Portello, notte di guerriglia e paura - Corriere del Veneto
Portello, notte di guerriglia e paura
Droga. Due fazioni di tunisini (i vecchi pusher e i nuovi arrivati da Lampedusa) si scontrano con spranghe, pietre e bottiglie: residenti terrorizzati
Polizia al Portello (archivio)
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PADOVA—Torna a farsi rovente, anche quest’anno, l’estate del Portello. E’ stata infatti una notte lunga e violenta quella vissuta dal quartiere del Portello tra mercoledì e giovedì. Polizia e carabinieri sono dovuti intervenire per tre volte tra le 23 e l'una per sedare altrettante risse tra nordafricani. Il primo scontro si è verificato davanti alla porta Portello. Da una parte un gruppo di spacciatori «storici» del nord della Tunisia. Dall'altra i nuovi arrivati con gli sbarchi di aprile. Le due fazioni da settimane si confrontano sulle strade padovane a colpi di aggressioni isolate per decidere chi debba occupare il ricco mercato dello spaccio di droga. Un fenomeno previsto già dalla scorsa primavera dalle forze dell’ordine. L'altra sera evidentemente i «vecchi» avevano deciso di dare una lezione ai neo arrivati, visto che il gruppo degli aggressori si è presentato sul posto con alcune spranghe e catene.
Gli assaliti si sono difesi come hanno potuto con alcune pietre e bottiglie, lanciate contro i connazionali per tenerli a distanza. L'arrivo di tre gazzelle dei carabinieri ed altrettanti mezzi di pattuglia della polizia ha disperso entrambi i contendenti che però si sono ritrovati l'un contro l'altro armati a poche centinaia di metri di distanza, sul lungargine del Piovego lato piazzale Stanga. All'arrivo dei carabinieri anche in questa occasione i nordafricani sono fuggiti attraverso il parco Fistomba. Poco dopo l'una il terzo episodio, con una dozzina di tunisini che si sono concessi il terzo round di violenza su via Portello all'altezza di via Tiepolo. Intervenuti a sirene spente, i carabinieri dell'aliquota radiomobile della compagnia di Padova hanno bloccato Soufyane Bouthouri, 20enne tunisino, arrivato in Italia via Lampedusa il 10 aprile, in tempo per ricevere dal Governo un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Soufyane è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
Denunciato a piede libero un tunisino minorenne, indiziato come il connazionale ventenne di aver preso parte alle risse. Tra i residenti più stanchi della situazione del quartiere universitario una coppia di baristi cinesi che abita sopra il locale che gestisce all'angolo tra via Portello e via Tiepolo. «Sembrava una sorta di guerra l'altra sera —spiegano in ottimo italiano i due baristi — la polizia ed i carabinieri li chiamiamo spesso anche noi, fanno quello che possono. Qui il problema è che gli spacciatori sono diventati troppi e le forze dell'ordine non hanno la maniera di allontanarli, se non per poche ore dalle strade». Torna la paura quindi al Portello dopo le caldi estati già vissute negli ultimi due anni dal quartiere diventato nuovo centro dello spaccio dopo la chiusura di via Anelli. E dire che proprio in questi giorni Polizia e Carabinieri stanno facendo il possibile per garantire la sicurezza nelle zone centrali della città. Anche ieri da registrare un nuovo arresto in centro: un tunisino, Mohamed Alì Jebali è stato infatti arrestato per spaccio di hashish dai carabinieri in piazza del Duomo alle 23. In tasca aveva due grammi di droga e 160 euro in contanti




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