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Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito Caccia di Maroni ai concorrenti fai da te.

    Tratta di esseri umani in Europa: operazione della Dia in tutta Italia

    Roma, 6 lug. - (Adnkronos) - Dalle prime ore di oggi, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e delle Autorita' Giudiziarie di Bologna e Lecce, investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia e delle Squadre Mobili di Lecce, Bologna e Ravenna stanno eseguendo decine di provvedimenti restrittivi, nell'ambito di indagini collegate avviate nel maggio 2010, a seguito del significativo incremento dei flussi migratori irregolari verso il territorio italiano.

    L'operazione, che si sta svolgendo in Lombardia, Emilia Romagna, Puglia, Abruzzo, Lazio e Calabria, e' condotta nei confronti di trafficanti di uomini di prevalente origine afghana, pachistana ed indiana, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina. Agli indagati e' stato contestato anche l'aver esposto i migranti a costante pericolo di vita in relazione alle modalita' attuate nella realizzazione del disegno criminoso.

    L'inchiesta ha consentito d'individuare, tra Roma, Milano, Cremona, Bologna, Bergamo, Brescia, Teramo, Ascoli Piceno e Bari l'attivita' di piu' cellule emanazione diretta di una piu' ampia filiera criminale etnica con vertici operativi in Grecia ed in Turchia, dedite al traffico di uomini verso l'Europa. Il flusso irregolare e' stato realizzato attraverso viaggi di piccole imbarcazioni verso le nostre coste meridionali e, tramite navi di linea, con destinazione i porti italiani dell'Adriatico.

    Gran parte dei migranti (pachistani, iracheni e afgani), dopo essere giunti sul territorio nazionale venivano trasferiti in numerosi Paesi del Nord Europa, quali Germania, Svizzera, Danimarca, Austria, Francia e Belgio dagli esponenti dell'organizzazione criminale. L'operazione, realizzata in stretta sinergia con le Autorita' giudiziarie, s'inquadra in una piu' ampia azione strategica per individuare i protagonisti del traffico illecito di migranti verso il nostro Paese.


    E che diamine!
    Certe cose vanno fatte in modo sistematico, mica si può consentire a chiunque di svegliarsi una mattina e copiare certe attività per le quali si è lavorato tanto.
    Se no la Lega Arabi al Nord cosa ci starebbe a fare?
    E poi questi si permettono pure di portarli nei paesi del Nord Europa, dopo che il nostro Marroncello ha tanto fatto per far creder che nessuno li vuole e che pertanto devono restare qui al nord.
    Dilettanti allo sbaraglio.
    Da eliminare subito.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Caccia di Maroni ai concorrenti fai da te.

    Dal ole24ore

    Una volta arrivati in Italia venivano trasferiti in paesi Ue
    Dalle indagini che hanno portato alla scoperta delle cellule di trafficanti di esseri umani è emerso che il flusso irregolare è stato realizzato attraverso viaggi di piccole imbarcazioni verso le nostre coste meridionali nonché, tramite navi di linea, con destinazione i porti italiani dell'Adriatico.
    Gran parte dei migranti (pachistani, iracheni e afgani), dopo essere giunti sul territorio nazionale venivano trasferiti in numerosi Paesi del Nord Europa, quali Germania, Svizzera, Danimarca, Austria, Francia e Belgio dagli esponenti dell'organizzazione criminale.

    Indagine avviata dopo arrivo navi sospette in porto Ravenna L'inchiesta dello Sco e della Procura nazionale antimafia che ha portato all'arresto di decine di persone in tutta Italia, numerosi di nazionalità afgana, è partita nel 2010 dopo l'arrivo nel 2010 di una nave sospetta con un carico di circa 50 clandestini (c'erano anche minorenni) nel porto di ravenna. A quanto si apprende da fonti investigative, altre navi avevano attirato l'attenzione degli inquirenti. (TMNews)

    Che sicurezza per i nostri mari, per le nostre coste e per i nostri approdi!
    Meno male che Gheddafi parla e basta.
    E che solerzia negli interventi!
    La stessa, precisa e identica, messa in atto contro i nostri valsusini...
    Vero, poliziotti terroni?
    Solo razzisti, forti ed arroganti con i deboli. Complimenti!
    Ultima modifica di ventunsettembre; 06-07-11 alle 11:59
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Caccia di Maroni ai concorrenti fai da te.

    beh, l'intervento mi sembra in linea con la strategia di maroni il mondialista: come giustamente fatto notare nell'articolo, gli 'insulsi' trafficanti facevano approdare gli afrika qui in italia, ma per poi trasferirli seduta stante nel resto d'Europa!
    è questa la loro grande colpa: farli passare oltre!

    maroni invece li vuole fare fermare tutti qui, da alloggiare in hotel minimo 3 stelle, 3 pasti al giorno, calcetto, assistenza sociale, cure mediche dispensate come a piovere (e senza il ticket, quello è previsto solo per gli stupidi locali), dentista, sigarette, ricariche dei cellulari a go-go, corsi vari a spese nostre, linee preferenziali per il lavoro, ricerca di alloggi dove poi inserirli, internet e qualsivoglia svago.

    tanto se c'è da tagliare o bastonare, ci sono qui apposta i servi con la cittadinanza!

