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  • Rifondazione Comunista

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  • Verdi

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Risultati da 1 a 10 di 49

Discussione: 1999 Un altra Italia

  1. #1
    Anti-liberista
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    Predefinito 1999 Un altra Italia

    Sul finire del 1993 la crisi della Dc porta ad un riposizionamento del fronte moderato contro l'avanzare della Sinistra capeggiata dal Pds e del Movimento Sociale di Gianfranco Fini che si presenta come "Alleanza Nazionale".

    Con l'aiuto dell'imprenditore Silvio Berlusconi vicino ai Socialisti e agli andreottiani della Dc, Segni riesce a metter su una alleanza con la Lega Nord che include Ppi, Alleanza Democratica, Psi, il movimento Forza Italia e i partiti laici.

    Nonostante Bossi avesse in passato attaccato duramente l'ex-Pentapartito accetta un accordo per non consegnare l'italia a "fascisti e comunisti".
    L'entrata della Lega nel blocco che si propone erede del pentapartito provoca una netta avanzata al nord di AN, già forte al Sud.

    Intanto Craxi è fuggito ad Hammamet, Amato prende le redini di quello che rimane del Psi e si decide un cartello elettorale con Alleanza Democratica di Segni e il Psdi, mentre Pri e Pli ne fanno uno per conto loro.

    Occhetto colpito da più avvisi di garanzia è costretto a dimettersi, gli succede D'Alema che stringe un patto di alleanza con Rifondazione comunista, i Verdi, i Cristiano Sociali e il Partito Laburista (scissione del Psi guidata da Spini che raccoglie tutti coloro contrari all'alleanza con la Lega).

    Le liste di Pannella decidono la corsa solitaria.

    Il candidato del Patto Italiano (cosi si chiama la coalizione) è Segni, D'Alema per l'Alleanza Progressista, Fini per AN, questi i tre grossi blocchi.

    I risultati elettorali sono sorprendenti : il Patto Italiano risulta la prima coalizione ma con solo il 39% dei voti ottenuto dalla somma del 13% del Partito popolare (un risultato catastrofico rispetto alla Dc), il 9,5% del cartello AD-Psi-Psdi, il 5% di Forza Italia, il 7% della Lega, il 4,5% del cartello Liberale-Repubblicano.
    L'Alleanza Progressista va male, raggiunge il 33%, il PDS ha il 20%, Rifondazione Comunista il 9%, i Verdi si fermano al 2%, Cristiano Sociali e Laburisti hanno entrambi l'1%.
    E' Alleanza Nazionale a far tremare tutto il sistema politico con il 25% dei voti, affermandosi primo partito al centro-sud, insidiando il Pds nelle regioni rosse e il Patto italiano al Nord (anche nelle zone bianco-verdi).
    Pannella si ferma all'1%, le altre formazioni al 2.

    E' una vera rivoluzione elettorale, non c'è una maggioranza nè alla Camera nè al Senato *, l'ascesa di AN indebolisce la credibilità del Paese che subisce più di un attacco speculativo, nessuno crede davvero che l'Italia riuscirà ad entrare nell'Euro.

    Scalfaro decide di dare il reincarico a Ciampi auspicando la coesione delle forze politiche nel segno della responsabilità nazionale.

    Intanto nell'opposizione D'Alema è costretto da Veltroni a dimettersi per lo scarso risultato del Pds e per la sconfitta della coalizione.
    Con il poco tempo a disposizione per scegliere una linea politica da adottare nei confronti di Ciampi, il Consiglio Nazionale che aveva eletto D'alema vede lo scontro Veltroni-Salvi, il primo si presenta con una piattaforma che definisce di "apertura democratica e repubblicana" nei confronti del Patto Italiano e di Ciampi per far andare il Pds al governo e portare l'Italia in Europa, Salvi al contrario ritiene di dover chiedere nuove elezioni e di opporsi fermamente alla linea economica di Ciampi e del centro esprimendo più di un dubbio sugli obiettivi di Maastricht.

    Alla fine la spunta Veltroni con il voto dei riformisti e di buona parte degli ex-dalemiani, D'Alema e i pochi fedeli rimasti (tra cui Mussi e Folena) si astengono, Salvi sostenuto da una parte degli ex-dalemiani tra cui Bassolino e dai "comunisti democratici" (la sinistra interna orfana di Ingrao passato al Prc) per protesta non accettano alcun posto nella nuova Segreteria e annunciano voto contrario in Parlamento.

    Quando Veltroni minaccia sanzioni ai parlamentari che voteranno contro l'indicazione del Partito, Salvi decide di operare la scissione, portandosi dietro un terzo dei parlamentari fondando La Sinistra (che raccoglie l'adesione anche del neo-eletto segretario della Cgil Sergio Cofferati).

