emilio Fede che dalla tribuna mediatica del suo tiggì non mancò si scatenare una campagna contro la polizia locale di Cortina, tale da sollevare feroci proteste da parte dell’intera categoria, da nord a sud del Paese.
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Da Cortina, insomma, linea dura contro le stravaganze di chi vive la propria notorietà come una condizione di intoccabilità. Le regole ci sono. E valgono per tutti. Su questo il comandante Nicola Salvato non ha dubbi.