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Discussione: Emmanuel Malynski

  1. #1
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    Predefinito Emmanuel Malynski

    Emmanuel Malynski, saggista polacco d'espressione francofona nasce in Polonia in territorio russo. Portatore del titolo nobiliare di conte fu amico di Léon de Poncins, giornalista e saggista cattolico francese, con il quale ha scritto La Guerra Occulta, libro che richiamò l'attenzione di Julius Evola, che lo tradusse in italiano.

    Tesi del libro era che i moti rivoluzionari in Europa non rappresentassero solo una guerra di religione, piuttosto parte di uno scontro politico internazionale di due opposte visioni del mondo. Morì nel 1938 a Losanna.

    http://fr.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Malynski#Oeuvres

    La guerra occulta | Michele Fabbri

    Il proletarismo | Michele Fabbri
    Ultima modifica di Hagakure; 17-07-11 alle 17:42

  2. #2
    Bushidō
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Emmanuel Malynski



    "Ogni autorità legittima e razionale deve derivare dall’alto e non dal basso, perché nell’ipotesi contraria , non solo essa si rivelerebbe occasionalmente malvagia , ma sarebbe necessariamente malvagia. Una autorità che provenga dal basso non costituisce soltanto un circolo vizioso , ma una manifesta , evidente assurdità , perché in tal caso chi è chiamato a comandare e a reggere il potere deve fatalmente venire subordinato a quello stesso che deve al primo obbedienza."

    "La struttura medioevale della cristianità fu tutta una vasta rete di solidarietà orizzontali e di fedeltà verticali ."

    "In questi secoli che ora ci si compiace di rappresentare come saturi di servile oscurantismo , esisteva una sorta di cameratismo agonistico di buona lega , fondato sul rispetto reciproco e su quel che a ciascuno era dovuto : esisteva cioè un elemento di uguaglianza tra vassalli e signori , in seno alla grande Internazionale cavalleresca e cristiana. I rapporti tra vassallo e signore , tra subordinato e superiore , non erano regolati dal desiderio di lucro dell’uno e dal rancore dell’altro , né da un sordo e satanico rancore reciproco , ma da quel codice della cavalleria i cui residui e le ultime reminiscenze costituiscono pure oggi quel che non si cessa del tutto di definire con l’appellativo di onore – anche se , in genere , questo termine (aristocratico sia per provenienza che per qualità intrinseca ) viene impiegato solo abusivamente.Nessuna contraddizione ,sotto il profilo sostanziale e formale , risulta maggiore – per esempio – di quella che esiste tra quest’onore derivato dalle tradizioni cavalleresche , e quell’invenzione democratica destinata all’uso dei plebei , che costituisce per la democrazia l’‘ersatz’ dell’onore , e che è stata battezzata col nome altisonante di ‘dignità umana’. L’onore dei cavalieri sapeva congiungere la fierezza colla modestia , ma quest’ultima rimaneva esente da servilismo."

    "Anche il servizio più onesto e leale mantiene qualcosa di intimamente sterile senza la fedeltà che lo anima . Era quest’ultima , quindi , la virtù cavalleresca per eccellenza : il più bello ornamento morale della cavalleria , le cui parole venivano sovente incise come motti nei blasoni. (…) La fedeltà non veniva certo richiesta ai plebei , semplici volgari mercenari il cui obiettivo era rappresentato solo dalla borsa d’oro che si gettava loro in faccia : la si esigeva invece – anzi , si aveva il diritto di esigerla - , dai cavalieri , essendo appunto la fedeltà figlia della nobiltà….."

    "Per i pidocchi che la Rivoluzione francese e la carta dei Diritti dell’Uomo hanno infatuato , o per coloro , più nauseanti ancora , che traboccano di idilliaca tenerezza per la Rivoluzione giudaica russa ; per i discendenti bastardi di Voltaire o di Rousseau , come per gli aborti di Mazzini , per quelli di Marx e di Lassalle , per i degni risultati di quest’accoppiamento suggerito dal verbo sferzante di Shakespeare , non esiste peggiore ingiuria che l’accusa di possedere la virtù cavalleresca e cristiana della fedeltà . Per secoli essa è stata considerata come l’essenza stessa dell’onore della grande confraternita internazionale del Medioevo."