    Si forma cosi il governo Ciampi II con il sostegno di Ppi,Alleanza Democratica,Psi,Psdi,Pri,Pli,Forza Italia,Lega Nord, Laburisti e Pds.
    Nei Verdi prevale l'ala sinistra e decidono di non dare l'appoggio, idem i Cristiano Sociali che sposano la linea de La Sinistra e di Rifondazione.

    Il governo Ciampi II grosso modo : Ciampi (Premier, indipendente),Segni (vice-premier e Lavori pubblici, Alleanza democratica) Veltroni (vice-premier, beni culturali e ambientali, PDS), Lamberto Dini (Tesoro, iscritto a Forza Italia), Andreatta(Finanze, PPI), Martino (Affari esteri, Partito liberale), Maroni (Interno, Lega nord), Berlusconi (Grazia e giustizia, Forza Italia), Prodi (Bilancio e Programmazione economica, PPI), Pagliarini (Riforme e Federalismo, Lega), Enrico Morando (Lavoro e previdenza sociale, Pds), Luigi Berlinguer (Pubblica istruzione, PDS) , Bassanini(Pubblica amministrazione, PDS), Rosy Bindi (Sanità, PPI), Amato(Industria,Commercio e Artigianato, PSI).

    Sotto il profilo economico viene approntato un piano quinquennale (una sorta di giga-finanziaria blindata) con l'obiettivo di agganciarsi all'Euro il prima possibile.
    Privatizzazioni a pioggia, licenziamenti di massa dal pubblico impiego, tagli agli stipendi e alle pensioni (tagli su tutte le fasce), tagli agli assegni familiari, ai sussidi, accorciati i tempi della cassa integrazione, inserite le prime forme di contratto flessibile dal ministro Morando (prive di tutele e di qualsiasi ammortizzatore) e prime mosse verso il federalismo.

    In un primo momento anche Cisl e Uil si oppongono a questa "macelleria sociale" assieme alla Cgil, ma poi giungono a firmare tutte le intese con il governo.

    Nell'immediato, alle europee del 94 il nuovo Governo sembra mantenere più o meno la fiducia degli elettori, il Patto Italiano+Pds riescono a raggiungere il 48%, a pagare di più è il Pds che dal 20 crolla bruscamente all'11%.

    Le regionali del 95 è impossibile agganciarle alla situazione nazionale perchè si formano alleanza troppo diverse da regione a regione rispetto alla situazione in Parlamento.

    Sul finire del 95 viene varata la separazione delle carriere e il pm viene ricondotto sotto le direttive del Ministero di Grazia e Giustizia, Di Pietro esce dalla magistratura, attacca duramente il governo e annuncia la sua discesa in campo con AN che lo propone come candidato premier per le elezioni del 99.

    Nel 96-97 si comincia a discutere di riforma elettorale e di assetti istituzionali.
    In barba ai referendum, il governo sceglie di tornare al Proporzionale, con lo sbarramento all'1% per i partiti in coalizione e del 3% per quelli che corrono da soli, c'è anche la possibilità per le coalizioni di indicare il candidato premier.
    Sotto il profilo delle riforme istituzionali si fa pochissimo, apparte istituire una commissione permanente di tipo bicamerale per disegnare un assetto federalista dello stato.

    Nel 98 Veltroni lancia il progetto di un grande partito democratico su ispirazione americana e inizia l'operazione facendo uscire il Pds dal costituendo Pse (provocando la fuoriuscita di D'Alema che abbandona la politica poichè non si dice convinto nemmeno "dall'atteggiamento massimalista di quello che c'è a sinistra del Pds").

    Nel suo discorso al congresso del 98 Veltroni demolisce 70 anni di Pci e annuncia la nascita di un nuovo soggetto che deve riunire tutte le anime del riformismo italiano : quella liberalsocialista, laico-democratica e liberale.

    Ormai in crisi elettorale decidono di aderire al progetto Pri, Pli, Alleanza democratica di Segni, il Psdi e Forza Italia, il Psi di Amato e i Laburisti di Spini preferiscono rimanerne fuori poichè ritengono più che fondata la loro adesione al socialismo europeo che Veltroni invece considera "in via di estinzione".

    Nasce a fine 1998 il Partito Democratico Riformista Italiano, con simbolo un Asinello, Veltroni è eletto Segretario all'unanimità.

    Una volta raggiunti con enormi sacrifici i parametri per l'aggancio all'Euro, nel 1999 si va alle Elezioni, per la prima volta un governo ha completato la Legislatura.

