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    Predefinito I W56 e la storia di "Amicizia"

    La storia di “Amicizia”

    La storia di “Amicizia” è rilasciata sotto licenza
    Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 2.5 Italia

    Autore: UNO DEL GIURAMENTO (per ora in incognito) - tratto da http://w56.duper.org


    La storia di “AMICIZIA” o semplicemente “la storia”, come l’abbiamo sempre chiamata è vera, e ha coinvolto un gruppo di persone italiane e non italiane per molti anni, fra il 1956 e il 1990. Alcune di queste persone, fra cui il sottoscritto, sono ancora vive, e hanno avuto rapporti diretti (faccia a faccia) con gli Amici (chiamati anche W56), che sono extraterrestri provenienti sia da pianeti della nostra Galassia (alla distanza di duecentomila anni luce), sia da altre Galassie. Qui sulla Terra essi hanno raggiunto il numero massimo di 200 persone, residenti in basi (alcune vastissime) sotto terra (a circa 20 km di profondità) e sotto il mare, alcune lungo la fascia adriatica, con la prima base “storica” sotto Ascoli Piceno. Ciò che ora brevemente dirò deriva esclusivamente da ciò cui ho partecipato in
    prima persona, nel corso di una lunga parte della mia vita, e dalle nostre conversazioni dirette con gli Amici. Ne ho le registrazioni, con la loro viva voce. “Amicizia” raggruppa popoli diversi fra loro, sia per le caratteristiche fisiche (alti, piccoli, giganti, ecc.) sia per la provenienza (anche da altri Universi e altre dimensioni), ma accomunati da una scelta fondamentale verso il Bene. E’ una sorta di confederazione trasversale, in nome di un comune ideale di vita e di pensiero, pur rimanendo grandi diversificazioni fra popoli e fra individui, e fra scelte personali. Siamo agli antipodi della massificazione ideologica. Il popolo con cui abbiamo interagito noi è composto da individui (uomini e donne, come noi) molto belli fisicamente, molto alti, circa tre metri, oppure molto piccoli. Ma questi sono aspetti secondari. Altri popoli che fanno parte di “Amicizia” sono assai diversi da noi. Ciò che conta è la sostanza, al di là delle diverse tipologie e delle
    innumerevoli particolarità “folcloristiche”. Gli Amici sono nostri fratelli maggiori. Sono umani, anzi siamo noi che non siamo umani rispetto a loro. Sono assai più umani di noi, per questo non si fanno vedere. Sono “troppo” umani… E’ facile per noi adularli, ma è più facile invidiarli per la loro compiuta umanità… Altri popoli degli Universi hanno optato per il Male, spesso rappresentato dall’adorazione della Energia e della Conoscenza-Scienza, e questo dualismo fra Bene e Male è fondamentale per comprendere la lotta tuttora in corso e le enormi difficoltà nello svelamento della verità agli abitanti del nostro pianeta.
    La lotta fra il Bene e il Male è reale ed originaria, non è il frutto di una invenzione. Gli individui malvagi non sono il risultato di un esperimento scientifico mal riuscito, tant’è vero che possono liberamente scegliere di non essere più malvagi. Questa lotta fra il Bene e il Male ha riguardato anche la vita dei terrestri del nostro gruppo, rendendoli persone particolari. Le nostre esperienze, sia fenomeniche (incontri faccia a faccia con alcuni Amici, conversazioni con loro, dischi e altri oggetti volanti di altre forme, visioni molto ravvicinate di materializzazioni e smaterializzazioni, visite e permanenze anche lunghe nelle basi sotto terra, ecc.), sia mentali e morali, hanno segnato in modo assai profondo e indelebile le nostre vite, spesso rendendoci vulnerabili rispetto alle leggi, regole e convenzioni della realtà e società in cui abbiamo continuato a vivere e lavorare, salvo quelli di noi che hanno optato di passare il resto della loro vita con gli Amici. La realtà che abbiamo vissuto con gli Amici supera ogni immaginazione, e il silenzio assoluto con gli altri, e il continuo pensiero interiore, per anni e decenni, sono stati in noi la reazione più normale. Una sorta di ruminazione, e di crescita continua della consapevolezza e della indicibilità. Alcuni di noi hanno pagato un prezzo molto alto per la loro “diversità”, uscendo dai circuiti della normale vita sociale e lavorativa. Alcuni di noi hanno mantenuto un segreto totale o quasi totale, aprendosi solo con pochissimi intimi, altri hanno parlato, ma hanno volutamente fornito una versione solo parziale o modificata. Le ragioni di ciò sono molteplici e complesse, perché ci sono cose che non si possono dire neppure quando si è deciso di parlare. Inoltre, è successo che parecchie delle cose rivelate sono state oggetto di gravi distorsioni, banalizzazioni, manipolazioni e interpretazioni del tutto arbitrarie, ovvero di comunicazioni scisse o schizofreniche, che affermano una cosa e subito dopo il suo contrario, ingenerando dubbio e, in definitiva, incredulità. Questo ha riguardato anche aspetti e ragioni fondamentali della presenza degli Amici fra noi, e per questo motivo è necessario intervenire rettificando, e soprattutto dicendo l’essenziale che non è stato detto, o di cui è stato detto il contrario. Il fatto è che questa vicenda è estremamente complessa. In essa l’ambiguità, la disinformazione voluta o non voluta e la mescolanza del vero e del falso svolgono un ruolo importantissimo. Inserire un solo elemento chiaramente non credibile per esempio auto-contraddittorio o ridicolo in una storia vera rende l’intera storia non credibile, il che può anche essere lo scopo, conscio o inconscio, di chi riferisce la storia. Ciò non è casuale, e non dipende solo dalla volontà personale di chi scrive o parla o “rivela”, o si spaccia per un protagonista mentre non lo è stato, ma rientra in una delle leggi che regolano la presenza nascosta degli Amici sulla Terra. E’ sempre stato così anche in altre epoche. A causa di fattori che appartengono ai piani sottili cioè i piani non fisici della realtà