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    Predefinito Adesso il Tea party ha il suo film: "La rivolta di Atlante"

    Adesso il Tea party ha il suo film

    Presto nelle sale "La rivolta di Atlante", tratto dal romanzo-manifesto dell’America individualista e conservatrice. La filosofia libertaria diventa un kolossal che non piacerà ai democratici.


    Mancano ormai poche settimane. Già il prossimo 15 aprile, infatti, gli innumerevoli fan americani di Ayn Rand potranno ammirare il primo atto di una trilogia che - nelle intenzioni di autori e produzione - porterà sullo schermo l’epopea di Atlas Shrugged (La rivolta di Atlante), l’ultimo e chilometrico romanzo della Rand, pubblicato nel 1957 e per tanti aspetti vero punto d’arrivo della sua produzione artistica.

    In Europa e anche in Italia il nome della Rand resta sconosciuto ai più, ma la situazione è completamente diversa al di là dell’Atlantico, dove negli ultimi cinquant’anni anni i suoi libri hanno conteso alla Bibbia il primato nelle vendite. Si tratta di romanzi che possono piacere o no, e che a molti appaiono viziati da un eccesso di enfasi retorica, ma che comunque li si voglia giudicare hanno il merito di aver colto con efficacia taluni aspetti importanti della cultura americana: la passione per il nuovo e per l’imprenditoria, il gusto dell’avventura, l’affezione al mercato e alla competizione, la celebrazione del singolo di fronte a ogni pretesa degli apparati collettivi e burocratici.

    Era da anni che, a cinquant’anni di distanza delle prime versione cinematografiche dei testi randiani, si parlava di un ritorno nelle sale della Rand (e per il ruolo della protagonista de La rivolta di Atlante si è a lungo parlato anche di Angelina Jolie). Nel 1942 Goffredo Alessandrini aveva realizzato Noi vivi e Addio, Kira, facendo rivivere da una giovanissima Alida Valli le vicende - parzialmente autobiografiche - di We the Living, che racconta una tragica fuga dall’inferno sovietico. Tutto questo in un’Italia fascista ben disposta a operazioni antibolsceviche, ma che decise di ritirare l’opera quando ne comprese le spiacevoli implicazioni per il regime mussoliniano.

    Qualche anno, nel 1949, fu il regista King Vidor a girare La fonte meravigliosa, dove il protagonista è Gary Cooper. Ma in seguito non si è avuto più nulla e l’ultima apparizione della Rand sugli schermi è legata al film tratto da La passione di Ayn Rand di Barbara Branden, che racconta la vicenda personale della romanziera russa trapiantata a New York, svelando molte delle eccentricità e dei paradossi di una corrente filosofico-politica (il cosiddetto «oggettivismo» randiano) nato per difendere la libertà e poi trasformatosi - per colpa della Rand medesima - in un cenacolo settario e intollerante.

    Ma non è questo che più piace e interessa, naturalmente, a chi apprezza il vigore individualista che innerva La rivolta di Atlante e gli altri romanzi, ormai disponibili anche in italiano. Per questo è interessante che proprio ora, in uno dei momenti storici in cui gli Stati Uniti sembrano più bisognosi di riscoprirsi, la semplice e ruvida «verità» alla base di quella narrazione sia proposta di nuovo agli americani nel linguaggio a loro più congeniale: quello del cinema.

    D’altra parte, nei testi della Rand non abbiano la complessità psicologica che caratterizza gran parte della letteratura novecentesca: c’è poco spazio per la noia e la nausea, l’introspezione e lo scavo interiore. La sua poetica è in qualche modo elementare e si propone di reagire al decadentismo e al relativismo, offrendo figure di buoni e cattivi, eroi e persecutori, e chiamando il lettore a una netta condivisione delle ragioni dei giusti.
    Questi ultimi disprezzano l’idea di vivere del lavoro altrui e vogliono invece costruire con le proprie mani un mondo migliore. Possono essere geniali architetti (come ne La fonte meravigliosa) o imprenditori in senso stretto: come Dagny Taggart (la protagonista de La rivolta di Atlante) e come gli uomini che ella incontra e ama.

