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Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Scola: “Ho accolto in obbedienza la decisione del Papa”

    Sono le prime parole pronunciate dal nuovo arcivescovo di Milano. Messaggi di auguri e di stima dal Presidente della Repubblica e dal cardinale uscente, Dionigi Tettamanzi

    Continua
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    Predefinito Rif: Scola: “Ho accolto in obbedienza la decisione del Papa”

    Speriamo che dia attuazione al Motu Proprio sulla Messa di San Pio V.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Scola: “Ho accolto in obbedienza la decisione del Papa”

    Preghiera del 29 giugno 2011 - [ Il Foglio.it › Preghiera ]

    Madonnina, sono moderatamente contento per Scola arcivescovo di Milano. Sarei stato molto contento se il Papa avesse nominato Crepaldi, moltissimo contentissimo se avesse nominato Negri. Ma nonostante Scola sia troppo teologo per i miei gusti (non c’è bisogno di teologia, c’è bisogno di Maria), nonostante lo sgarbo a Venezia a cui viene fatto sapere che il suo patriarcato vale meno di un’arcidiocesi, mi commuove l’idea che a Milano ci sia un arcivescovo cattolico. Non succedeva dal 1979. Io ho campato tutta una vita milanocentrica senza nemmeno riuscire a immaginarmelo, un arcivescovo cattolico. Ormai non ci speravo quasi più, pensavo che dopo Martini e Tettamanzi sarebbero arrivati direttamente i loro amici imam e buonanotte. Invece, Madonnina, ecco la smentita delle mie fosche previsioni: dopo tanti anni, nuovamente, ti te dominet Milan.
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Scola: “Ho accolto in obbedienza la decisione del Papa”

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Preghiera del 29 giugno 2011 - [ Il Foglio.it › Preghiera ]

    Madonnina, sono moderatamente contento per Scola arcivescovo di Milano. Sarei stato molto contento se il Papa avesse nominato Crepaldi, moltissimo contentissimo se avesse nominato Negri. Ma nonostante Scola sia troppo teologo per i miei gusti (non c’è bisogno di teologia, c’è bisogno di Maria), nonostante lo sgarbo a Venezia a cui viene fatto sapere che il suo patriarcato vale meno di un’arcidiocesi, mi commuove l’idea che a Milano ci sia un arcivescovo cattolico. Non succedeva dal 1979. Io ho campato tutta una vita milanocentrica senza nemmeno riuscire a immaginarmelo, un arcivescovo cattolico. Ormai non ci speravo quasi più, pensavo che dopo Martini e Tettamanzi sarebbero arrivati direttamente i loro amici imam e buonanotte. Invece, Madonnina, ecco la smentita delle mie fosche previsioni: dopo tanti anni, nuovamente, ti te dominet Milan.
    Sono felice anche io.
    Credo che il Santo Padre abbia consegnato una delle chiavi di Pietro a Scola, con questa nomina
    --
    “Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco

  5. #5
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    Predefinito Rif: Scola: “Ho accolto in obbedienza la decisione del Papa”

    Storicamente, il Patriarcato di Venezia è stato spesso l'anticamera per il Pontificato (o per il ritiro).
    Peccato per noi arcidiocesani di Scola, come Patriarca mi ha sempre molto colpito.
    Ultima modifica di Defender; 29-06-11 alle 12:10
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  6. #6
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    Predefinito Rif: Scola: “Ho accolto in obbedienza la decisione del Papa”

    Che piacere vedere rosicare certa gentaglia
    --
    “Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco

  7. #7
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Scola: “Ho accolto in obbedienza la decisione del Papa”

    Io non gioisco. Non per la nomina dell'ottimo Scola, sia chiaro. Ma per lo sgarbo ad un Patriarcato che a quanto pare vale meno di una Arcidiocesi.
    In questo modo si "politicizza" la gestione delle province ecclesiastiche, trattandole come il mondo le tratterebbe, in base al numero, all'importanza politica etc... ma la tradizione dove entra in questo?
    A questo punto nella chiesa modernizzata dei prossimi secoli temo seriamente che qualche Papa di Roma possa esser "promosso" Arcivescovo di New York.
    Ma dovrebbe funzionar cosi'? Mi chiedo se Scola conservera' almeno il titolo di Patriarca e mi chiedo se per la Chiesa moderna tal titolo abbia piu' un senso. Un tempo la sede veneta era rampa di lancio al Papato non perche' Venezia era piu' importante di Milano o Napoli ma perche' il Patriarca era un titolo di alto prestigio ed autorevolezza