  4. #4
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    Predefinito Rif: Caccia di Maroni ai concorrenti fai da te.

    http://www.dagolab.eu/public/LatinaO...pag01prima.pdf

    Stipati e nascosti in casolari di campagna, il Ministero paga coop e associazioni. Prime verifiche
    I profughi sono un business
    Dietro l’accoglienza un fiume di denaro, da un’inchiesta le verità scomode
    UN’inchiesta su due storie parallele
    di rifugiati svela il vero
    volto dell’accoglienza ai rifugiati
    politici africani ospitati in
    provincia di Latina e in specie
    sui Lepini. Stipati in casolari
    abbandonati con strani contratti
    di affitto e in numero di
    presenze sproporzionato rispetto
    al piano regionale. Tutto
    è partito dalla denuncia di
    un contadino che ha descritto
    la presenza di quelli che sembravano
    immigrati che occupavano
    un casolare abbandonato.
    Invece erano profughi
    del progetto di integrazione; il
    Ministero dell’Interno, tramite
    la Regione, paga 42,50 euro al
    giorno per ognuno. Il caso approda
    sul tavolo della Polverini
    con una interrogazione.
    Alle pagg. 8 e 9
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Caccia di Maroni ai concorrenti fai da te.

    http://www.dagolab.eu/public/LatinaO...0bedc3Business coi rifugiati
    LA provincia solidale
    e il modello lepino
    dell’ospitalità
    verso i «fratelli» immigrati
    si scoprono
    fragili. Ora un’i nchiesta
    dice scomode
    verità.
    Due vicende simili svelano il vero volto dell’a c c og l i e n z a
    Il sindaco di Bassiano La strada sbarrata che porta alla casa dei rifugiati di Bassiano
    NON fosse stato per un anziano
    agricoltore di Roccagorga che è
    andato a «fare la spia» incuriosito
    da ciò che vedeva fuori dal casolare
    con 46 persone «di colore»,
    forse nulla sarebbe venuto a galla.
    Analoga storia a Bassiano, qualche
    giorno prima.
    Ma adesso il grande business
    dei rifugiati politici dell’Africa
    da tempo gestito sottotraccia,
    prende forma e si dilata nella sua
    vera dimensione.
    Mostrando al di là delle dichiarazioni
    rese dalla struttura ogget-
    to d’indagine, prima in provincia
    di Latina, nell’assegnazione del
    numero di rifugiati in base agli
    standard progettuali offerti, ciò
    che sta per trasformarsi nel più
    imponente bussines dei rifugiati.
    Sì. quelli sbarcati tre mesi fa in
    Sicilia, a Lampedusa o in Puglia e
    che poi sono stati smistati un
    po’in tutta Italia sotto la encomiabile
    bandiera della solidarietà. Al
    loro arrivo, come si sa, l’acco -
    glienza non fu eccelsa, rinchiusi
    in certi campi simili ai lager nelle
    campagne Meridionali. Poi le
    belle immagini del loro trasferimento
    in altre regioni, in «strutture
    adeguate». E invece scopri che
    quelli approdati in provincia di
    Latina sono stipati per lo più dentro
    abitazioni inadeguate; ma per
    questa generosa azione di accoglienza
    e integrazione il Ministero
    dell’Interno ha ottenuto dal
    bilancio dello Stato 150 milioni
    di euro che verranno erogati praticamente
    a pioggia su coop e
    associazioni. Sui Lepini l’inte -
    grazione è un’attività di primo
    piano da molti anni e ha ricevuto
    pure l’encomio del Ministro delle
    Pari Opportunità. Ma il resto? E’
    fatto di soldi. La provincia di
    Latina ha partecipato con generosità
    all’ultimo bando regionale
    per l’accoglienza e l’assistenza ai
    profughi; tra i soggetti interessati
    c’è anche un Comune, quello di
    Formia, oltre a coop che operano
    nel sociale e associazioni temporanee.
    Impossibile credere che
    l’attività svolta finora in questo
    delicato settore sia sfuggita ai
    controlli. Eppure ci sono aspetti
    in questa vicenda che vanno chiariti.
    Per esempio l’uso della villa
    di campagna di Bassiano: la struttura
    è stata affittata a maggio
    scorso da una donna di 85 anni
    alla Comunità Villa Rosa, che a
    sua volta fa riferimento ad un
    consigliere comunale dell’Udc,
    tanto che l’impiccio ha costretto
    l’assessore al ramo di Sezze, a
    dimettersi dai Servizi Sociali,
    tanto la solerzia li aveva spinti
    oltre il consentito. Il caso è scoppiato
    quando i Vigili urbani hanno
    scoperto che la signora che
    aveva affittato l’immobile, da
    quattro anni era a sua volta ospite
    di una delle comunità per anziani
    della società Villa Rosa. Non si
    comprende come mai la signora
    così avanti con gli anni, pur vivendo
    in una casa per anziani,
    abbia deciso di prendere in affitto
    una villetta nella quale poi sono
    andati a finire i rifugiati. Inoltre
    dai verbali in possesso della Procura
    risulta che uno dei rifugiati
    abbia dichiarato che lui e gli altri
    erano lì in base ad una convenzione
    col Comune di Bassiano. Ma il
    sindaco di Bassiano ha dichiarato
    a sua volta di non sapere nulla di
    alcuna convenzione. Basta per
    continuare ad affidare poveri rifugiati
    politici in attesa di un futuro
    migliore a questo tipo di soggetti
    giuridici, di cui ancora il Ministero
    dell’Interno si fida? E basta a
    tutta la comunità pontina per sentirsi
    un po’ in colpa con i «fratelli
    » africani?
    Elisa Fiore
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Caccia di Maroni ai concorrenti fai da te.

    http://www.dagolab.eu/public/LatinaO...ag08latina.pdf
    E il caso adesso arriva in Regione
    LA provincia solidale
    e il modello lepino
    dell’ospitalità
    verso i «fratelli» immigrati
    si scoprono
    fragili. Ora un’i nchiesta
    dice scomode
    verità.
    Approda anche sul tavolo del Governatore
    della Regione la questione dei rifugiati e dei
    richiedenti asilo nei Comuni di Bassiano e di
    Sezze. A sollecitare una immediata risposta
    ad un’interrogazione urgente sono i consiglieri
    Giuseppe Rossodivita e Rocco Bera, del
    gruppo Radicale. Il riferimento è «alla comunità
    di profughi, provenienti con tutta probabilità
    da Lampedusa, che si sarebbe insediata
    nel territorio comunale di Bassiano all'interno
    di un grande casale destinato ad uso residenziale
    e commerciale in una zona di campagna
    fuori mano, al confine con il Comune di
    Sezze». I due consiglieri sottolineano che il
    sindaco di Bassiano, Costantino Cacciotti, ha
    «seccamente smentito che la sistemazione dei
    rifugiati sia da ricollegarsi ad un accordo tra il
    Comune di Bassiano e qualsivoglia altro soggetto.
    Nel Comune di Sezze – aggiungono
    Rossodivita e Bera – si sarebbe arrivati a
    parlare addirittura di rimpasto della giunta,
    per una presunta cattiva gestione del problema.
    A Bassiano l’intera amministrazione attende
    l’ultimazione dell’elaborazione del verbale
    di accertamento da parte degli agenti
    della polizia municipale, ai quali il primo
    cittadino ha dato mandato, così come all’uffi -
    cio tecnico comunale, di verificare la proprietà
    e la destinazione d’uso urbanistica dello
    stabile che ospita i cittadini libici. I consiglieri
    regionali ricordano che per i rifugiati ed i
    richiedenti asilo sono previsti standard di
    accoglienza basati sulle linee di gestione del
    Sistema di protezione per Richiedenti Asilo e
    Rifugiati (Sprar), oltre ad un monitoraggio
    costante del livello di accoglienza e di formazione
    su scala territoriale per gli operatori
    coinvolti. C’è d’altro canto da inserire agli atti
    che l’attuale amministrazione regionale ha
    dichiarato che intende mettere in campo un
    modello di accoglienza qualificata ed una
    banca dati dei rifugiati. Il presidente della
    giunta regionale, Renata Polverini, e l’asses -
    sore alle politiche sociali e famiglia, Aldo
    Forte, dovrebbero, a questo punto, chiarire se
    è intenzione dell’attuale giunta regionale accertare
    immediatamente quanto è stato denunciato
    dai giornali e dal Comune di Bassiano,
    individuando eventuali responsabilità anche
    della Regione Lazio». E ancora, gli stessi
    consiglieri chiedono di sapere se sono state
    impegnate «risorse economiche dell’ammini -
    strazione regionale per i rifugiati e richiedenti
    asilo nei comuni di Bassiano e Sezze nonché,
    eventualmente, l’ammontare e i destinatari di
    tali risorse».
    Mina Picone
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Caccia di Maroni ai concorrenti fai da te.

    http://www.dagolab.eu/public/LatinaO...ag09latina.pdf
    IL TRATTAMENTO DEI PROFUGHI PREVEDE STANDARD SUI CUI NESSUNO CONTROLLA
    NASCOSTI E SOLI
    Cosa sta succedendo nelle campagne polverose dei Lepini
    NELLA provincia di
    Latina la prima società
    che ha superato la selezione
    di evidenza pubblica
    per l’individuazio -
    ne dei proponenti di
    progetti di accoglienza
    qualificata in attuazione
    del progetto regionale
    di inclusione sociale per
    i richiedenti e titolari di
    protezione internazionale
    (PRIR Lazio) è risultata
    essere la Società
    Cooperativa Fantasie,
    di Sezze che con un
    punteggio di 90, è destinata
    ad accogliere 100
    stranieri. All’in ter no
    della stessa graduatoria,
    seconda classificata, è
    l’Associazione di Promozione
    Sociale “Ar -
    co bale no” Onlus di
    Minturno, con 86,1
    punti e 96 persone affidate.
    Terza, la Cooperativa
    Sociale Astrolabio di
    Latina con un punteggio
    pari a 80,1, in base alla
    qualità del progetto presentato,
    e che per questo
    otterrà 38 persone in affidamento.
    Tra gli enti proponenti,
    emerge il Comune di
    Formia unico, ad ottenere
    l ’ i n s e r i m e n t o
    all’interno della graduatoria
    con un punteggio
    di 70 che gli consentirà
    di ospitare 12 persone.
    Ultima classificata la
    Società Cooperativa
    Sociale Zefiro, con un
    punteggio di 60 e l’asse -
    gnazione conseguente
    di 12 persone.
    Lo sforzo che queste
    cooperative società e
    onlus dovranno affrontare
    sarà certamente ripagato
    adeguatamente.
    E se l’azione posta in
    atto riuscisse a ricreare
    reali condizioni d’inse -
    rimento per i profughi e
    magari qualche opportunità
    di lavoro anche
    per i cittadini italiani
    forse nessuno se ne
    scandalizzerebbe. Certo
    è che ad oggi, l’esordio
    non ha rappresentato un
    buon segnale di partenza,
    nè l’eccellenza certificata
    ha permesso a taluni
    di essere ritenuti
    esenti da controlli e verifiche.
    E. F.

    Il Ministero dell’Interno attraverso la Regione
    paga 42,50 euro al giorno per ciascun ospite
    Il protocollo prevede l’uso di strutture adeguate
    e percorsi di integrazione sociale ma...

    SPERDUTI un po’ qui e un po’ lì nella
    campagna profonda dei Lepini gruppi di
    rifugiati politici africani si muovono senza
    sapere esattamente come sono arrivati da
    queste parti, dove andranno, cosa faranno.
    In meno di quindici giorni due vicende
    simili hanno portato alla luce quello che
    probabilmente è il vero volto dell’Italia (o
    perlomeno della provincia di Latina) mostrato
    ai rifugiati politici; business più che
    assistenza e integrazione.
    Da
    quando è entrata
    in vigore il
    regime di accoglienza
    straordinaria
    dei rifugiati
    è partita
    anche la macchina
    organizz
    a t iva. Che
    funziona in
    questo modo:
    l a R e g i o n e
    stanzia fondi
    assegnati con
    bando ad associazioni
    e coop
    che dimostrano
    di avere requisiti
    (operatori
    s p ec i a li z z at i ,
    e s p e r i e n z a ,
    programmi di
    i n t eg r a z i o n e
    validi...) e spazi
    utili allo scopo.
    Tra le più attive
    ci sono realtà
    concentrate sui
    Lepini (tra Sezze,
    Bassiano,
    R o c c a g o rga ,
    Maenza), già
    inserite tra i
    soggetti capaci
    di fare accoglienza
    e per
    questo pagate,
    con fondi del
    M i n i s t e r o
    d e l l ’ I n t e r n o
    che transitano dalla Regione Lazio, 42,50
    euro al giorno per ciascun profugo accolto.
    Essendo una tariffa da albergo essa
    comprende ovviamente anche percorsi di
    integrazione e, parallelamente, ci dovrebbero
    essere verifiche circa il rispetto del
    Sistema di protezione dei richiedenti asilo
    e rifugiati. E’ difficile pensare che quei
    parametri siano stati applicati ai rifugiati
    ritrovati tre giorni fa in un vecchio casolare
    di Roccagorga (46 in 60 metri quadrati) o
    nella villetta posta oltre una strada interdetta
    a Bassiano (50, forse anche di più).
    Ora i carabinieri indagano su delega della
    Procura sulle procedure seguite per l’asse -
    gnazione della gestione dell’accoglienza
    profughi alla coop Fantasie e alla Comunità
    Villa Rosa, nonché sui contratti di
    affitto in base ai quali sono stati resi
    disponibili i locali utilizzati, ma soprattutto
    sulle condizioni di vita dei profughi e
    sui progetti di integrazione di cui al momento
    non c’è nemmeno l’ombra. Il piano
    regionale prevede che nella zona dei Lepini
    possono essere ospitati circa 100 profughi.
    E il numero più o meno torna, anche
    se è strano che vengano concentrati tutti in
    due soli paesi, tra i più piccoli del comprensorio.
    Ciò che non va invece è il
    numero dei pasti forniti, cinque volte più
    dei posti disponibili nelle strutture utilizzate.
    E’ poi c’è la battaglia politica. Il
    Comune di Bassiano sostiene pubblicamente
    di non essere a conoscenza che sul
    proprio territorio esista una struttura autorizzata
    e pagata dal Ministero per ospitare
    50 rifugiati. Il Comune di Roccagorga non
    ha mai chiarito se sapeva del casolare con
    46 persone inserito nel piano di accoglienza
    della Pisana. Nel mezzo, una cooperativa,
    vicina al Pdl (uno dei soci lavoratori
    è consigliere comunale a Sezze), così
    brava che è la prima nella classifica del
    bando regionale per ospitare, appunto,
    rifugiati politici. Talmente brava che il
    giorno in cui i carabinieri sono andati a
    ispezionare il casolare-rifugio che gestiva
    a Roccagorga, i responsabili avevano giusto
    deciso di trasferire gli ospiti in una
    struttura più idonea. E tutto questo mentre
    nessuno in Provincia si è ancora chiesto
    cosa sta succedendo allo sbandierato spirito
    solidale che consentirà di accogliere
    900 profughi. Purché nessuno vada a vedere
    come vengono trattati.
    Graziella Di Mambro


    Commento finale: ma vi rendete conto dei volumi che ci rubano?
    Maroni il santo.
    Subito.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 29-07-11 alle 21:40
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Caccia di Maroni ai concorrenti fai da te.

    Capisco che non ispiri quest'accozzaglia di articoli tratti da Latina Oggi, ma invito qualche anima pia a leggerli, se ne ha lo stomaco.
    Gradirei un parere. Per me è uno scandalo nello scandalo.
    E sono certo sia solo la punta di un iceberg grande come tutto questo paese di merda, con la colpa chiara e senza giustificazioni di Maroni & C.
    C'è chi si fa un sacco di soldi a sbafo con il suo beneplacito.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 29-07-11 alle 23:30
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Caccia di Maroni ai concorrenti fai da te.

    La storia che si ripete pari pari.

    Garibaldi l'uomo chiave di azione per l'unità d'italia era un negriero.
    Il suo pensiero sansimonista lo portò a collegarsi ai satanisti palladisti ed al loro capo europeo Mazzini.

    Per la realizzazione del progetto romano palladista, Garibaldi formò l'unità d'italia.

    L'italia ha nel suo dna il concetto della schiavitù.
    Infatti roma durante il suo impero determinò una forza enorme nel tradurre centinaia di milioni di uomini liberi in schiavi. .

    Pertanto roma è stata il faro mondiale dello schiavismo.

    Ora i governati attuali, giacenti a roma, sono anch'essi fondamentalisti palladisti, attraverso la loro idea continuano a mantenere l'assurdità della esistenza dello stato italiano.

    Ma se i governanti assomigliano a colui che fu il simbolo della azione della creazione italica, è giusto che in fondo siano anche loro collaboratori dello schiavismo.
    Le infiltrazioni leghiste rendono più produttivo il concetto schiavista.

    Pertanto la lega non ha solamente il compito di tenere l'italia unita ma per sinergia è un arma formidabile per mettere lo sviluppo della schiavitù.

    La lega sta compiendo una operazione storica enorme.
    Mettere le basi, attraverso la facilitazione dell'invasione, per la rovina della cultura europea.
    Ultima modifica di jotsecondo; 31-07-11 alle 12:15
    O si taglia o il caos

 

 

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