e che sono difficili da verbalizzare, la presenza degli Amici fra noi è subordinata ad alcune leggi, fra cui la legge dell’ambiguità, della duplicità, dell’inganno, che caratterizza la condizione degli uomini terrestri. Tutte queste cose “negative” non sono elementi estranei o accessori o secondari, ma fanno parte costitutivamente delle regole del gioco. Ciò avviene in ogni momento, compresi i momenti dei tentativi di svelamento, come questo ora in corso. Gli Amici non sono i soli extraterrestri presenti sulla Terra. Individui di diversi altri popoli sono fra noi, perché la Terra è un pianeta particolare nell’economia di questa parte dell’Universo. Lo scopo della presenza degli Amici non è quello di studiarci (ci conoscono assai bene, meglio di noi stessi!), ma quello di aiutarci, perché le nostre condizioni generali non appaiono loro soddisfacenti, soprattutto per il tasso elevatissimo sulla Terra di odio-violenza-ingiustizia e per la piega antiumanistica assunta dalla nostra scienza e tecnologia. Potendo vedere i nostri pensieri e sentimenti, gli Amici vedono ciò che nascondiamo dietro le maschere, le parole e i sorrisi...
    Altri popoli sono qui per altri motivi, e i rapimenti di terrestri, nonché la creazione di ibridi, sono una realtà di cui gli Amici ci parlavano fin dagli anni ’60. Dico questa cosa perché oggi ne parlano i media, e io ricordo ciò che ne dissero gli Amici, ma di parecchie altre cose di cui sento parlare non so nulla, e non ho alcun giudizio da dare, perché gli Amici non ne hanno parlato. Per esempio, non so assolutamente nulla dei cerchi di grano. Penso che gli Amici, pur dicendoci tante cose, ci abbiamo detto solo una piccolissima parte di ciò che sapevano, compreso ciò che sapevano sulle attività fra noi degli altri popoli. Del resto, la mia mente fa già molta fatica a capire e “digerire” le cose che ho visto o di cui gli Amici mi hanno parlato, figuriamoci se ci avessero detto tutto… Credo, tuttavia, di aver saputo da loro le cose essenziali per capire e per orientarmi, sapendo che sono vere e non sono solo “informazione”, su cui non si può non sospendere il giudizio. Dico che quelle cose sono vere perché ho avuto un rapporto personale con gli Amici, e ho avuto la sensazione forte che mi dicessero la verità, come quando sai che il tuo migliore amico, o la persona che ami e che ti ama, ti sta dicendo la verità. Questa è stata la mia fortuna nella vita: di potermi fidare, in un campo in cui è difficilissimo potersi fidare, grazie a questo rapporto personale. Oggi, con le possibilità, offerte dalla tecnologia, di alterare o creare le prove cosiddette “oggettive” (foto, ecc.), il fattore della testimonianza personale credibile assume un valore anche maggiore che in passato.
    Gli Amici, rispetto a tutti gli altri popoli in visita sulla Terra, offrono una caratteristica assai particolare e preziosa: sono legati ai piani sottili che regolano il destino della Terra, e a quella che essi chiamano l’Anima dell’Universo, al di là del piano fisico o fenomenico, per cui hanno una sorta di controllo generale su tutto ciò che accade, anche se possono intervenire ed interferire solo a condizioni particolari, come in una complessissima partita a scacchi di cui è qui impossibile anche solo accennare alle regole principali.
    Gli Amici definiscono se stessi come non già appartenenti al mondo dello Spirito, ma come coloro che “vengono subito dopo il mondo dello Spirito”. Oppure, si autodefiniscono come i “preannunciatori del mondo dello Spirito”. Essi si pongono insomma come intermedi fra noi e il mondo dello Spirito. Rispetto alla scienza e tecnologia degli altri popoli extraterrestri, quella degli Amici è del tutto particolare e diversa, perché è ricalcata sulle leggi del mondo dello Spirito. Si tratta di una scienza e tecnologia incommensurabile con la nostra, anche con gli aspetti più innovativi della nostra fisica quantistica; ma essi dispongono anche di un’altra scienza e tecnologia, più comune, che in parte hanno tentato di condividere con noi, soprattutto nel campo dell’elettromagnetismo. Ma ciò ha scatenato in noi soprattutto desideri di avidità, possesso, competizione e onnipotenza, il che li ha indotti a ritrarsi da questo progetto di condivisione. Gli Amici hanno vinto una grande guerra nell’Universo contro i popoli del Male, ma la partita da giocare sulla Terra è ancora del tutto aperta. Le menti di noi terrestri del gruppo, legati per sempre agli Amici da un antico patto, e le menti dei terrestri cui ci rivolgiamo, come sto facendo adesso, sono coinvolte in questa guerra, che si svolge anche nelle nostre sfere più intime e inconsapevoli, e questo rende tutto assai difficile, al limite della indicibilità. La razionalità è assolutamente necessaria, ma non è sufficiente per dar conto di fenomeni, interazioni e conseguenze che vanno al di là di tutto ciò cui la società e la conoscenza-scienza ci hanno abituato e condizionato. In realtà, la razionalità necessaria per affrontare questa vicenda e le sue implicazioni è enormemente più ricca e complessa di quella abitualmente utilizzata dai nostri scienziati e anche dai sistemi filosofici come il buddismo con la sua legge di causa-effetto, che costituisce solo un tassello di una spiegazione complessiva enormemente più complessa ed articolata. I cosiddetti “insegnamenti” degli Amici non sono ancora stati divulgati, e consentono di affrontare con un po’ di consapevolezza questa intricatissima matassa concettuale ed esperienziale. Alla base degli insegnamenti degli Amici c’è la TRASCENDENZA di quello che anche noi chiamiamo Dio, e che non va confuso con l’Anima dell’Universo di cui ho parlato prima. Siamo qui all’opposto del panteismo, ma qui mi devo fermare, anche se questo è il punto più importante in assoluto e il motivo principale della presenza degli Amici fra noi, secondo le loro stesse parole.