    A questo punto si potrebbero far le cose seriamente... e per farlo le vie potrebbero essere tre:

    1) Abolire il Patriarcato di Venezia (e magari quello di Lisbona) e ridurlo ad Arcidiocesi metropolitana
    2) Spostarte il Patriarcato a Milano e rendere arcidiocesi Venezia. Ha anche un senso visto che Milano ha un suo rito
    3) La soluzione piu' seria, tenendo conto della tradizione, che risale ad Aquileia, sarebbe un Patriarcato di Aquileia, Venezia e Milano con sede a Milano e due Arcivescovi ad Aquileia e Venezia.
    Ultima modifica di katholikos; 30-06-11 alle 17:02

  8. #8
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    Predefinito I farneticanti deliri di Farinella "prete"

    Ecco cosa scrive don Paolo Farinella tramite Il Fatto Quotidiano. Per la serie "i deliri estivi".

    Scola a Milano compensa l’elezione di Pisapia

    Habemus Scolam. Come volevasi dimostrare. Il cardinale Martini, malato, è andato a Roma a perorare Milano e il cardinale Tettamanzi è andato a supplicare il papa perché non interrompesse una linea pastorale che da Montini a Colombo, da Martini a Tettamanzi ha mantenuto di fatto la rotta sull’indicazione del Concilio Ecumenico Vaticano II, facendo di Milano in un certo senso il “contraltare” della Curia Romana, il segno, seppur debole, di una ecclesiologia plurale. Eppure il papa scegli l’antico, e guarda al passato.

    Amico personale del papa, garante delle idee di Joseph Ratinger, ipergarante di Comunione e Liberazione che ora ingrassa anche all’ombra della “Madunnina”, l’ex patriarca Angelo Scola prende possesso della Chiesa che fu di Ambrogio con grande cipiglio e anche un pizzico di vendetta. Quando era in seminario a Milano fu mandato via per le sue impurità nei confronti di Cl e ora ritorna a consacrare Cl come “modello di ecclesialità” rampante che sguazza bene anche nel malaffare attraverso la Compagnia delle Opere, vero sigillo di satana.

    Il papa non ha tenuto conto delle consultazioni, degli appelli dei credenti milanesi e non, dell’identikit che gruppi ecclesiali hanno prospettato, ma ha scelto motu proprio non secondo gli interessi della Chiesa milanese e universale, ma secondo gli esclusivi interessi suoi personali e dei gruppi che egli protegge. E’ indubbio che l’elezione di Scola a Milano è un regno di transizione, quanto basta per rompere la “tradizione ambrosiana” aperta al futuro. Il passaggio infatti di Scola da patriarca ad arcivescovo (il cardinalato è a sé anche perché resta una carnevalata), formalmente è una retrocessione perché per il protocollo il patriarca di Venezia è titolo onorifico che precede il cardinale e l’arcivescovo.

    Se addirittura c’è una retrocessione protocollare, significa che la posta è alta e gli interessi sono cogenti: Scola deve garantire la rottura, anzi la discontinuità tra i suoi predecessori e il suo successore. Milano deve rientrare nell’orbita della Curia Romana e non deve permettersi di assumere posizioni differenziate nei confronti della società civile (non credenti, divorziati, matrimonio, politica e politica governativa) e tutto deve essere riportato all’obbedienza “pronta e cieca” di memoria fascista.

    Scola vuol dire: sguardo, cuore, reni, fegato e frattaglie rivolte a Trento, anzi più indietro, verso il tempo avanti Cristo, quando si stava sicuri anche dei sospiri perché chi dissentiva veniva fatto fuori, come poi imparò bene la chiesa medievale. La nomina di Scola è una lettura del pontificato ratzingheriano sul quale ormai è morta non solo la speranza, ma anche l’ipotesi di speranza. Un papato chiuso in se stesso, diffidente di se stesso, un papato che ha come segretario di Stato un Bertone qualunque (perché un qualunquista come Bertone è difficile trovarlo anche con la lanterna di Diogene) non può che volere uno Scola a Milano.

