RIFORMA ELETTORALE
Due quesiti per tornare al Mattarellum
ROMA - Due quesiti referendari 1 che abrogano il "Porcellum" al fine di tornare al Mattarellum, sono stati messi a punto da un fronte trasversale del Pd, che è intenzionato a depositarli la prossima settimana in Cassazione. Il fronte, a cui aderiscono Pierluigi Castagnetti, Arturo Parisi, Walter Veltroni, Rosy Bindi, Stefano Ceccanti e Giorgio Tonini, Sandro Gozi e diversi altri parlamentari, terrà domattina una riunione riservata per affrontare gli aspetti organizzativi.
L'idea di un ritorno alla precedente legge elettorale attraverso un referendum abrogativo del "Porcellum" era stata lanciata già nel 2007 da Castagnetti. La Corte costituzionale, in una sentenza degli Anni Novanta, aveva detto che un quesito puramente abrogativo sulla legge elettorale non era ammissibile perché avrebbe lasciato un vuoto normativo. Ma diversi costituzionalisti, hanno sostenuto l'idea della "reviviscenza": l'abrogazione pura e semplice della legge Calderoli, riporterebbe in vita la normativa precedente, la legge Mattarella. L'idea è stata rilanciata da Castagnetti alla direzione del Pd del 24 giugno, ricevendo l'appoggio di Arturo Parisi e del 'veltroniano' Giorgio Tonini. Ora il fronte si è allargato a Bindi e Gozi, il prodiamo che al congresso si è schierato con Ignazio Marino.
Ma Pierluigi Bersani si è chiamato fuori. "Mi
stupirei se dirigenti del Pd promuovessero un referendum" sulla legge elettorale, ha detto il segretario del Pd. "La mia linea generale - ha detto Bersani a Montecitorio - è che il Pd non promuove i referendum, perché si tratta di strumenti a disposizione della società civile". "Il Pd può appoggiare un referendum - ha concluso il segretario dei Democratici - ma non promuoverli se vogliamo avere un buon equilibrio tra partiti e società civile". Il problema principale della proposta in ogni caso, ha sottolineato Tonini, è di tipo organizzativo: "Occorrerebbe raccogliere mezzo milione di firme entro settembre, con agosto nel mezzo". Di qui la riunione allargata di domani mattina in cui si affronterà il tema, a partire dal possibile coinvolgimento delle strutture del partito.
"Il Pd partito post-ideologico a vocazione maggioritaria, non può sostenere sistemi elettorali proporzionali puri, a cui sono omogenei partiti identitari e monoculturali, nonché una visione della democrazia in cui il cittadino è escluso dalla scelta per il governo. Altrimenti nega se stesso", a ribadirlo è il senatore Pd, Stefano Ceccanti, costituzionalista vicino alle posizioni di Walter Veltroni, che è contrario all'ipotesi referendaria di Stefano Passigli e teme possa far breccia nel Pd soprattutto tra i dalemiani.
Già il primi segni di malcontento 2 erano partiti in Rete, e Ceccanti si è detto contrario al punto da preferire che si raccolgano firme per un referendum che ripristini il Mattarellum. "I referendum Passigli - ha detto Ceccanti - non possono in alcun modo, se non in una propaganda palesemente ingannevole, che mi stupisce convinca per il momento anche Matteo Orfini, far rivivere preferenze alla Camera e collegi uninominali al Senato". "Per questo - ha spiegato - è urgente offrire agli elettori un'alternativa al Porcellum che non sia peggiorativa, togliendo loro anche la scelta sul Governo senza poter ripristinare quella dei rappresentanti".
"Il Pd si batte da sempre sul piano parlamentare per il collegio uninominale maggioritario a doppio turno, ma ciò non esclude né sul piano parlamentare né su quello referendario che il ritorno alla legge Mattarella non rappresenti comunque un miglioramento apprezzabile perché essa, a differenza dei quesiti Passigli che portano alla proporzionale con liste bloccate, fanno saltare queste ultime e consentono la legittimazione diretta dei governi". Al Senato, il costituzionalista del Pd ha già presentato un ddl il 6 maggio 2009 (catalogato con il numero 1549) per il ripristino della legge Mattarella che è stato sottoscritto da una sessantina di senatori, e ora si accinge a presentare un referendum su questo. La legge che porta il nome del suo promotore Sergio Mattarella ( nota con l'appellativo di "Mattarellum" datogli da Giovanni Sartori) fu approvata nell'agosto del 1993 e sostituì il precedente sistema proporzionale in vigore dal 1946. Restò in vigore fino al 2005 quando venne sostituita dalla Legge Calderoli.
Due quesiti per tornare al Mattarellum Bersani: "Il pd non propone referendum" - Repubblica.it




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