    "Si potrebbe definire il Medioevo come l’epoca del rispetto dei valori - valori teologici , dinastici , sacerdotali , aristocratici - : un rispetto non imposto ma innato (…) Veniva allora ammessa come una sorta di proprietà intrinseca e di virtù incontestabile la qualità superiore di un sangue illustre.Un monarca , un principe , un prelato non erano , agli occhi dell’uomo medioevale, esseri uguali agli altri , cui si manifestasse deferenza solo perché si poteva averne bisogno. Da ciò quella fedeltà – che non si esauriva in un rispetto convenzionale , ma significava in qualche modo autentica devozione – espressa nei riguardi dei grandi del mondo. Si rispettavano tutti i valori riconosciuti come tali : si rispettavano sinceramente , non per interesse , ma per le qualità che si ravvisavano in loro. Tutti , ad eccezione dei valori di Borsa : i soli veramente stimati al tempo d’oggi." - "Il valore della Fedeltà e la ‘dignità umana’"

    "I signori , i cavalieri e i nobili pagavano l’imposta del sangue per difendere i contadini e gli abitanti del borgo , mentre costoro pagavano l’imposta del sudore , per provvedere e sopperire a tutte le necessità dei primi. Questa ripartizione dei doveri sociali , che imponeva ai signori e ai nobili , vale a dire a una ristretta élite , il contributo del sangue (da cui le masse erano affrancate , venendo lasciato loro soltanto il contributo del sudore) , si rivelava una ripartizione saggia e razionale. In primo luogo , perché dato il numero esiguo di combattenti restava contenuto l’inevitabile male derivante dalle guerre. (…) Essa teneva conto di quella tentazione ad abusare della forza bruta che inevitabilmente nasce dal portare e maneggiare le armi , restringendone l’uso a un’élite profondamente animata dall’ideale cristiano , sottoposto al giuramento della cavalleria e allevata alla scuola dell’onore. I nostri democratici umanitari non tralasciano ovviamente alcuna occasione per spaventare i fanciulli e gli adulti , intellettualmente infantili , con le storie delle terribili carneficine e dei saccheggi medioevali. (…) tutte le pretese atrocità di cui si continua a riempirci la testa , tutte le persecuzioni , le guerre civili , nazionali , dinastiche e religiose del medioevo non sono costate all’umanità tanto sangue e lacrime quanto le guerre e le rivoluzioni sociali – con il loro seguito di carestie , epidemie , persecuzioni e infamie – che hanno insanguinato l’ultimo decennio , o gettato nella difficoltà , nella miseria e nel fango i sopravvissuti. (…) Questo è il progresso , i cui effetti sono costati più agonie fisiche e morali in dieci anni di liberalismo e di umanitarismo , di quante ne abbia dispensate l’oscuro , intollerante e tirannico feudalesimo nel corso di un uguale numero di secoli! Tale spaventoso anacronismo è dovuto al fatto che , contrariamente all’ordine cristiano e ai principi medioevali , si è imposto alle masse di pagare il tributo del sangue , invece di lasciare loro solo quello del sudore."

    "Il sistema feudale era , propriamente , un sistema federale che permetteva alle comunità umane quel decentramento nella coesione , quella diversità nell’unità , invano sospirata dai popoli moderni , afflitti invero da una burocrazia infinitamente più venale e rapace , e da una demagogia enormemente più vorace e corrotta di quanto lo fossero , presi nel loro insieme , tutti i prelati e i signori del passato. (…) Bisogna mettere la forza al servizio delle élites che offrono maggior garanzia di stabilità , di serietà , di coerenza , se si vuole che la giustizia venga custodita efficacemente contro gli elementari ondeggiamenti delle masse irresponsabili e prive di coscienza.Inoltre , affinchè queste stesse élites – umane e pertanto anch’esse imperfette – non abusino di tale diritto , è necessario che ciò coincida il più possibile con il loro interesse e la loro ragion d’essere sociale. (…) Per contenere nella maniera più efficace il male inevitabile , i legislatori medioevali avevano subordinato le élites stesse alla disciplina di altre élites , il cui interesse , a misura che esse si elevavano e si avvicinavano al vertice , si accordava sempre più con quello della collettività che esse rappresentavano. Tutta la struttura medioevale risultava in tal modo formata da una stratificazione di élites."

    Da "Fedeltà Feudale – dignità umana" di Emmanuel Malynski, ed. AR 1976

  4. #4
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    Predefinito Rif: Emmanuel Malynski

    Dell'amico Leon de Poncins: http://www.vho.org/aaargh/fran/livres5/DEPONCINS.pdf

    "Il problema degli ebrei al Concilio"
    Ultima modifica di Giò; 17-07-11 alle 19:12

  5. #5
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    Predefinito Rif: Emmanuel Malynski

    Citazione Originariamente Scritto da Hagakure Visualizza Messaggio

    Da "Fedeltà Feudale – dignità umana" di Emmanuel Malynski, ed. AR 1976
    Si sa se è ancora in commercio questo libro?

 

 

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