    Da pochi mesi sono iniziati i bombardamenti sulla Serbia, alla quale partecipa anche il Governo italiano.

    PARTITO DEMOCRATICO RIFORMISTA ITALIANO


    Formazione guidata da Walter Veltroni, nata dalla fusione di Pds, Forza Italia, Alleanza Democratica, Partito Liberale, Partito socialista democratico italiano e Partito Repubblicano.
    E' un partito che sotto il profilo economico cerca di far concordare liberismo e liberalismo sociale, vuole continuare spedito sul fronte delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni, è tiepidamente federalista, decisamente filo-atlantista e pro-Nato in politica estera, iper-garantista sulla Giustizia.
    Aderisce al gruppo dei liberali europei ELDR.

    PARTITO POPOLARE ITALIANO


    Secondo partito della coalizione di Governo uscente, di natura cattolico-democratica e cattolico-liberale, il Segretario organizzativo è Franco Marini che rappresenta l'ala più critica nei confronti del governo per l'eccessiva politica economica privatizzatrice.
    Il Presidente è il ministro Prodi che cerca di mediare le varie anime dell'ex-Dc, da quelle appunto più riformiste di Marini a quelle più liberaldemocratiche guidate da Pier Ferdinando Casini.
    Aderisce al PPE.

    PARTITO SOCIALISTA ITALIANO


    Il partito di Craxi è ora guidato da Amato, aderisce al PSE, è di natura liberalsocialista e punta a fare la gamba "sinistra" della coalizione di governo per una politica estera di minor sudditanza nei confronti di Usa e Nato, vorrebbe una Italia più indipendente ma al tempo stesso in prima fila come potenza nel mediterraneo.

    LEGA NORD


    E' diventato il partito più romano-poltronaro, non ha portato a casa quasi niente ma rimane nella coalizione di governo, forte crisi elettorale.
    Ha appoggiato la guerra in Serbia, Bossi a Pontida ha paragonato la nascita della commissione per il federalismo (che finora ha prodotto poco o nulla) alla caduta del muro di Berlino.
    Ormai saccheggiati completamente in Piemonte e Lombardia da AN e dalla sinistra, resistono in Veneto.

    PARTITO LABURISTA


    Piccolo partito socialista dell'alleanza di governo, è il principale riferimento assieme ad una piccola corrente di sinistra del Psi di Amato della minoranza socialista della Cgil.
    E' stato il partito della coalizione più critico nei confronti della politica delle privatizzazioni, aderisce al PSE, sul fronte della politica estera è decisamente filo-atlantista, questa posizione netta ha impedito un cartello con il Psi.

    PDRI, PPI, PSI, Lega Nord e PL appoggiano la candidatura a premier del leader democratico-riformista Veltroni.

    LA SINISTRA


    Principale forza della Sinistra di opposizione, nata da una scissione del Pds ha nel tempo raccolto molti consensi pescando sia nel Pds, sia in Rifondazione sia nei partiti socialisti, anche grazie all'alleanza con la Cgil movimentista di Cofferati, iscritto a questo partito.
    Aderisce al PSE ma è fortemente critico nei confronti del New Labour di Blair e della strategia centrista della Spd tedesca.
    Contraria alla guerra in Serbia.

    RIFONDAZIONE COMUNISTA


    Seconda forza a Sinistra, soffre la concorrenza del partito di Salvi ma è in buona salute, forte radicamento nella Fiom, nei Cobas e nel nascente movimento No Global.
    Ha un programma fondamentalmente simile a quello de La Sinistra, con qualche nazionalizzazione forzata in più.
    Membro del GUE.

    VERDI


    Partito in crisi guidato da Manconi, ormai la questione ambientalista è presente in quasi tutti i partiti, si colloca nell'area della sinistra di opposizione e dei movimenti.

    CRISTIANO SOCIALI


    Agguerito gruppo di cattolici di sinistra guidati dall'ex-leader della Cisl Pierre Carniti, vicini alle posizioni politiche di La Sinistra e Rifondazione, con ancora più pacifismo e movimentismo.
    Aderisce al PSE.

    La Sinistra, Rifondazione, Verdi e Cristiano sociali non esprimono candidati premier.

    ALLEANZA NAZIONALE


    Primo partito italiano, fortissimo nel Sud, candida Antonio di Pietro presidente del consiglio, è tenacemente anti-federalista, contrario alla guerra in Serbia, all'Euro, all'Unione Europea, vuole il blocco delle frontiere ed è iper-giustizialista.
    Gianfranco Fini ne è il Leader indiscusso.

    I radicali non riescono a raccogliere le firme e non si presentano.