    La foto qui presentata, scattata con una Polaroid negli anni ’60, rappresenta l’aspetto fondamentale del rapporto fra il nostro gruppo e gli Amici: la foto ritrae la proiezione del corpo sottile di un gigante, e la cosa importante è la messa in evidenza della zona del cuore come parte centrale, cioè l’Amore come la cosa principale negli esseri umani, terrestri o extraterrestri. Si chiama UREDDA, in una delle lingue degli Amici, l’energia prodotta dall’Amore fra le persone, in particolare fra gli Amici e il nostro gruppo, in seguito ad un patto fra loro e noi e a tanti eventi che ci hanno unito. Grazie a particolari strumentazioni che lavorano sui piani sottili (vi sono decine di piani sottili), l’UREDDA viene trasformata dagli Amici in altre energie e oggetti, persino nell’ossigeno che essi respirano nelle loro basi sotto la terra e il mare. In mancanza di UREDDA, gli Amici, resisi volutamente vulnerabili per Amore, periscono. Inoltre, gli Amici si erano volutamente resi dipendenti dagli aiuti materiali (cibo, soprattutto frutta e ortaggi) che noi gli procuravamo. Ciò avveniva mediante smaterializzazioni guidate a distanza, cui ho personalmente assistito e partecipato moltissime volte, nell’arco degli anni. Li chiamavamo i “prelievi” degli Amici, anche tonnellate di cibo alla volta, che si smaterializzavano a un metro dai nostri occhi, e immediatamente si rimaterializzavano nelle basi degli Amici. In altri casi, con lo stesso sistema gli Amici ci inviavano degli oggetti, piccoli o grandi, che si materializzavano sotto i nostri occhi. Gli Amici, per poter stare qui con noi, hanno dovuto accettare la legge del Tempo e soprattutto la legge dell’Avere, che regolano il destino del nostro pianeta. L’UREDDA è una energia, ma gli Amici non sono gli adoratori dell’Energia, come altri popoli. Essi seguono l’Amore, che è la fonte anche delle energie buone come l’UREDDA, ma è esso stesso al di là di ogni energia. Ignorare, o non comprendere fino in fondo LA VOLONTARIA AMOREVOLE DIPENDENZA DEGLI AMICI DALLA LEGGE DELL’AVERE, e in definitiva dai nostri pensieri e dalle nostre azioni, impedisce di cogliere il vero significato della “storia” per quel che essa è stata. E impedisce di essere preparati se essa si ripresenterà, forse in forma allargata. Oggi, i nuovi paradigmi cosiddetti “postmoderni” della conoscenza terrestre, aggiungendosi ai paradossi della fisica quantistica, aprono le menti verso il riconoscimento del fatto che la realtà non è quella che appare, o non solo quella che appare; e l’idea che possiamo essere come dei bambini che giocano in una stanza, ignari di tutto ciò che avviene intorno a loro, e persino ignari di tutti gli altri contenuti della stanza, al di là dei giocattoli, può oggi non apparire assurda come in passato. Tuttavia, la vera accettazione (non solo a livello ludico o virtuale, ma a livello di reale consapevolezza) del mondo extraterrestre fra noi rappresenta una rivoluzione antropologica e conoscitiva ancora sconvolgente, molto più della rivoluzione copernicana. Solo a titolo d’esempio, la Terra in passato (centinaia di milioni di anni fa) ha conosciuto altre sei civiltà evolute anche più della nostra, che si sono estinte per colpa. Questa fine minaccia anche noi oggi. Gli Amici non vorrebbero che si ripetesse ancora una volta il nostro passato autodistruttivo, cui essi hanno assistito con dolore. Possono aiutarci, e lo fanno, ma all’interno di vincoli e condizioni imposte dai piani sottili della Terra e del nostro Universo. Vincoli e condizioni di cui tutti noi ignoriamo l’esistenza. La complessità delle variabili in gioco, rispetto allo svelamento, è tale che neppure gli Amici hanno fatto “profezie” su di esso. Circa il 2012, di cui si parla tanto, io non li ho mai sentiti parlare. Invece, hanno detto che sarebbero ritornati. E’ vero che quelli come me (ormai pochissimi rimasti) hanno sottoscritto un patto particolare con loro, un solenne giuramento di fedeltà reciproca, anche se ormai sono passati moltissimi anni. Ma per il momento io non so se e quando torneranno, o forse sono già tornati e sono già all’opera con altri terrestri in qualche parte del mondo. Non so se mi contatteranno. Non credo, penso che dire queste cose che oggi comincio a dire a Nikola Duper sia il mio unico compito, come del resto mi dissero gli Amici stessi tanto tempo fa.
