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  1. #1
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    Predefinito Farah, la sposa prigioniera

    19/07/2011

    Farah, la sposa prigioniera


    Farah Hatim (foto Associazione Pakistani Cristiani in Italia)

    La storia della ragazza pakistana, cattolica, rapita e costretta a sposare un musulmano. La mobilitazione c’è, ma non basta. Lei resta incatenata al “marito”. Che la beffa ottenendo dalla polizia una scorta : “Ho paura dei suoi familiari”

    mauro pianta

    torino



    «Vi prego, non ce la faccio più. Portatemi via da qui…». È passato un mese, ormai. Sono state queste le ultime parole pronunciate al telefono da Farah.



    Farah Hatim, 24 anni, cattolica, residente a Rahim, nel sud del Punjab, in Pakistan, piangeva mentre parlava al cellulare con sua sorella. Quel telefono era riuscita a strapparlo chissà come ai suoi rapitori. Pochi istanti. Pochi ansimi di speranza. Poi, il silenzio. Un silenzio nero di paura e di rabbia.



    E pensare che quei rapitori avrebbero dovuto essere la sua nuova “famiglia”. Già, perché ufficialmente la giovane si era sposata con Zeeshan Ilyas, bancario, musulmano. E sempre stando alle versioni ufficiali, lei si sarebbe convertita all’Islam.



    Tutto falso. Il 7 maggio scorso la ragazza è stata rapita proprio per obbligarla al matrimonio. Non è una novità in Pakistan. Le stime ufficiali parlano di 700 casi ogni anno. Ma si tratta di numeri sottostimati, perché quasi sempre non c’è nessuna denuncia. Ragazze per lo più cristiane e indù, sequestrate, costrette alla conversione e quindi al matrimonio. Spose e prigioniere.



    Ma la denuncia, questa volta, è arrivata. Non ha perso tempo, la famiglia di Farah. Il capo del commissariato di Rahim, però, ha rifiutato il caso. Dice a Vatican Insider Shahid Mobeen, docente universitario di pensiero e religione islamica alla facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense e segretario dell’associazione “Pakistani Cristiani in Italia”: «Oltre il danno si è verificata anche la beffa perché il sequestratore è riuscito a farsi attribuire dalla polizia una scorta personale, sostenendo di temere attacchi da parte della famiglia e degli amici di Farah».



    Loro, i familiari, avevano anche ricevuto una convocazione del tribunale locale. «Ci sarà vostra figlia e ci sarà la documentazione che dimostra come sia tutto legale», avevano detto. Hanno mostrato un certificato di matrimonio e una dichiarazione di conversione all’islam. Solo, facevano notare la madre, i fratelli e la sorella di Farah, che le firme sono in urdu, mentre la ragazza era solita firmare in inglese, l’unica lingua da lei utilizzata per scrivere. Dettagli, per quei poliziotti. Ingranaggi di un sistema nel quale le minoranze (cristiane e non) contano poco. Firme a parte, in quel tribunale una ragazza c’era davvero. Nascosta da un lungo vestito e da un velo integrale che lasciava scoperti soltanto gli occhi. Ai familiari non è stato consentito avvicinarla e lei, nel corso dell’udienza, non ha pronunciato nemmeno una parola.



    In queste settimane in tanti si sono mobilitati per Farah: associazioni, organizzazioni non governative, la chiesa pakistana, parlamentari canadesi e italiani. Mons. Silvano Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede all’Ufficio Onu di Ginevra ha chiesto ad alta voce l’intervento dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani. Paul Bhatti, consigliere speciale del primo ministro pakistano per gli affari delle Minoranze religiose e fratello di Shabhaz, il ministro ucciso nel marzo scorso proprio per le sue battaglie in favore della libertà religiosa, ha osservato nei giorni scorsi: «Perché, se la ragazza si è davvero convertita ed ha accettato liberamente di sposarsi, suo “marito” le nega ancora la possibilità di incontrare la propria famiglia di origine?». Domanda banalmente scomoda. Alla quale, prima o poi, qualcuno dovrà pur rispondere. Bhatti, come presidente dell’associazione All Pakistan Minorities Alliance (Apma), ha anche presentato una richiesta ufficiale al giudice dell’Alta Corte pakistana di Lahore – chiamata ad appurare la verità sul caso – affinché Farah sia subito convocata.