    All’interno del romanzo, un’America del futuro quasi totalmente collettivizzata vede emergere alcuni individui capaci di ribellarsi di fronte al Potere. E se certamente è facile avvertire qua e là una buona dose di superomismo, quel che più conta è l’invito esplicito - si pensi alle settanta pagine del discorso di John Galt - ad affrancarsi dall’idolatria dell’apparato statale e dalle spire di un dominio tanto più pervasivo quanto più si vuole gentile, benefattore, intimamente buono.

    Va aggiunto che l’America che ama John Galt e gli altri eroi della Rand è l’America che più detesta Obama e il potere concentrato a Washington. È l’America provinciale che preferisce il proprio Stato alla Federazione, il proprio villaggio allo Stato, la propria famiglia al villaggio. È l’America che ha un fucile in casa e ama la bandiera a stelle e strisce ma solo perché la considera un simbolo di indipendenza personale, e anche per questo disprezza ogni uso politico del patriottismo. Di fronte a costoro, una traduzione cinematografica de La rivolta di Atlante può rappresentare l’opportunità di coniugare le emozioni con i principi. Potrebbe essere l’occasione per riscoprire quello che si è stato e quello che si dovrebbe tornare ad essere. Sempre che il regista Paul Johnson e gli attori (da Taylor Schilling a Edi Gathegi) sappiano essere all’altezza del compito.


    Adesso il Tea party ha il suo film - Cultura - ilGiornale.it del 14-02-2011

  2. #2
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    Predefinito Rif: Adesso il Tea party ha il suo film: "La rivolta di Atlante"

    Chi è Ayn Rand

    Alisa Zinov'evna Rozenbaum (rus. Алиса Зиновьевна Розенбаум; San Pietroburgo, 2 febbraio 1905 – New York, 6 marzo 1982) fu una scrittrice e filosofa statunitense di origine russa, divenuta nota con lo pseudonimo di Ayn Rand; è nota per i suoi romanzi La fonte meravigliosa e La rivolta di Atlante e per la corrente filosofica dell'Oggettivismo, di cui fu fondatrice.

    La sua filosofia e la sua narrativa insistono sui concetti di individualismo, egoismo razionale ("interesse razionale") e capitalismo. Convinta che il governo dovesse avere un ruolo legittimo ma relativamente ridotto in una società libera, non si riconobbe nell'anarcocapitalismo, ma si avvicinò piuttosto al miniarchismo (sebbene non utilizzò mai direttamente questo termine). In Italia è considerata una delle personalità più importanti dagli ambienti liberali più vicini al libertarianismo contemporaneo di matrice anglosassone.

    I suoi romanzi si basano su un archetipo di eroe, quello Randiano: un uomo la cui abilità ed indipendenza causa un conflitto permanente con la società massificata, ma che nonostante tutto persevera per realizzare i suoi valori individuali. Ayn Rand volle incarnare in questo eroe i suoi ideali ed elevò ad espresso scopo della sua letteratura l'esposizione della natura di tali eroi. Credeva che:

    1. L'uomo dovesse scegliere i suoi valori e le sue azioni tramite la ragione;

    2. L'individuo fosse dotato di un diritto di esistere fine a se stesso, che non prevede né il sacrificio di se stesso a beneficio degli altri, né il sacrificio di nessun altro a suo vantaggio;

    3. Nessuno avesse il diritto di esigere il rispetto dei propri valori da parte di altri tramite la forza fisica, o di imporre idee agli altri tramite la forza fisica.

    I primi anni

    Ayn Rand nacque a San Pietroburgo, in Russia, la maggiore di tre figlie di una famiglia ebrea, ma i genitori erano agnostici non-osservanti. Sin dalla più tenera età mostrò un interesse rilevante per la letteratura e il cinema. Iniziò a scrivere sceneggiature e romanzi dall'età di sette anni. Sua madre si impegnò ad insegnarle la lingua francese e si abbonò ad una rivista che pubblicava storie per ragazzi, dove la Rand scoprì il suo primo eroe infantile: Cyrus Paltons, un ufficiale di fanteria indiano in una storia riecheggiante lo stile di Rudyard Kipling dal titolo "La misteriosa vallata".