    Alla fine degli anni ’40 gli Amici offrirono una collaborazione ai vertici dell’Amministrazione USA, ma in cambio chiedevano l’abbandono del programma di armamento nucleare. Ma la loro offerta e richiesta vennero respinte, e altri popoli extraterrestri hanno collaborato con gli USA e altre potenze; i risultati sono stati del tutto negativi, e pesano tuttora sul nostro destino collettivo. Uno dei motivi che ritardano lo svelamento (ma la questione è assai intricata, e si tratta veramente di uno solo dei motivi) è che gli USA dovrebbero assumersi, davanti all’intero pianeta, la responsabilità di aver rifiutato una collaborazione buona e di averne attivata un’altra non buona, o pessima, basandosi esclusivamente su considerazioni di potere e dominio. A seguito del rifiuto politico-militare americano, gli Amici hanno portato avanti la strategia dei contatti riservati con piccoli gruppi di terrestri, cercando di valorizzare la qualità dei rapporti umani personali, dell’Amore e dell’UREDDA, rispetto alla quantità e alla visibilità. Tuttavia, neppure questi contatti qualitativi hanno dato i frutti sperati, per cui oggi si deve ricominciare. Con gli Amici, comunque, non vi è mai una sconfitta definitiva, perché le loro risorse sono veramente straordinarie. Quando gli Amici perdono una battaglia, è perché l’abbiamo persa noi, e loro, assoggettandosi alle leggi dei nostri piani sottili, devono perderla con noi, e pagare con noi e per noi. La mancanza di UREDDA nei loro confronti, da parte nostra, ha provocato nel novembre 1978 la morte di molti Amici e la loro provvisoria sconfitta da loro prevista e messa in conto da parte del popolo nemico, chiamato CTR, ma tutto ciò è ancora reversibile. La vicenda degli Amici con noi è uno straordinario dramma nascosto, con risvolti imprevedibili. Imprevedibili in parte anche per loro, stante l’incredibile complessità delle variabili in gioco, se così vogliamo chiamarle, e l’imponderabilità delle libere scelte. Gli Amici rispettano infinitamente la volontà delle persone. Collaboratori terrestri degli Amici e collaboratori terrestri di popoli nemici degli Amici (e quindi nemici nostri) sono silenziosamente in lotta fra di loro ogni giorno. I nemici stanno tentando una conquista molto graduale e apparentemente indolore del
    pianeta, lavorando soprattutto sulle menti. Purtroppo, non è fantascienza. Magari lo fosse. Purtroppo, non è paranoia. Magari lo fosse. Tuttavia, solo accennare a queste cose induce allo screditamento di chi le dice, e questa è una potente arma in mano a chi vuole il nostro male. I condizionamenti mentali e sociali in questo ambito sono potentissimi. E’ facile screditare chiunque, quale che sia il suo ruolo sociale o culturale, se vi sono forti motivi per farlo. Chi ha avuto esperienze segretissime come questa con gli Amici, e poi è riuscito, malgrado ciò sia inusuale e “strano”, ad occupare un ruolo importante nella società e ad essere rispettato come persona affidabile, teme di essere screditato, se rivela il suo segreto; e teme, soprattutto, che la rivelazione screditerà anche il segreto stesso. Egli sa che quei condizionamenti saranno comunque più forti del suo ruolo e della considerazione da lui conseguita in un’intera vita. Così, egli tace, mentre parlerebbe solo per dire la verità, e non volendo altro per sé. Invece altri, che non sanno o non vogliono dire la verità, e che non rischiano di essere screditati, perché non hanno nulla da screditare, parlano per scopi di protagonismo o di lucro. Questo, oggi, è vero in tutti i Paesi, e viene utilizzato a fondo da tutte le persone e le istituzioni che non vogliono lo svelamento. Di fatto, la gente tende a non credere “veramente” (o “finge con se stessa” di credere) alle “rivelazioni”; o, al massimo, “sospende il giudizio”, sapendo che esse provengono da persone che agiscono a scopo di protagonismo o di lucro, e che non temono lo screditamento.
    Cercherò di fornire al più presto un’esposizione sistematica articolata in punti. Lo scenario totale è estremamente complesso, perché include anche la presenza e le attività fra noi degli altri popoli extraterrestri, ma considerare questo scenario nella prospettiva offertaci dagli Amici consente di avere almeno un filo rosso e un senso generale. Questo è possibile perché la prospettiva degli Amici è una prospettiva privilegiata, a causa del loro rapporto del tutto particolare con i piani sottili e con l’Anima dell’Universo. Visto da altre prospettive, lo scenario è non solo troppo complesso, ma è addirittura indecifrabile e, in definitiva, disperante.
    UNO DEL GIURAMENTO (per ora in incognito)


