POSSIAMO dedurne che il berlusca è ONNIPOTENTE :paura::paura: anche presso la concorrenza :paura::paura:
Visualizzazione Stampabile
Nessuna risposta sul fatto che la sinistra allontanò SANTORO, dandogli , con giustezza , la colpa di avergli fatto perdere le elezioni, siete ridicoli. rispondete solo a quello che vi pare.Non rispondete che pur di guadagnare andò a lavorare a mediaset, perchè la sinistra lo aveva fatto cacciare. Vi ci rode :D:D
Oh cavolo! Insideout con quella bonazza di Melissa Satta ha fatto molti meno ascolti di Santoro!Citazione:
Auditel - Ascolti Tv 29 giugno 2011
PRIME TIME
Su Rai 3 il programma Chi l’ha visto? condotto da Federica Sciarelli ha interessato una media di 4.196.000 telespettatori, 19,86% di share mentre su Retequattro il film Ballistic con Antonio Banderas ha totalizzato 2.097.000 9,65%. Su Canale 5 il settimo appuntamento con la serie I Liceali 3 prodotta da Taodue e interpretata tra gli altri da Massimo Poggio, Christiane Filangieri e Lucia Ocone ha registrato nell’episodio “Gita scolastica” 2.768.000 telespettatori, 13,11% di share (14,27% sul target commerciale).
Su Rai 1 il film Mr. & Mrs. Smith con Brad Pitt e Angelina Jolie ha raccolto una media di 2.476.000 telespettatori, share 11,82%. Su Italia 1 l’ultima puntata del programma Invincibili condotto da Marco Berry è stata vista da 1.122.000 telespettatori, share 6,12% (7,12% su t.c.) mentre su Rai 2 l’ultimo appuntamento con Insideout - Pazzi per la scienza condotto da Melissa Satta ha catturato 1.473.000, 7,16% (7,85%). Su La7 il programma Dottori in prima linea è stato seguito da 441.000 telespettatori, share 2,20%.
Quando andò a mediaset governava la sinistra, Santoro era in completo disaccordo con la politica estera di D'Alema, la guerra nel Kossovo e i bombardamenti nato su Belgrado...
Santoro, per quel che ne potete pensare, è più indipendente di molti altri giornalisti presenti in Rai.
Esatto, e poi gli danno del fazioso, quando ad annozero mai sono andati leggeri con il pd o l idv, e santoro fa il suo lavoro bene, fa domande a tutti, inchieste scomode, e approfondimenti mirati.
infatti il pd non si è incatenato al cavallo che c'è davanti al sede della rai :giagia:
...NON è VERO!!
:paura::paura:
:crepapelle::crepapelle:
L'ho visto strizzare l'occhiolino sia al Massimino Cianciminchia, incoraggiato dal mentore PM mediatico Ingroiatico, il piazzista-tribuno-politico da palco di piazza, che discettava su quanto autentico e grande fosse il suddetto, novella "icona dell'antimafia"...
...sia per gli auguri natalizi allo Spatuzzatore nazionale, quello dell'acido scioglitutto, innalzato agli onori mediatici della gloria per via delle kolossali "Balls of shit" su Graviano, Dell'Utri, Mangano, la STANDA, le bombe ai Georgofili, le tangenti del "nano mascarto", il papello, la trattativa Stato-Mafia...
...sia per la zoccola Escort Da Da Umpa D'Addario tenuta in palmo di mano per la "nobiltà" del suo mestiere "più vecchio del mondo"...giusto poco prima che Ruby Rubacuori suscitasse le ire tartufesche delle "Se non ora quando..."
...VA A CAGHER CUN VERT L'UMBRELA S. SANT'ORO MARTIRE...
:crepapelle::crepapelle::crepapelle:
:D:sofico::giagia:
OTTIMO SALVO!!
Santoro un indipendente !
C'è da ridere !!
Liti da star della tv Santoro e Mentana in libertà vigilata
di Vittorio Feltri
Chicco nega pressioni di Berlusconi su La7.
E Michele attacca: sono falsità, così difende il potere
Michele Santoro ha scoperto che la vita è difficile.
Lo è soprattutto fuori dalla Rai in cui regna una tale confusione da consentire a chi vi lavora di fare i propri comodi: gridare, fare la vittima, atteggiarsi a martire, invocare indipendenza e autonomia dai partiti e dal governo.
I quali, notoriamente pasticcioni, sempre in competizione e in contrasto fra loro, hanno perso da anni il controllo dei programmi, degli autori e dei conduttori. Sicché un personaggio come Santoro, profittando del clima e dello stile sgangherato dell’azienda, è riuscito per lungo tempo a dare alle proprie trasmissioni il taglio che gli garbava e conveniva.