    L’elezione di Scola a Milano è anche un controbilanciamento all’elezione “laicista” di Pisapia a palazzo Marino, eletto da buona parte di cattolici. Ora le distanze torneranno di sicurezza, di sorveglianza, e tutto quello che varerà la giunta in materia di diritti civili ecc. sarà spiato, soppesato, contraddetto, distanziato.

    Che pena vedere le foto di Scola che brilla nei suoi polsini dorati, nel suo orologio d’oro, nella sua croce d’oro, nella sua gualdrappa rosso porpora, nel suo cappello a tre punte, rigorosamente rosso. Mi chiedo se uno vestito così poteva entrare nel cenacolo o se non stava meglio alla corte di Nabucodonosor tra i satrapi e gli eunuchi di corte. Ora è l’ora della Chiesa intesa come popolo di Dio: o rialza la coscienza e la schiena, magari piegando le ginocchia, o si sotterra e perde il diritto di lamento perché il “mugugno” solo a Genova è gratis.

    E’ il tempo dei laici che non possono più lasciarsi trattare da chierichetti cresciuti e rincitrulliti. Ora è il tempo delle sorprese. Le sorprese del popolo di Dio che può essere capace di convertire i vescovi come i poveri fecero con monsignor Oscar Romero, con monsignor Hélder Cámara e tanti altri. Entri Scola ed esca il popolo di Dio.

    Scola a Milano compensa l’elezione di Pisapia | Paolo Farinella | Il Fatto Quotidiano
    Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà. (San Giovanni Bosco)

  9. #9
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    Predefinito Rif: I farneticanti deliri di Farinella "prete"

    tanti auguri al nuovo Vescovo di Milano!

  10. #10
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    Predefinito Rif: Scola: “Ho accolto in obbedienza la decisione del Papa”

    Citazione Originariamente Scritto da katholikos Visualizza Messaggio
    Io non gioisco. Non per la nomina dell'ottimo Scola, sia chiaro. Ma per lo sgarbo ad un Patriarcato che a quanto pare vale meno di una Arcidiocesi.
    In questo modo si "politicizza" la gestione delle province ecclesiastiche, trattandole come il mondo le tratterebbe, in base al numero, all'importanza politica etc... ma la tradizione dove entra in questo?
    A questo punto nella chiesa modernizzata dei prossimi secoli temo seriamente che qualche Papa di Roma possa esser "promosso" Arcivescovo di New York.
    Ma dovrebbe funzionar cosi'? Mi chiedo se Scola conservera' almeno il titolo di Patriarca e mi chiedo se per la Chiesa moderna tal titolo abbia piu' un senso. Un tempo la sede veneta era rampa di lancio al Papato non perche' Venezia era piu' importante di Milano o Napoli ma perche' il Patriarca era un titolo di alto prestigio ed autorevolezza

    A questo punto si potrebbero far le cose seriamente... e per farlo le vie potrebbero essere tre:

    1) Abolire il Patriarcato di Venezia (e magari quello di Lisbona) e ridurlo ad Arcidiocesi metropolitana
    2) Spostarte il Patriarcato a Milano e rendere arcidiocesi Venezia. Ha anche un senso visto che Milano ha un suo rito
    3) La soluzione piu' seria, tenendo conto della tradizione, che risale ad Aquileia, sarebbe un Patriarcato di Aquileia, Venezia e Milano con sede a Milano e due Arcivescovi ad Aquileia e Venezia.
    Sinceramente anche a me è "puzzato" un po' questo trasferimento fra Venezia e Milano, fatto che non era mai successo nella storia della Chiesa (qualcuno mi corregga se sbaglio).

    Comunque è ovvio che Scola non avrà più il titolo di Patriarca, semplicemente perchè non avrà giurisdizione su un patriarcato... E' vero che l'essere Patriarca era una questione di prestigio, ma nel tempo questa percezione nel popolo cattolico si è andata affievolendo anche se mi pare quasi fantascentifico ipotizzare la soppressione del patriarcato veneziano per trasformarlo in un semplice arcivescovado.

    Più che altro sarei curioso di vedere chi sarà il sostituto di Scola.
    Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, pietà. (San Giovanni Bosco)

 

 

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