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    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 26-04-09 alle 00:38

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: I W56 e la storia di "Amicizia"

    Della storia di "Amicizia" si parla anche nel libro "Contattismi di massa" dell'Ing. Stefano Breccia, Nexus Edizioni srl, prima edizione Gennaio 2007, con prefazione di Roberto Pinotti.
    Libro molto interessante che consiglio a tutti.

    Ho aperto questa discussione non tanto per discutere all'infinito della presunta realtà o della più o meno probabile falsità di questa storia affascinante, in quanto è ovvio che la storia in questione potrebbe benissimo essere in tutto o in parte falsa. Mi interessava semmai discutere con calma dei numerosissimi spunti in essa contenuti, spunti che secondo me la differenziano nettamente dal panorama "ufologico" usuale (a cominciare dal teatro di azione, principalmente l'Italia) e la avvicinano di più alle tematiche tradizionaliste.
    Saluti

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: I W56 e la storia di "Amicizia"

    Benvenuto nel forum...

    P. S. Mi sono permesso di "centrare" la foto, per migliorare l'aspetto di questo interessante thread...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 26-04-09 alle 00:39
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Benvenuto nel forum...

    P. S. Mi sono permesso di "centrare" la foto, per migliorare l'aspetto di questo interessante thread...
    Grazie, fai pure tutto quello che ritieni necessario fare.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: I W56 e la storia di "Amicizia"

    I lettori del libro “Contattismi di massa” già citato sanno che alla fine del libro ci sono diverse fotografie molto interessanti; in particolare una attira inevitabilmente l’attenzione della maggior parte dei lettori: la foto a colori, estremamente nitida e chiara, di un presunto W56: un giovanottone apparentemente molto alto, dai tratti somatici bianchi ed europei, che si è chiaramente messo in posa in un giardino e lasciato fotografare.
    Ma quanto è alto “Kenio”?
    Recentemente c’è chi ha tentato una stima della sua altezza a partire da alcuni elementi della foto. Questo interessante studio di Teresa Barbatelli, con le sue sorprendenti conclusioni (che tuttavia nemmeno l’autrice considera definitive) si trova qui:

    http://www.spazioevita.com/w56/KENIO.pdf

    tratto da http://www.spazioevita.com

    Nello studio c’è anche un collegamento che porta al giudizio sullo studio in questione da parte dell’Ing. Stefano Breccia, autore del libro citato.
    Lo studio è veramente godibile e la brava autrice dimostra secondo me grande scrupolo, grande obiettività (da vera ricercatrice) ed una grande onestà intellettuale; siamo distanti anni luce dallo stile di chi dice “Questo è vero” o “Questo è falso” a tutti i costi. Lavorare sui dati disponibili sospendendo momentaneamente il giudizio è la cosa migliore da fare in questi casi, secondo me, e l’autrice l’ha fatto. Quindi consiglio a tutti di leggerlo con calma.
    Una domanda sorge spontanea: ma cosa sono quelle cose apparentemente discoidali che Kenio tiene in tasca? Mi viene in mente che nel libro “Contattismi di massa” si parla di scout tascabili del diametro di una quarantina di centimetri ; viste le dimensioni di Kenio ed utilizzando gli stessi riferimenti presi dall’autrice, penso che questa possa essere una possibile risposta (tra le tante).

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: I W56 e la storia di "Amicizia"