    Per tutta la sua giovinezza ebbe una particolare predilezione per la lettura dei romanzi di Sir Walter Scott, Alexandre Dumas e altri scrittori romantici, esprimendo un appassionato entusiasmo verso il movimento Romantico nel suo complesso. Scoprì Victor Hugo all'età di tredici anni e si innamorò profondamente dei suoi romanzi. Più tardi lo avrebbe citato come il suo romanziere preferito e come il più grande romanziere della letteratura mondiale. Studiò Storia e Filosofia all'Università di San Pietroburgo. Le sue principali scoperte letterarie durante l'Università furono i lavori di Edmond Rostand, Friedrich Schiller e Fyodor Dostoevsky. Ammirava Rostand per la sua ricca immaginazione romantica e Schiller per la sua portata grandiosa ed eroica. Ammirava Dostoevsky per il suo senso del dramma e i suoi intensi giudizi morali, ma era profondamente contraria alla sua filosofia e al senso che attribuiva all'esistenza umana.

    Continuò a scrivere brevi storie e sceneggiature e scrisse sporadicamente su un diario personale, che conteneva intense idee antisovietiche. Si confrontò anche con le idee filosofiche di Nietzsche, di cui amò l'esaltazione dell'eroico ed indipendente individuo riscontrabile in Così parlò Zarathustra; ciononostante fu fortemente critica della sua filosofia, giungendo perfino ad attaccarla apertamente nell'introduzione dei suoi romanzi. La principale influenza che subì fu quella di Aristotele, specialmente il suo Organon. Lo considerava il più grande filosofo mai esistito.

    Entrò all'Istituto di Stato per le Arti Cinematografiche nel 1924 per studiare sceneggiatura; alla fine del 1925, ottenne un visto per visitare alcuni parenti statunitensi. Dopo una breve permanenza a Chicago, decise di non tornare mai più nell'URSS e si diresse a Los Angeles per diventare una sceneggiatrice. A questo punto cambiò il nome in "Ayn Rand". Si narra che scelse questo cognome ispirandosi alla macchina da scrivere Remington Rand, ma recenti prove hanno provato che questo non è vero. Affermò che il suo nome, Ayn, era un adattamento del nome di uno scrittore finlandese. Si potrebbe trattare della scrittrice finlandese Aino Kallas.

    Un'altra possibilità considerata sulla fonte del suo nome d'arte è legata al leitmotiv della sua filosofia: il valore di una persona è il merito conquistato e l'unica misura oggettiva per compensare il merito storicamente era l'oro. Durante la sua vita il Sudafrica era stato il principale produttore ed esportatore d'oro e la valuta di questo paese era il Rand, una moneta d'oro zecchino. Inoltre nell'idioma angloboero 'ein' (in rima con Ayn) è articolo indeterminativo ma anche numero 'uno'. Quindi Ayn Rand sarebbe un nome d'arte che significa qualcosa come uno zecchino, con riferimento al principale punto della sua filosofia.

    Opere principali

    Inizialmente la Rand si dibatté nell'ambiente cinematografico di Hollywood e sbarcò il lunario con ogni sorta di lavoro per sostentarsi. Lavorando come comparsa a The King of Kings di Cecil B. DeMille, si imbatté intenzionalmente in un aspirante giovane attore, Frank O'Connor, che ne aveva attratto l'attenzione. I due si sposarono nel 1929. Nel 1931 la Rand ottenne la cittadinanza Statunitense. Il primo successo letterario giunse con la vendita della sua sceneggiatura Red Pawn nel 1932 alla Universal Studios. La Rand quindi scrisse il dramma The Night of January 16th nel 1934, che ebbe notevole successo e pubblicò poi due romanzi, We the Living ("Noi vivi") (1936), e Anthem ("La vita è nostra"). I due romanzi non raggiunsero un significativo successo di critica e di vendite: Anthem, novella distopica sui mali dell'irrazionalismo e del collettivismo, non riuscì nemmeno a trovare un editore negli USA e per la prima volta fu pubblicato in Inghilterra. Erano gli anni in cui la Rand stava ancora perfezionando il proprio stile letterario e questi romanzi quindi non la rappresentano appieno.

    Senza l'approvazione della Rand, We The Living fu oggetto in Italia di un paio di riduzioni cinematografiche: Noi vivi (con Alida Valli, allora leggendaria) e Addio, Kira nel 1942 ad opera di Scalera Film, Roma. I film furono inizialmente approvati dalla censura fascista, in quanto anticomunisti. I film ebbero un certo successo e il pubblico comprese facilmente che i contenuti erano antifascisti quanto anticomunisti, tanto che il Ministero della Cultura Popolare li bandì subito dopo. Questi film sono stati oggetto di una revisione approvata dalla Rand e rilasciata col titolo We the Living nel 1986.