Quando, in una circostanza, la politica ha prevalso sulle sue pretese (nel 2001), e lo ha giudicato, lui, dopo una deludente pausa al Parlamento europeo dove non ha lasciato segno, è rientrato alla base (era in aspettativa) e si è di nuovo impossessato del video grazie all’aiuto determinante del giudice.
E da quel momento è stato sancito un principio assurdo: la magistratura, oltre ad avere un potere sconfinato sui cittadini e sulle istituzioni, comanda pure alla Rai, e ha il diritto di mettere becco nei palinsesti.
Santoro riprese ad andare in onda in prima serata alla faccia dei dirigenti di viale Mazzini che, invece, ispirati dall’alto, volevano spingerlo in seconda per limitarne l’influenza.
Disperazione nel centrodestra, principale, se non unico, bersaglio del giornalista. Ogni autunno, puntuale come il destino, Michele è entrato nelle nostre case attraverso Rai 2 con le sue idee, cioè quelle della sinistra più a sinistra, ma così rossa da tendere addirittura al viola, suscitando le proteste del Palazzo e anche di molti condomini, per fortuna non tutti progressisti.
Non c’è stata una puntata di Annozero che non abbia sollevato polveroni e provocato l’irritazione, a volte esagerata, della maggioranza in genere e, in particolare, di qualche suo uomo di spicco.
Santoro, furbo oltre che abile, si stracciava le vesti, si atteggiava a eroe della libertà di informazione, sosteneva pubblicamente di essere accerchiato da poteri arroganti, ma rassicurava i telespettatori della sua parte: non mollerò, mi caccino, se ne hanno il coraggio.
Il coraggio, loro, i politici, l’avrebbero avuto. Ma non sarebbe bastato. Perché in Italia, se è sufficiente una bella raccomandazione per farsi assumere alla Rai, è impossibile farsi licenziare.
Tant’è che Santoro si è dimesso spontaneamente per motivi mai confessati, ma intuibili: riscuotere una liquidazione soddisfacente (un paio di milioni) e trasferirsi armi e bagagli a La7, emittente rilanciata dal redivivo Enrico Mentana, eccellente professionista.
Un piano perfetto e di facile realizzazione. Anzi, sembrava già realizzato, mancava soltanto la firma, si diceva.
Sbagliato.
La trattativa, per quanto bene avviata, si è incagliata su un punto delicato: quello della libertà incondizionata reclamata dal divo Michele. Il quale, abituato nel pollaio Rai a fare il gallo, era persuaso di poterlo fare anche in quello più piccolo della 7.
Illusione.
Infatti la proprietà, Telecom, non è disposta a firmare cambiali in bianco nemmeno all’ex guru di Rai 2.
Quindi?
Il contratto è pronto, un accordo è stato raggiunto su tutto tranne che sulla libertà totale. Su questo fondamentale dettaglio, l’editore è intransigente.
Perché la libertà totale è inammissibile, e nei rari casi in cui è stata ammessa (e concessa) si è subito trasformata in arbitrio.
Di fronte alla rigidità dell’emittente privata, il conduttore si è sentito prima smarrito, poi offeso; infine ha giocato la sua carta preferita: il vittimismo che giustifica ogni dietrologia.
La Telecom, egli ha scritto in una lettera al Fatto quotidiano , ha un conflitto di interessi.
Quale?
Un rapporto con il governo per via di affari relativi alla comunicazione.
Ergo, se La7 trasmettesse i programmi di Santoro, mai tenero con l’esecutivo, quel rapporto potrebbe guastarsi, danneggiando interessi aziendali.
Vero o falso? Non ne ho idea. Ma può darsi sia buona l’ipotesi numero uno. Comunque il nocciolo della questione è un altro.
La libertà non te la regala nessuno né si può ottenere per contratto.
Occorre conquistarsela giorno per giorno con la credibilità, sapendo che non siamo su Marte bensì sulla Terra, dove le persone che lavorano, non solamente nel campo dell’informazione, sono costrette a scendere a compromessi, a dribblare ostacoli, a conciliare le esigenze personali e di carattere deontologico con la realtà.
Siccome la realtà è complessa, non è né rossa né nera e semmai è rossonera (il Milan non c’entra) o, meglio, multicolore, è obbligatorio considerare tutte le tinte e non una sola.
Altrimenti si fa casino, cosa lecita solo alla Rai.
In posti diversi dall’ente radiotelevisivo di Stato, cioè nelle aziende che non riscuotono il canone, o ci si attiene alle regole di mercato, e si rinuncia a tenere i piedi saldamente piantati sulle nuvole, o non si entra.
:sofico::sofico:
:ciaociao: