Renato e Titti, oggi sposi tra le proteste
RICEVIMENTO DI LUSSO PER IL MINISTRO “CRETINO”: DISERTA TREMONTI. IN DUBBIO LA PRESENZA DI BERLUSCONI
di di Sandra Amurri
per
Il Fatto Quotidiano
A Ravello oggi turisti e cittadini non potranno accedere al centro storico e neppure sedersi ai bar della piazza, perché tutti i tavolini sono stati fatti togliere per ragioni di sicurezza. È in arrivo la casta, seppure non al completo.
A Villa Rufolo, infatti, dove si svolgerà la cerimonia nuziale tra il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, e Titti Giovannoni, ci saranno certamente
il testimone di lui, il ministro del Lavoro
Sacconi (
quello che : "nemmeno l'ascolto"), le ministre Carfagna e Gelmini, il neo segretario del Pdl Alfano. Quasi certamente non ci saranno nè Berlusconi forse impegnato a pensare come pagare De Benedetti nè Tremonti, perché l’epiteto “c re t i n o ” r ivolto a Brunetta brucia ancora. Un paese occupato: così si presenta Ravello,
alla faccia del matrimonio “privato”. A celebrare il rito civile (la futura sposa è divorziata) sarà l’ex sindaco Pd Secondo Amalfitano, presidente di FormezItalia, struttura per l’informatizzazione della pubblica amministrazione tagliata su misura per lui dal ministro dei “precari sono l’Italia peggiore”, che gli ha fatto conferire la cittadinanza onoraria, come era stato per Jacklin Kennedy e Hillary Clinton.
E mentre i poveri in Italia - secondo la Caritas - sono più di otto milioni e - sono dati dell’Istat -
una famiglia su sei non ce la fa a pagare l’affitto di casa, il ministro ostenta un matrimonio da favola.
A COMINCIARE dalla lista nozze, con tappeti da 5.500 euro ad ulivi da 4.500 euro, con tanto di codice Iban per poterli acquistare con un semplice clic. Per non parlare del buffet all’Hotel Caruso, il più lussuoso della Costiera Amalfitana, dove una suite può costare anche 9 mila euro.
Quanto spenderà, se avrà un trattamento di favore come si vocifera, non è dato saperlo, tutte le bocche sono cucite. Di certo ad attenderlo, di fronte al Duomo, ci saranno gli “arancioni disobbedienti”, gli insegnanti di sostegno per i ragazzi disabili, muniti di magliette con la scritta “Jate venne”, e striscioni con lo slogan “Noi l’Italia peggiore”. E non mancherà la protesta del sindacato di polizia Coisp, che porterà in piazza le sagome dei poliziotti pugnalati alle spalle, per richiamare l’attenzione sul mancato pagamento degli straordinari. Il tam tam è partito su Facebook, 2800 adesioni virtuali.
La Questura ha autorizzato il sit-in e ha garantito che i manifestanti non verranno relegati dietro le transenne di una “zona rossa”.
Tra i guastafeste ci saranno anche i lavoratori precari che si sono rifiutati di servire la cena all’Hotel Caruso, pagata 75 euro per 12 ore di servizio. E chi si è presentato chiedendo di poter lavorare è stato sottoposto ad un vero interrogatorio: “Chi sei, da dove vieni, ti droghi, bevi, frequenti centri sociali”, e via dicendo.
Non sarà un buffet all’insegna del risparmio: il ministro antifannulloni ha voluto i più famosi nomi della gastronomia italiana, come il pasticciere di Minori Salvatore De Riso, che preparerà ricottine e sfogliatelle, Fabrizio Nonis per le carni, un caseificio Battipaglia per le mozzarelle di bufala, prosciutto e pizza. Solo piatti tipici della cucina locale, ci tengono a precisare gli organizzatori, come espressamente chiesto da Brunetta in onore di quel Sud che detiene il triste record della disoccupazione.
PER AVERE queste poche notizie abbiamo dovuto assicurare l’anonimato: la paura di essere licenziati fa novanta. A Ravello sono in tanti a non gradire questo sfarzo, ma lo dicono a bassa voce.
“Questi hanno il potere nelle mani” ripetono gli anziani con le mani consumate dal lavoro e con
l’angoscia che taglia la voce quando raccontano di nipoti laureati che campano anche grazie alla loro pensione. “A noi chiedono sacrifici, lui arriva in Maserati” afferma una giovane donna. “Ha mostrato ’arroganza del potere, ma sarà un boomerang, la gente è stanca” dice uno dei precari disobbedienti.
Di certo la misura è colma. Le pance cominciano ad essere vuote. E per dirla con Totò “ogni limite ha la sua pazienza”.