    Il successo per la Rand giunse con il suo romanzo best-seller The Fountainhead (La fonte meravigliosa) (1943). Impiegò sette anni a scriverlo. Il romanzo fu rifiutato da dodici editori, che pensavano fosse troppo intellettuale, ostile al pensiero americano dominante e che quindi non avrebbe trovato alcun pubblico. Fu infine accettato dalla casa editrice Bobbs-Merrill Company, grazie principalmente ad un membro della Comitato Editoriale, Archibald Ogden, che elogiò il volume in termini superlativi e infine ebbe la meglio. Nonostante queste difficoltà iniziali The Fountainhead fu un successo mondiale, capace di portare la Rand alla fama e alla sicurezza economica, con 6 milioni di copie vendute.

    In The Fountainhead la Rand esplora l'individualismo e il collettivismo dell'animo umano, attraverso il racconto della vita di cinque personaggi principali. L'eroe, Howard Roark, incarna l'ideale randiano, un'anima nobile par excellence, un architetto fermamente e serenamente dedito ai propri ideali e convincimenti, secondo cui non vale copiare acriticamente lo stile altrui, in architettura quanto nella vita. Tutti gli altri personaggi del romanzo pretendono da lui una rinuncia ai propri valori con diversi gradi di insistenza, ma Roark mantiene la sua integrità. Una caratteristica interessante di Roark è che si discosta dai soliti eroi da romanzo, che contrariamente a lui si lanciano in lunghi e appassionati monologhi sulla propria integrità e sull'ingiustizia del mondo; Roark, per contrasto, pratica una disdegnosa, quasi sprezzante laconicità.

    Il capolavoro della Rand, Atlas Shrugged (La rivolta di Atlante---), fu pubblicato nel 1957 e divenne un bestseller internazionale. Atlas Shrugged è spesso visto come l'esposizione più completa della filosofia oggettivista tra i suoi lavori letterari. In appendice espose questa summa del suo pensiero:

    "La mia filosofia, essenzialmente, è il concetto dell'uomo come essere eroico, con la sua felicità individuale come scopo morale della vita, il successo produttivo quale sua più nobile attività, la ragione elevata a proprio unico assoluto."
    Il tema principale di Atlas Shrugged potrebbe essere "Il ruolo della mente umana nella società". La Rand difese l'industriale come uno dei membri più ammirevoli di qualsiasi società e si oppose strenuamente al risentimento popolare contro gli industriali. Questa posizione la condusse a concepire un romanzo in cui gli industriali d'America vanno in sciopero e si ritirano in un rifugio di montagna. L'economia americana e la sua società in generale lentamente si avviano al collasso. Il governo reagisce aumentando i già soffocanti controlli in materia industriale. Il romanzo, pur avendo un tema politico al suo centro, tratta argomenti complessi e divergenti: sessualità, musica, medicina e capacità umane.

    Insieme a Nathaniel Branden, sua moglie Barbara, Leonard Peikoff e altri, incluso Alan Greenspan, la Rand lanciò il movimento oggettivista per promuovere la propria filosofia.

    Il movimento oggettivista

    Nel 1950 la Rand si trasferì a New York, dove nel 1951 incontrò il giovane studente di psicologia Nathaniel Branden (cfr. il sito dedicato), che aveva letto il suo libro "The Fountainhead" all'età di 14 anni. Branden, allora diciannovenne, amava discutere insieme a lei della filosofia oggettivista, che era in fase di elaborazione. Branden e alcuni altri amici formarono un gruppo che battezzarono Collettivo Ayn Rand, che includeva il futuro segretario della Federal Reserve Alan Greenspan. Dopo vari anni, la relazione amichevole tra la Rand e Branden sbocciò in una relazione romantica, nonostante il fatto che entrambi fossero sposati. Questa relazione fu chiarita con i rispettivi consorti, ma condusse al divorzio di Nathaniel Branden da sua moglie.

