Listino A-Z - Borsa Italiana
Oggi Silvio proverà quello che hanno provato in questi 10 anni gli italiani. Per chi può seguite live l'evento. A fine giornata faremo il conto dei danni.
Povero Silvio!


Listino A-Z - Borsa Italiana
Oggi Silvio proverà quello che hanno provato in questi 10 anni gli italiani. Per chi può seguite live l'evento. A fine giornata faremo il conto dei danni.
Povero Silvio!
"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


Ottimo thread...
Già si parte maluccio.. ahi ahi..
-2.04 mediaset
-2.64 mondadori
speriamo la situazione migliori.. per il bene dell'italia :gluglu:
"Non ho dubbi che anche questo forum sia pieno di poliziotti infiltrati costretti da qualche magistrato comunista a prendere nota di tutti quelli che parlano bene di Silvio." by noto forumista 100% certificato :sofico:


Attenti ai voli per Antigua.
Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.
-
Cinguetto QUI


............e questo fijo de 'na mignotta più ricco!!
Veroooo?
Tutti i traffici oscuri di Carlo De Benedetti: vendeva segreti all'Urss - Interni - ilGiornale.it del 24-08-2009
Ahi serva Italia di dolore ostello,
nave sanza nocchiero in gran tempesta
non donna di provincia ma bordello!
Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Suo padre produceva tubi, lui non ha mai prodotto un tubo. La storia del «capitalismo cannibale» di Carlo De Debenedetti, come l’ha definito Marina Berlusconi, è tutta qui: un’esistenza passata a fare soldi per fare soldi per fare soldi per non fare nulla. Nulla di costruttivo, s’intende. Aziende costruite: nessuna. Aziende rilanciate: poche. Aziende distrutte: tante. Dicono che gli imprenditori sono la spina dorsale di un Paese. Per fortuna, allora, che gli imprenditori non sono tutti come l’Ingegnere: altrimenti diventeremmo in un amen paralitici.
Il suo capolavoro resta naturalmente l’Olivetti. Fra il 1985 e il 1996 l’Ingegnere ha bruciato a Ivrea 15.664 miliardi delle vecchie lire. Le azioni crollarono da 21mila all’abisso delle 600, furono persi decine di migliaia di posti di lavoro, l’intero distretto produttivo del Canavese venne raso al suolo, seppellita per sempre una storia industriale d’eccellenza. Alla fine dell’impresa De Benedetti commentò piuttosto compiaciuto: «Missione compiuta». Missione compiuta, ma sicuro. Gli operai lo salutarono con una pièce teatrale. Tema: come si fa a pezzi una fabbrica. In scena l’avevano ribattezzato l’Ingegner De Maledetti.
Eppure all’Ingegner De Maledetti, nonostante i fallimenti, è sempre piaciuto dare lezioni sul senso etico dell’impresa e sulla lotta alla disoccupazione. Che è un po’ come se un macellaio volesse dare lezioni sull’importanza di non uccidere i vitelli. Di disoccupati, infatti, De Benedetti, ne ha sempre creati tanti, di lotta alla disoccupazione poca: nato da una famiglia di piccoli imprenditori, ha fin dalla tenera età preferito il coté finanziario a quello produttivo. Mai amato stare fra le macchine, al massimo fra le macchinazioni: scalate, opa, ardite operazioni di Borsa, alchimie da Piazza Affari. Risultato: ha fatto girare molti denari, s’è arricchito, ha fagocitato tanto. Ma che cosa ha costruito? Gli unici mattoni che lascia alle sue spalle sono gli editoriali di Scalfari.
Anche il suo rapporto con le società è sempre stato da cannibale. Quattro morsi e via. Dalla Fiat se ne andò dopo 4 mesi, dal Banco Ambrosiano dopo 40 giorni. In entrambi i casi se ne uscì con tanti soldi e qualche ombra. Della Olivetti s’è detto. La sua irruzione a Ivrea fu raccontata così: «Un esempio di mancanza di stile che rimarrà memorabile, con l’ondata di terrore aziendale che ne seguì, dissipando repentinamente il patrimonio di lealtà organizzativa costruito in decenni. E ciò avvenne con una rapidità impressionante dopo il licenziamento di decine di dirigenti». Del resto s’è mai visto un raider che si preoccupa della lealtà organizzativa e del futuro dei suoi dirigenti?
Fateci caso: si sa cosa produce la Fiat, si sa cosa produce la Barilla. Che cosa ha prodotto nella sua storia imprenditoriale De Benedetti? Tonnellate di carta (finanziaria). E tonnellate di carta (editoriale) per coprire le carte finanziarie. Ricorderete il 28 marzo ’94: l’ultimo atto del presidente del Consiglio Ciampi, prima di passare la mano a Berlusconi, fu la decisione per il secondo operatore di telefonia mobile italiano. In gara c’erano Fiat-Fininvest e De Benedetti. Naturalmente vinse De Benedetti. «Così come i generali nazisti, con gli americani alle porte, fuggivano bruciando le ultime carte», ha scritto Geronimo, «quella sera il moribondo governo Ciampi fece nascere Omnitel»....
Continua a leggere (1 di 2)


Noi bananas non siamo mica schizzinosi come i sinistri e siamo disposti a tenerci come presidente del consiglio l'uomo più povero d'Italia
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile




Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile


Eh già, ora sarà più povero e quei soldi torneranno nelle tasche degli italiani...
Ma andate a sculacciare le rane.
Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.

