4 luglio 2011

Quattro anni all’ex presidente di Mediobanca, nove per il finanziere

Quattro anni per Cesare Geronzi (il pm ne aveva chiesti otto), nove per Sergio Cragnotti (a fronte di una richiesta di quindici). Così finisce il processo per il crack del gruppo alimentare Cirio.

IL REATO – Il reato di cui erano imputati era bancarotta fraudolenta per le varie ipotesi previste dal codice e cioe’ per distrazione, documentale e preferenziale, nonche’ truffa oltre ad altri reati minori, a seconda della posizione processuale agli imputati secondo le richieste dei pubblici ministeri Rodolfo Sabelli e Gustavo De Marinis. Quattro anni e mezzo ha preso anche Filippo Fucile, genero di Cragnotti che ha avuto un ruolo di dirigente nell’azienda, quattro anni per Andrea, mentre Elisabetta e Massimo Cragnotti. ne hanno presi tre. L’inchiesta cominciata nel 2003 si concluse a meta’ del maggio 2005 e ha coinvolto inizialmente 45 persone. Il dissesto ha danneggiato 13mila persone che aveva sottoscritto i bond e i titoli di credito della Cirio.

IL PROCESSO – La sentenza conclude il processo per il dissesto della societa’ agroalimentare a carico complessivamente di 35 persone (una delle quali, Livio Ferruzzi e’ deceduta in questi giorni), e a una societa’ di revisione. In particolare gli imputati erano sei componenti della famiglia Cragnotti, con in testa il ‘patron’, 17 tra dirigenti e funzionari del Gruppo Cirio, e 6 dirigenti della Banca di Roma, tra i quali Geronzi, all’epoca dei fatti presidente dell’istituto, e due dirigenti della vecchia Banca popolare di Lodi.

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