    Negli anni '60 e '70, la Rand sviluppò e promosse la sua filosofia oggettivista sia attraverso la narrativa[1] che la saggistica.[2] Tenne anche numerose conferenze presso varie università della costa est degli USA, principalmente attraverso il Nathaniel Branden Institute, ("l'NBI") che Branden aveva fondato per promuovere la filosofia di lei.

    Dopo una complessa serie di separazioni, nel 1968 la Rand improvvisamente terminò le sue relazioni sia con Nathaniel Branden che con sua moglie Barbara Branden, quando apprese della relazione di Branden con Patrecia Scott (questa non si sovrappose cronologicamente con la precedente relazione tra Branden e la Rand). La Rand si rifiutò di avere ulteriori rapporti con l'NBI. La Rand a quel punto pubblico una lettera su "The Objectivist", annunciando pubblicamente il ripudio di Branden per varie ragioni, inclusa la disonestà, ma non menzionò la sua relazione sentimentale o il suo ruolo in rapporto allo scisma. I due non si riconciliarono e Branden rimase una persona non grata nel movimento oggettivista.

    Barbara Branden presentò un resoconto della rottura nel suo libro, The Passion of Ayn Rand. Descrive l'incontro tra Nathaniel e la Rand, affermando che lei lo avrebbe schiaffeggiato diverse volte e lo accusò in questi termini: "Se ti è rimasta un'oncia di moralità, un'oncia di equilibrio psicologico, diverrai impotente per i prossimi venti anni! E se ti viene anche una sola erezione, saprai che è un segno di una degenerazione morale ancora peggiore!"

    I conflitti continuarono nella scia della rottura con Branden e il seguente collasso dell'NBI. Molti dei suoi amici più vicini del "Collettivo" iniziarono a prendere le distanze e verso la fine degli anni '70 le sue attività nell'ambito formale del Movimento Oggettivista iniziarono a declinare, situazione che si accentuò dopo la morte di suo marito nel 1979. Uno dei suoi ultimi progetti era di lavorare ad una riduzione televisiva di Atlas Shrugged.

    La Rand morì di insufficienza cardiaca il 6 marzo 1982 a New York, anni dopo aver combattuto con successo contro un tumore, e fu tumulata al Kensico Cemetery di Valhalla nello stato di New York.

    La Rand rifiutava energicamente tutte le altre scuole filosofiche, anche di matrice liberale. Riconobbe l'influenza di Aristotele e John Locke e più in generale della filosofia dell'Età dell'Illuminismo e dell'Età della Ragione. Occasionalmente espresse approvazione per specifiche posizioni filosofiche di Spinoza e Tommaso d'Aquino. Pare che rispettasse anche il razionalista americano Brand Blanshard. Comunque considerava il grosso dei filosofi quantomeno degli incompetenti e nel peggiore dei casi assolutamente malvagi. Identificò Immanuel Kant come il più influente della peggiore specie.

    Ciononostante ci sono relazioni tra i punti di vista della Rand e quelli di altri filosofi. Riconobbe che era stata influenzata sin dalla più tenera età dagli scritti di Friedrich Nietzsche. Sebbene ripudiasse il suo pensiero e riscrisse perciò il suo primo romanzo, We The Living, con alcune riformulazioni nel 1959, il suo pensiero crebbe per interazione critica con esso. Generalmente il suo pensiero politico è in linea con la tradizione del liberismo classico. Espresse un entusiasmo qualificato per il pensiero economico di Ludwig von Mises e Henry Hazlitt. Più tardi alcuni Oggettivisti come Richard Salsman, hanno affermato che le teorie economiche della Rand sono più vicine alle dottrine di Jean-Baptiste Say, sebbene la Rand stessa non fu probabilmente al corrente di questi lavori.

    La politica e la Commissione Parlamentare sulle attività antiamericane

    Le opinioni politiche della Rand erano radicalmente pro-capitaliste, anti-statali e anti-comuniste. I suoi lavori elogiavano soprattutto il singolo essere umano e il genio creativo di cui ciascuno è capace. Esaltava egoismo e individualismo, che vedeva come i maggiori valori americani. La Rand esprimeva anche una forte ripulsa per il misticismo, la religione e la carità forzosa, priva cioè di spontaneità. Credeva che ciascuno di questi fenomeni incoraggiasse una cultura carica di risentimento verso la felicità ed i successi individuali.

    Nel 1947, durante il triste periodo della Paura rossa, la Rand fu "testimone di parte" della Commissione Parlamentare sulle Attività Antiamericane.[3] La testimonianza della Rand incluse un'analisi del film Song of Russia del 1943. Sebbene molti credano che Ayn Rand rivelò i nomi di membri del Partito Comunista negli USA, esponendoli ad una iscrizione alle liste nere, la sua testimonianza consistette interamente in commenti sulle discrepanze tra la propria esperienza personale dell'Unione Sovietica e la fantasiosa descrizione del film.

    La Rand argomentò che il film travisava grossolanamente le condizioni socioeconomiche in Unione Sovietica. Disse alla commissione che il film rappresentava una vita nell'URSS molto migliore di quanto non fosse in realtà. Apparentemente questo film del 1943 era propaganda intenzionale di patrioti USA, prodotta nel tentativo di mettere i propri alleati nella seconda guerra mondiale temporaneamente sotto la migliore luce possibile. Dopo le udienze della Commissione, quando fu chiesto ad Ayn Rand il suo parere sulle investigazioni, ella descrisse il processo come "futile".

    Eredità

    Nel 1985 Leonard Peikoff, un superstite del "Collettivo Ayn Rand" nonché erede designato di Ayn Rand, istituì l'"Ayn Rand Institute: Il Centro per l'Avanzamento dell'Oggettivismo". L'Istituto da allora ha registrato il nome Ayn Rand come un marchio commerciale, nonostante il desiderio della Rand che il suo nome non venisse mai utilizzato per promuovere la filosofia che lei aveva sviluppato. La Rand aveva espresso il desiderio di mantenere il suo nome e la filosofia dell'Oggettivismo separati per assicurare la sopravvivenza delle sue idee.

    Un altro scisma nel movimento avvenne nel 1989, quando l'oggettivista David Kelley scrisse un articolo denominato "Una questione di sanzione"[4] in cui difendeva la sua decisione di rivolgersi a gruppi Libertari non oggettivisti. Kelley scrisse che l'Oggettivismo non era un "sistema chiuso" e avrebbe dovuto ingranare con le altre filosofie. Peikoff, in un articolo per L'Attivista Intellettuale chiamato "Fatto e Valore",[5] affermò invece che l'Oggettivismo è, in effetti, un sistema chiuso, e che verità e bontà morale sono intrinsecamente legati. Peikoff espulse Kelley dal suo movimento. A seguito di ciò Kelley fondò The Institute for Objectivist Studies (noto anche come "The Objectivist Center").

    Rand e l'Oggettivismo sono meno noti fuori dal Nord America, nonostante vi siano sacche di interesse in Europa, Australia, e Nuova Zelanda, e i suoi romanzi siano apparentemente molto popolari in India.[6] I suoi lavori hanno avuto poco effetto sulla filosofia accademica, perché i suoi seguaci sono principalmente (con alcune notevoli eccezioni) provenienti dal mondo non-accademico.

    Nel 2005 in Italia Stefano Magni l'ha indicata come "un raro esempio di coerenza" sul sito del Dipartimento Formazione del Partito di governo Forza Italia.[7] Tra i discepoli della Rand più noti in Italia si può annoverare Murray N. Rothbard, che si formò ai suoi seminari.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Adesso il Tea party ha il suo film: "La rivolta di Atlante"

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Il successo per la Rand giunse con il suo romanzo best-seller The Fountainhead (La fonte meravigliosa) (1943). Impiegò sette anni a scriverlo. Il romanzo fu rifiutato da dodici editori, che pensavano fosse troppo intellettuale, ostile al pensiero americano dominante e che quindi non avrebbe trovato alcun pubblico. Fu infine accettato dalla casa editrice Bobbs-Merrill Company, grazie principalmente ad un membro della Comitato Editoriale, Archibald Ogden, che elogiò il volume in termini superlativi e infine ebbe la meglio. Nonostante queste difficoltà iniziali The Fountainhead fu un successo mondiale, capace di portare la Rand alla fama e alla sicurezza economica, con 6 milioni di copie vendute.