    Il pensiero che mi affascina di più nella storia di “Amicizia” è l’idea che l’uomo sia universale, cosa questa affermata dai W56 stessi, secondo il libro “Contattismi di Massa”; senza peraltro negare l’esistenza di forme di vita intelligenti aventi fisiologia totalmente non comparabile con quella umana, i W56 avrebbero infatti detto che la forma umana è la più diffusa forma di vita intelligente nel cosmo, con varianti che è lecito pensare siano dovute ad adattamenti a fattori locali come la gravità (che influisce sulla grande variabilità nelle altezze), il tipo di sole (o di soli, nel caso di sistemi planetari con più soli), l’atmosfera più o meno ricca di ossigeno (che influisce sul metabolismo di alcuni organi interni ) e così via.
    Ci vedo un legame con la dottrina tutta platonica dell’eternità delle idee. In questo caso l’Idea uomo sarebbe eterna ed universale, perfino sul piano fisico.
    Se la storia dei W56 fosse vera ne conseguirebbe quindi che avremmo una controprova sperimentale della validità della teoria delle idee di platonica memoria. Trovo questo infinitamente più entusiasmante e dirompente di tutte le possibili ricadute tecnologiche che potrebbero derivare da un contatto con una ipotetica civiltà extraterrestre più evoluta della nostra. Un ordine, un disegno, uno schema, un Logos emergerebbe dalle buie profondità dello spazio, ed avremmo la certezza di non essere più soli, ma di essere uno fra gli infiniti tasselli di uno splendido mosaico progettato da una mente divina, figli di un’idea eterna sparsa un po’ ovunque nel cosmo. Questo è quello che penso io.
    Anche se riflettiamo su questa storia da un punto di vista meno filosofico e più pragmatico, direi che l’idea della possibile esistenza di uomini su altri pianeti non dovrebbe apparire così improbabile.
    Effettivamente, noi non abbiamo nessun esempio di vita intelligente sotto i nostri occhi ad eccezione della nostra stessa forma di vita, di uomini moderni intendo; sappiamo che in passato ci sono state altre specie umane intelligenti (ma comunque sempre genere Homo, i neanderthal e gli erectus), forse meno di noi; oltre queste il baratro, primitive forme di australopitechi et similia, più simili alle scimmie che a noi. Quindi è innegabile che su questo pianeta la specie Homo Sapiens abbia funzionato, nel senso che (finora) è risultata vincente. Non abbiamo nemici naturali, anzi, siamo talmente "forti" che stiamo distruggendo il pianeta. Ci siamo adattati alla grande, poi abbiamo perfino cominciato ad adattare l'ambiente ai nostri bisogni; le altre specie umane si sono estinte.
    Ora, partendo da questo dato di fatto, non è difficile ipotizzare che in altri pianeti simili alla terra, ricchi di ossigeno e di acqua, la stessa forma Homo possa essersi formata ed aver finito per prevalere. Con qualche variante magari, ma il "progetto" Homo potrebbe essere più o meno lo stesso. Non abbiamo motivi per dubitarlo, anzi, la nostra stessa esperienza ci spinge a pensare probabile tutto ciò, io credo.
    In fondo se ci si pensa, anche sulla terra abbiamo il caso dei marsupiali, molto diversi dai placentati interiormente, ma spesso simili esteriormente. Pensiamo al caso del tilacino, il cosiddetto "lupo marsupiale", estintosi in Tasmania negli anni '30 a causa della caccia spietatata e delle malattie. Non era un lupo ovviamente, era un parente del canguro, ma ne occupava la stessa nicchia ecologica ed esteriormente gli rassomigliava abbastanza. I casi ci sono.
    Quindi perché immaginare per forza nanetti grigi od omini verdi con le antenne? Chissà, un giorno potremmo con nostra grande sorpresa incontrare altri uomini come noi.

    Immaginiamo una stanza illuminata dalla luce, con tanti granelli di polvere fluttuanti nell'aria. Su ciascuno di quei granelli ci sono milioni di microbi, ignari gli uni degli altri. Però per noi che riusciamo ad averne uno sguardo d'insieme è palese che quei microbi sono tutti parenti, sparsi nella stessa stanza, che è il loro universo. Solo che loro non lo sanno. Cum grano salis, perché non potrebbe essere, magari in parte, così anche per l'uomo laddove ci siano pianeti adatti a lui?

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    Predefinito Riferimento: I W56 e la storia di "Amicizia"

    Penso che in questo Forum ci si rifaccia più o meno tutti ad una visione del mondo che potremmo genericamente definire Tradizionale nel senso che questo termine ha presso autori come Reghini, Evola, Guénon ed altri. In Italia in particolare, e questo mi sembra molto significativo, nel solco della Tradizione uomini di grande valore non ci sono certo mancati : Armentano, Reghini, Kremmertz, Evola e molti altri forse meno noti ma di certo non meno significativi. Personalmente sono convinto che noi italiani siamo portatori (forse oggi in modo non meritato) di un autentico primato spirituale di cui non sempre purtroppo siamo consci e del quale non sempre siamo all’altezza. Mi colpisce quindi il fatto che la storia di Amicizia si sia manifestata principalmente in Italia e che sul filone italiano (ne sarebbero esistiti anche altri in Europa e non solo) i W56 avrebbero puntato le loro carte migliori, insistendo molto sull’aspetto spirituale del rapporto. Ci vedo una connessione non casuale con il Genius Loci della nostra terra.
    Da un punto di vista tradizionale (nel senso sopra specificato) una qualunque civiltà in un dato momento è tanto migliore quanto più si avvicina alle sorgenti Sacro. Sappiamo anche che il Sacro si manifesta in molti modi a seconda dei luoghi e dei tempi. Ora, immaginiamo che davvero l’uomo sia universale e che quindi ci siano pianeti abitati da altri uomini sostanzialmente come noi (a parte differenze secondarie nel fisico e forse in alcuni elementi animici); il concetto di civiltà tradizionale varrà anche per loro, se vogliamo rimanere fedeli al messaggio lasciatoci dalla nostra tradizione. Quindi non importa se un domani incontreremo civiltà aventi milioni di anni di evoluzione tecnologica alle spalle (perché, se mai avverrà un incontro, proprio questo è probabile che ci aspetti, visto che viviamo nella giovane periferia di una galassia il cui nucleo è vecchio miliardi di anni), il punto chiave per noi sarà: quanto saranno vicini o lontani dal Sacro? Fino a che punto si potrà parlare di civiltà tradizionale, nel loro caso? E’ chiaro che il livello di sviluppo tecnologico non può essere un parametro di valutazione, in questo caso. Una civiltà tecnologicamente primitiva può essere tradizionale tanto quanto una civiltà tecnologicamente evoluta (quella tecnologicamente evoluta probabilmente irradierà più lontano i propri influssi benefici) , ed analogamente una civiltà tecnologicamente primitiva può essere barbara tanto quanto una civiltà tecnologicamente evoluta (quella tecnologicamente evoluta probabilmente farà più danni) ;naturalmente tutta una gamma di gradi intermedi è possibile. Tra l’altro, nel caso dei W56 si dice che la loro scienza sarebbe molto particolare, in quanto ricalcata sul mondo dello spirito; quindi se osserviamo le cose da questo punto di vista riusciamo facilmente ad inquadrare la vicenda dei W56 e dei CTR in una chiave più nostra , più tradizionale, lontana sia da un manicheismo etico (bene contro male intesi in senso rigidamente dualistico ed esclusivamente morale) che da un pressappochismo materialista (scontro causato esclusivamente da interessi politico-militari), per quanto anche questi due punti di vista potrebbero presentare la loro parte di verità. Questo è quello che penso.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: I W56 e la storia di "Amicizia"

