Una montagna di soldi scivola nelle tasche dei responsabili di tutti i partiti, una montagna che cresce sempre più di anno in anno e non conosce crisi! L'arroganza e l'avidità di queste pseudo organizzazioni politiche, molto più vicine alle congreghe massoniche, non hanno limiti.
Le Elezioni politiche del 2008, secondo l’ultimo Referto della Corte dei Conti, a fronte di una spesa complessiva di 110.127.757,19 euro ci sono costate ben 503.094.380,90 euro, ovvero 200 milioni di euro in più rispetto al taglio di risorse per la scuola e l’università programmato dall’ultima finanziaria. Non solo, il valore totale dei rimborsi statali versati ai partiti, che nel 1994 ammontava a circa 47 milioni di euro, negli ultimi 14 anni si è più che decuplicato, facendo esborsare agl italiani, tra il 1994 e il 2008, un totale complessivo di 2.253.612.233,79 euro.
Finanziamento pubblico ai partiti; qualche numero.
Ma la sfacciataggine più smaccata fu nel 2006 con la legge 51 (governo berlusconi):
l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Con quest’ultima modifica l’aumento è esponenziale. Con la crisi del governo Prodi del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, giacché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV e alla XVI Legislatura.
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