    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Adesso il Tea party ha il suo film: "La rivolta di Atlante"

    Il film ispirato a "La rivolta di Atlante"

    John Galt non ha mai dubitato di vivere solo per se stesso



    Il passaggio sul grande schermo renderà ancor più noto il nome della Rand, autrice frequentatissima e assai influente negli Stati Uniti, conosciuta nel resto del mondo solo negli ristretti ambienti del liberalismo estremista, del filocapitalismo anarcoide. Eppure la signora, scomparsa nel 1982, era di nascita e famiglia europea, russa per la precisione. Particolare quest’ultimo non ininfluente, dato che Alisa Zinov'evna Rozenbaum – questo era il suo vero nome – fuggì appena le fu possibile dal paese natale ormai bolscevizzato. Aveva solo vent’anni ma aveva già maturato un profondo sentimento anticomunista, un livore nei confronti dell’ideologia marxista che volle combattere con idee altrettanto forti. Trovò lavoro come sceneggiatrice ad Hollywood e cominciò a concepire i suoi romanzi profondamente influenzata da Victor Hugo nello stile e da Friedrich Nietzsche nelle idee fondamentali.

    Ebbe un grande successo con “La fonte meravigliosa”, che divenne cortometraggio nel 1943 con il bel Gary Cooper nel ruolo del protagonista principale. Un successo ancora più grande doveva però arrivare con la saga di Atlante, vera summa del suo pensiero, in forma romanzata, romantica e, appunto, fantaeconomica. Fatta eccezione per l’introspezione psicologica così cara alla letteratura del secolo scorso, in quel libro c’era un po’ di tutto, storia d’amore compresa. Più che altro c’era tanto spazio per la filosofia dell’autrice, centrata sulla visione dell’uomo “come essere eroico, con la sua felicità individuale come scopo morale della vita, il successo produttivo quale sua più nobile attività, la ragione elevata a proprio unico assoluto."

    Attraverso l’invenzione del personaggio chiamato John Galt, coraggioso e visionario capitalista in lotta contro una America del futuro completamente collettivizzata e statalizzata, la Rand propagandava il ruolo salvifico dell’imprenditore, vero demiurgo della società, genio incompreso dall’inferiore e soffocante umanità massificata e priva della sete di avventura, superuomo liberato dai lacci della morale comune e da ogni compassione. Era infatti un elogio dell’egoismo e dell’individualismo portato ben oltre i confini tracciati dal liberalismo classico settecentesco ancora temperato dal messaggio cristiano. La Rand invece rifuggiva ogni misticismo, ogni religione che non esprimesse nicciana fedeltà alla terra ed alla missione salvifica dell’imprenditore senza macchia di sovvenzioni statali e senza paura dei sindacati. Riassumendo: totale fiducia nella ragione e convinzione del fatto che l’individuo debba vivere solo per se stesso e per il suo bene. Non stupisce il fatto che lei stessa sostenesse di aver scritto il romanzo della sua vita pensando non all’uomo come è in realtà ma a come dovrebbe essere. Fuggita inorridita dall’utopia comunista, piombò in una nuova utopia, neanche tanto nuova, dato che erano concetti illuministi e romantici portati al parossismo.

    Ne acque addirittura una filosofia, l’ennesimo "ismo" del Novecento: l’oggettivismo. Dagli anni ’50 girano per il mondo, e soprattutto per gli States, signori che si dicono seriamente “oggettivisti”. Il movimento oggettivista non si è risparmiato lo stesso destino di tutti gli altri movimenti: dogmi, chiusure, razzismi intellettuali, settarismi, scismi. La sua influenza è però indubbia in una parte di quella che con una buona dose di approssimazione possiamo chiamare destra statunitense, movimento Tea-party compreso. E quasi tutti questi anarcocapitalisti sono corsi al cinema per vedere Atlas Shrugged. Come succede sempre in questi casi, quando un libro molto amato diventa un film, i fans sono rimasti perlopiù delusi. Certo, la produzione non è all’altezza dei kolossal hollywoodiani e non c’è Angelina Jolie come si era vociferato e sperato. Trattasi però di frutto di grande passione.