    Ma chi è l'autore del libro "Contattismi di massa" Già citato? Mi sembra giusto riportare qui un profilo del Prof. Stefano Breccia, tratto da http://www.noidi.it/chi%20%C3%A8.htm

    Stefano Breccia

    Ingegnere
    già redattore di "Noi di... Monteverde e dintorni"
    redattore di "Noi di..."

    Stefano BRECCIA è nato 1945, ha conseguito la laurea in Ingegneria Elettrotecnica a Bologna, una specializzazione in Telecomunicazioni al Politecnico di Torino, una specializzazione in Computer Sciences al CNUCE di Pisa, una specializzazione in Computer Graphics presso l’ICS di Londra, una specializzazione in Company Management presso la SSGRR dell’Aquila; lavora dal 1973 presso Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli (SSGRR) dell’Aquila, dove ha descritto un pieno cursus honorum. E’ stato professore a contratto di Computer Sciences e Computer Graphics presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, mentre attualmente insegna Metodi statistici per l’analisi e la valutazione dei processi educativi presso la locale facoltà di Scienze della fomazione. Nel 1985 ha participato allo Steering Committee del Progetto DELTA presso la Comunità Europea, a Bruxelles, in qualità di responsabile delle “Areas of Application of Artificial Intelligence Technologies in Computer Based Learning”, ed ha quindi participato al Delta Projects Selection Committee quale rappresentante STET. Ha participato, in qualità di consulente esterno del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, alla definizione dei curricula per le facoltà di Ingegneria, in particolare nell’area delle lauree brevi. Ha lavorato sul progetto volto alla creazione di una scuola post laurea in TLC a Cordoba, Argentina. Nell’ambito di un progetto PHARE, ha cooperato nella progettazione di scuole di TLC a Bucharest ed a Ljubljana. Nell’ambito di un progetto TACIS, ha cooperato nella progettazione ed implementazione di una scuola di TLC a Novosibirsk. La sua biografia è stata citata nell’edizione 1985 del “Marquis Who’s Who in Computer Graphics”. E’ stato presidente del Comitato Scientifico del “Centro Studi ed Applicazioni sulle Tecnologie dell’Informazione” (Catania).

    E’ membro di:

    * il Comitato di Direzione della rivista “Società dell’informazione” (SSGRR -L’Aquila) (è stato Direttore della rivista all’atto della sua fondazione);

    * il Consiglio di Amministrazione dell’ “Istituto per la formazione e la promozione economica” (L’Aquila);

    * la Commissione CT UNINFO SBC sui Cognitive Systems (Milano);

    * il Comitato Didattico dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (Roma);

    * la British Computer Society (London);

    * la ACM (New York);

    * la Planetary Society (Pasadena).


    Le sue principali aree di competenza sono: Computer Based Training, Artificial Intelligence, Computer Graphics, Fractals, Office Automation.


    E’ autore dei libri:

    * “Modulazione Delta Adattativa” (autore);

    * “Metodologie di programmazione in FORTRAN IV” (coautore);

    * “Algoritmi per Computer Graphics” (autore);

    * “I numeri nella storia dell’umanità” (autore);

    * “Fractals: la Teoria del Chaos” (autore - in corso).


    Ha scritto numerosi articoli, e tenuto conferenze in tutto il mondo, su temi di computer sciences, management, ed analisi frattale.

    A proposito, consiglio la lettura de “I numeri nella storia dell’umanità” , un libro veramente molto bello.

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: I W56 e la storia di "Amicizia"