    * non conosco bene il meccanismo del mattarellum, prendete per buono che non si crea nessuna maggioranza certa nelle due camere.
    Ultima modifica di SteCompagno; 17-07-11 alle 16:40
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  2. #2
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    Predefinito Rif: 1999 Un altra Italia

    Beceramente Aennino! Che solleticamento!
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  3. #3
    Francpolitik
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    Predefinito Rif: 1999 Un altra Italia

    Ste sono indeciso tra La Sinistra e Rifondazione... mi puoi dare qualche dettaglio in più?
    L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene

  4. #4
    Anti-liberista
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    Predefinito Rif: 1999 Un altra Italia

    Hanno programmi molto simili, solo che Rifondazione è più espressione dell'opposizione sempre e comunque, dei sindacati più estremisti ed economicamente vorrebbe un grande piano di nazionalizzazione dei grandi gruppi e delle banche.

    La Sinistra è più soft, è più modello Pci, propone ricette classiche : rafforzamento welfare, investimenti pubblici, ingente patrimoniale, difesa contratti nazionali e lavoro stabile.
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  5. #5
    Francpolitik
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    Predefinito Rif: 1999 Un altra Italia

    Citazione Originariamente Scritto da SteDiessino Visualizza Messaggio
    Hanno programmi molto simili, solo che Rifondazione è più espressione dell'opposizione sempre e comunque, dei sindacati più estremisti ed economicamente vorrebbe un grande piano di nazionalizzazione dei grandi gruppi e delle banche.

    La Sinistra è più soft, è più modello Pci, propone ricette classiche : rafforzamento welfare, investimenti pubblici, ingente patrimoniale, difesa contratti nazionali e lavoro stabile.
    ok, ok, allora voto La Sinistra purché si metta d'accordo con Rifondazione per prendere il potere. :sofico:
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  6. #6
    Anti-liberista
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    Predefinito Rif: 1999 Un altra Italia

    Un sondaggio

    Partito Democratico Riformista Italiano 17%
    Partito Popolare Italiano 11,5%
    Partito Socialista Italiano 6,5%
    Lega Nord 3,1%
    Partito Laburista 1,2%
    La Sinistra 12,5%
    Rifondazione Comunista 6,5%
    Verdi 1,5%
    Cristiano Sociali 2%
    Alleanza Nazionale 36,2%
    Altri 2%

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  7. #7
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    Predefinito Rif: 1999 Un altra Italia

    Citazione Originariamente Scritto da Francpolitik Visualizza Messaggio
    ok, ok, allora voto La Sinistra purché si metta d'accordo con Rifondazione per prendere il potere. :sofico:
    La Sinistra, Rifondazione, Verdi e Cristiano Sociali sono coalizzati (per evitare che lo sbarramento al 3% per i partiti che si presentano con un proprio programma da soli colpisca Verdi e Cristiano sociali) ma semplicemente non presentano un candidato premier sia per motivi tecnici (non serve, si candidano ad una forte opposizione) che per motivi politici (difficoltà sull'intendersi per il nome).
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  8. #8
    Francpolitik
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    Predefinito Rif: 1999 Un altra Italia

    Citazione Originariamente Scritto da SteDiessino Visualizza Messaggio
    La Sinistra, Rifondazione, Verdi e Cristiano Sociali sono coalizzati (per evitare che lo sbarramento al 3% per i partiti che si presentano con un proprio programma da soli colpisca Verdi e Cristiano sociali) ma semplicemente non presentano un candidato premier sia per motivi tecnici (non serve, si candidano ad una forte opposizione) che per motivi politici (difficoltà sull'intendersi per il nome).
    che opposizione, al governo! ncav:
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  9. #9
    Anti-liberista
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    Predefinito Rif: 1999 Un altra Italia

    Franc sei un poltronaro veltroniano.


    il candidato premier di Alleanza Nazionale, l'ex-Pm Di Pietro saluta la folla ex(?) missina


    i leaders del Partito Democratico Riformista si fanno gli occhi dolci


    il ministro Prodi del PPI tenta di convincere Salvi a portare La Sinistra nell'area di governo "ma hai visto i sondaggi di AN ? Che aspettate a sedervi al banchetto del Governo ? Togliamo Morando al Lavoro e ci mettiamo uno dei tuoi"


    il leader di Rifondazione se la ride dinanzi al programma di Veltroni


    Fini fiducioso : "Stavolta mi sa che è fatta, torniamo al governo dopo 56 anni"
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  10. #10
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    Predefinito Rif: 1999 Un altra Italia

    An, che telodicoaffa.

    [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL
    PIU' TETRAGONIA PER TUTTI
    AUT CONSILIO AUT ENSE
    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


 

 
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