    Fortissimamente voluto da John Aglialoro, imprenditore sessantasettenne nel ramo del fitness, pokerista da competizione e convinto oggettivista. Dopo più vent’anni di rifiuti arrivati dalla case di produzione cinematografiche non intenzionate a correre un tale rischio, Aglialoro ha deciso di investire il suo patrimonio, la sommetta di 20 milioni di dollari, per finanziare l’opera. Ha rischiato con le sue tasche, incarnando perfettamente l’eroe randiano. Al di là del successo dell’impresa, il pokerista cercherà di produrre gli altri due capitoli della saga, il tutto entro il 2013. Ignoriamo se e quando il film verrà distribuito in Italia, dove in realtà la Rand fece già la sua parte in anni decisivi. Nel 1942 infatti Goffredo Alessandrini diresse due lungometraggi, “Noi vivi” e “Addio, Kira”: una giovanissima e bellissima Alida Valli interpretava Wethe Living, eroina randiana in fuga dall'inferno sovietico. Il regime fascista non apprezzò troppo il viscerale antibolscevismo: troppo libertario per chi voleva che la parola Italia fosse più importante della parola libertà e che l’individuo fosse sottomesso allo Stato.

    John Galt non ha mai dubitato di vivere solo per se stesso | l'Occidentale

  5. #5
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    Predefinito Rif: Adesso il Tea party ha il suo film: "La rivolta di Atlante"





    L'Utopia Capitalista di Ayn Rand



    In un momento in cui la società civile in Italia fa fatica a distinguere fra ciò che significa l’essere di Destra rispetto all’identità della Sinistra (ormai le facce di una stessa medaglia), è necessario, ancora una volta, come è successo molte volte nella storia moderna italiana, fare riferimento agli Stati Uniti e in questo caso ad un caposaldo della loro letteratura. Un caposaldo, certo, perché Ayn Rand è stata capace di tracciare nei suoi romanzi una figura di eroe capitalista quasi romantica, andando a rappresentare ancora oggi un’ispirazione per milioni di persone, soprattutto appartenenti al ceto medio, che vedono trasparire nei suoi personaggi la lotta, tipicamente americana, per l’affermazione di se stessi.

    Una lotta continua, positiva, che molti hanno tacciato di egoismo. Ma è forse egoismo ricercare la propria felicità e la propria affermazione? Si può anche classificarlo così, ma è un “egoismo razionale” nei confronti di uno Stato di massa! Un sano, ed onesto, individualismo, insomma.
    Non a caso Ayn Rand è quasi sconosciuta in Italia, mentre in America la sua opera più nota, la trilogia “La Rivolta di Atlante” è da sempre un bestseller, letto da milioni di persone, e secondo solo alla Bibbia (sondaggio del Book of the Month Club) come libro ispiratore di una vita.

    I personaggi di Ayn Rand sono artisti, architetti, imprenditori e inventori, costantemente in lotta con un burocrazia schiacciante, e non fanno altro che rappresentare se stessi fino in fondo, eroicamente e, appunto, da titani, in avversione a tutto ciò che comporta la subordinazione di loro stessi alla collettività, che si tratti di partito, Stato o Chiesa.

    La sua concezione politica si basa sui diritti , dei quali il più rilevante è quello di proprietà, e sulla visione del capitalismo come unica possibile scelta utopica per una società coerente con la libertà e la prosperità. Il governo non potrà che essere ridimensionato notevolmente e limitato ai soli compiti della difesa, dell’ordine interno e della risoluzione delle controversie. In particolare, nella sua ottica liberale, la Rand reputa intangibili i risultati del lavoro degli individui derivanti da titoli di proprietà legittimi, non tollerando interventi da parte dello Stato secondo lei aggressivi, primo fra tutti il prelievo fiscale. Andando oltre, neppure le risorse per mantenere lo Stato al minimo devono venire dalla tassazione, ma, nella sua utopia capitalista, le spontanee donazioni di individui illuminati risolveranno questo inconveniente.

    La Destra di Ayn Rand va però circoscritta all’ambito morale, sarebbe errato e arrogante il tentativo di appropriarsene da parte delle Destre attuali. Infatti, considerando una ideale scala di valori, lo sviluppo e la realizzazione delle potenzialità dell’individuo vanno collocate al gradino più alto di questa scala, e solo libero da ogni forma di controllo collettivo l’uomo può sprigionare tutta la propria forza creativa, in ogni campo.


    Ayn Rand, Utopia Capitalista | Scenari Politici
    Ultima modifica di FalcoConservatore; 17-07-11 alle 12:09

 

 

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