    Qualche precisazione: W56 è un nome convenzionale scelto dagli italiani di Amicizia per indicare questi presunti extraterrestri; starebbe per “Viva il 1956!”, l’anno del contatto; anche CTR è un nome convenzionale scelto sempre dagli italiani del gruppo per indicare gli avversari dei W56 e starebbe semplicemente per “Contrari”. I W56 non sarebbero un singolo popolo, ma in realtà una confederazione di popoli (parlanti molte lingue) ed il loro nome collettivo sarebbe “Akrij” , credo pronunciato all’italiana “Akrii”; si potrebbe far notare, come in effetti è stato fatto, che se la k fosse leggermente aspirata il nome suonerebbe come “Ahrii” e che da qui ad “Arii” il passo non è molto lungo; ma è meglio non fantasticare troppo. Il nome etnico dei CTR sarebbe invece Weiros. I nomi dei singoli individui W56 che nel libro “Contattismi di massa” interagiscono con gli italiani del gruppo sono nomi convenzionali; per qualcuno di questi nomi convenzionali si dice che sarebbe troppo lungo spiegarne l’origine. Molte volte questi W56 venivano indicati con un soprannome, come per esempio “il cipresso” per uno dei protagonisti principali di questa saga, un individuo che sarebbe stato alto più di tre metri. Si ha l’impressione che questi giganti costituissero il nerbo della spedizione Akrij sulla terra; ma insieme ad essi c’erano anche individui dalle dimensioni più terrestri, alti dai due metri ai due metri e mezzo o anche meno, che avrebbero potuto anche essere scambiati per dei normali giocatori di pallacanestro. Chiaramente erano questi che uscivano alla luce del sole e si mescolavano fra di noi; è lecito supporre soprattutto quelli di altezza inferiore ai due metri. Un altro dei protagonisti principali era alto solo un metro; viene descritto come un uomo perfettamente proporzionato, quindi non sproporzionato come in genere sono i terrestri affetti da nanismo; allo stesso modo dei giganti non si dice mai che fossero sproporzionati o brutti o deformi, come purtroppo spesso accade ai terrestri affetti da gigantismo.
    “il piccoletto” ed “il cipresso” andavano in giro in coppia (come l’articolo “il” si potrebbe osservare), creando un effetto comprensibilmente comico ed infatti nel libro ci sono alcune scenette simpatiche in questo senso. La durata della vita di questi presunti extraterrestri sarebbe plurisecolare, come si evince dal racconto di alcuni episodi che avrebbero visto come protagonisti la nostra coppia “il”. Il che deve far riflettere sul fatto che se questa storia fosse vera, allora potrebbe benissimo essere che questi esseri stiano qui da molto, molto tempo, e non certo essere giunti sulla terra solamente a partire dagli anni ’50. Mi viene in mente che anche tra i contattati americani degli anni ‘50 (guarda caso), i presunti alieni di forma umana (altro caso?) dicevano di avere età secolari. Per esempio quelle che per noi sarebbero 10 generazioni per loro potrebbero occupare soltanto lo spazio di una generazione. Quindi, già solo con questi presupposti, io credo che molte delle nostre speculazioni sul perché essi non si rivelerebbero pubblicamente apparirebbero vane perché viziate dalla nostra percezione del tempo, che non sarebbe certamente la loro. Se non lo hanno fatto diciamo 400 o 500 anni fa, perché lo dovrebbero fare oggi? Magari chi non lo fece 500 anni fa potrebbe essere esattamente lo stesso individuo che oggi, ancora in vita, continua a non farlo, perché ai suoi occhi appariamo sempre allo stesso modo, nonostante per noi sia trascorso un gran lasso di tempo, esattamente come per un padre o una madre i figli appaiono sempre figli, anche dopo decenni, anche fino alla fine.
    E’ superfluo poi dire che sia le grandi (ed anche le minime) altezze che la grande longevità rimandano subito la mente ad un’infinità di leggende e tradizioni terrestri, ma ancora una volta secondo me è meglio non fantasticarci troppo su, visto la scarsità di dati a noastra disposizione relativamente a questa storia.
    Comunque nel libro citato caratteristiche fisiche e culturali degli Akrij sono abbondantemente descritte. Quel che mi sembra rilevante è che nel libro si mette fortemente l’accento sulla loro potente visione sacrale del mondo e della vita ed anzi, di questo si fa il fulcro della storia. Questo concorda perfettamente con la testimonianza (è lecito supporre indipendente dal libro) dell’anonimo riportata all’inizio di questa discussione.

  10. #10
    .... .....
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    Predefinito Riferimento: I W56 e la storia di "Amicizia"

    Mi sa che cominciano le competizioni tra le varie religioni a base extraterrestre..come i raeliani..
    http://it.raelianews.org/news.php
    Tra l'altro..religioni che hanno qualche sprazzo tradizionale..affogato in un certo materialismo che identifica le forze o stati superiori..con esseri in carne ed ossa di altri pianeti..e non presenze angeliche o sataniche..sempre extraterrestri..ma non dotate di corporeità..se non quella che acquistano possedendo i corpi..
    Mah!..Certe storie mi sembrano i racconti delle visioni dei santi..con la differenza che la componenete magica della religione è sparita per far posto a quella scientifica..che adesso va per la maggiore presso il popolo..
    tanto che la presenza superiore....invece di essere incorporea..è ben materiale..generando una certa sensazione di ridicolo in chi ascolta certe storie..paragonabile alla fede nei miracoli..ambedue cose rigorosamenti inverificabili...perchè i cerchi sul grano o le guarigioni miracolose..possono essere la manifestazione di entità chiamate una volta Divinità..che agiscono all'interno della materia modificandola se trovano le condizioni giuste per manifestarsi..
    Se una paura può far diventare i capelli bianchi..o un dolore invecchiare..
    l'aprirsi in modo casuale o meno al bene ..comunque si manifesti....può guarire o ringiovanire..
    E i cerchi sul grano..escludendo il buontempone..sono variazioni armoniche della materia sottoposta a vibrazioni esercitate da qualche forza..che si rivela quando i tempi..sono maturi..:mmm:
    Siamo in un periodo di turbolenza energetica..come succede alla fine del ciclo..e le presenze superiori..si mostrano relativamente al grado di comprensione della gente..e il termine mostrarsi...lo intendo coniugato a 360 gradi...anche solo al pensiero ...non necessariamente in forme umanoidi reali..cosa che mi lascia dubbioso..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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