
Originariamente Scritto da
PhyroSphera
Dalle guerre fredde, ancora in atto ma con minacce atomiche non più preponderanti, alle aggressioni immobili, nelle quali sta diventando preponderante l'invadenza ai danni della vera condotta politica dei veri Stati tramite l'uso dentro gli Stati e da parte di agenti dell'ordine di armi elettriche, ordigni solo in teoria usufruibili e nella pratica non utilzzabili veramente quali armi ma soltanto in quanto oggetti pericolosi e dannosi.
Restano tutte le emergenze per abuso di vari ed esagerati ordigni bellici od oggetti del tutto analoghi, in parte anche le emergenze atomiche, ma in specie quelle chimiche, biologiche, anche altre non convenzionali e tra queste le armi elettriche, le quali fanno uso di energia gestibile solo in limitazione mai nello scatenarla contro e dunque sono prive di reale possibilità di applicazione a generica difesa da una aggressione e nelle difese particolari non sono usufruibili quali dotazioni aggiuntive.
Se non si tratta di guerra fredda ma di aggressione immobile, cioè di violenza che minaccia di far uso di tattiche e cose violente esse stesse, gli Stati non possono usare le minacce dell'avversario neppure riducendole . Per esser tali cioè Stati hanno per unica prospettiva il rifiuto di tali aggressioni, non la diminuzione della loro violenza.
Non serve ridurre o mutar tensione elettrica di ordigni elettrici, perché l'effetto di tali ordigni è negativo per la vita e senza poter dare distinzioni dovute e perché il loro funzionamento è esso stesso almeno in parte violento.
MAURO PASTORE