    Qualcosa, forse molto dato il contesto, si muove. Ma non basta. Dice Sara Fumagalli, presidente dell’associazione “Pakistani Cristiani in Italia”: «È triste ammetterlo, ma troppo spesso in Occidente le coscienze si accendono solo con il telecomando. Se i media non sostengono campagne informative, quei casi non esistono. E naturalmente non tutti i casi hanno le medesime probabilità di finire sotto i riflettori…».



    Chi la conosce bene descrive Farah come «una ragazza dolcissima, di buon cuore, impegnata come volontaria con i più bisognosi». Frequentava il primo anno di college al dipartimento di ortopedia del Sheikh Zaid Medical College e voleva diventare infermiera professionale. Non aveva nemmeno un fidanzato, Farah. E adesso si trova incatenata a un “marito”. Alla sua vigliacca, violenta, ignoranza. Succede in Pakistan dove, ogni anno, settecento catene stringono settecento Farah.

    Farah, la sposa prigioniera - Vatican Insider
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #2
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    Predefinito Rif: Farah, la sposa prigioniera

    La religione islamica non centra niente in tutto ciò. Si tratta di tradizioni pastorali. Anke nelle famiglie dei vostri emigrati in Germania cè il divieto di matrimoni interrazziali/interreligiosi. Per i picciriddi e picciridde sono i genitori a decidere ki si sposano. Spesso importano dal suditaglia màsculi e fìmmene da far maritare ai figghi/e.
    ---------------------------
    In paesi progrediti come Iran, a maggioranza islamica, ma multi-religiosi, ste cose sarebbero proibite:

    ایرنا: UN calls for end to violence against women

  3. #3
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    Predefinito Rif: Farah, la sposa prigioniera

    «È triste ammetterlo, ma troppo spesso in Occidente le coscienze si accendono solo con il telecomando. Se i media non sostengono campagne informative, quei casi non esistono. E naturalmente non tutti i casi hanno le medesime probabilità di finire sotto i riflettori…».
    Scusate, forse sono io lo scemo e l’ignorante che non capisce le cose per voialtri chiare, ma vi domando: che cosa stracazzo c’entra l’occidente in tutto ciò? Il Pakistan è diventato un paese occidentale? Perché il goy citato nell’articolo invoca i gonzi, sciocchi, debosciati e telelobotomizzati occidentali? Che cosa sono, la giuria del mondo?

    Volete parlare di occidente e medio-oriente? Parliamo dei due milioni di morti provocati dall’occidente in Iraq, stato sovrano invaso e distrutto senza motivo da quella parte marcia del mondo controllata dalla giudeo-massoneria. Allora sí che l’occidente c’entra.

    In generale, vi consiglio di lasciare stare il mondo non occidentale, che è la parte che rende questo mondo ancora abitabile da esseri umani normali. Non hanno bisogno di voi maiali, ignoranti colonialisti, sempre pronti a strillare come un branco di negri omosessuali, per gestirsi gli affari proprî.
    Ultima modifica di Cohen; 20-07-11 alle 17:40

  4. #4
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    Predefinito Rif: Farah, la sposa prigioniera

    Citazione Originariamente Scritto da Cohen Visualizza Messaggio


    Non hanno bisogno di voi maiali, ignoranti colonialisti, sempre pronti a strillare come un branco di negri omosessuali, per gestirsi gli affari proprî.
    Ora sentirai come il branco di italo-pederasti (da Lusssuria a Platinette, via Vendola e Cecchi Paone) abbaieranno contro di te!
    Altro che i drag-queens!

  5. #5
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    Predefinito Rif: Farah, la sposa prigioniera

    Citazione Originariamente Scritto da ARMINIUS Visualizza Messaggio
    La religione islamica non centra niente in tutto ciò. Si tratta di tradizioni pastorali. Anke nelle famiglie dei vostri emigrati in Germania cè il divieto di matrimoni interrazziali/interreligiosi. Per i picciriddi e picciridde sono i genitori a decidere ki si sposano. Spesso importano dal suditaglia màsculi e fìmmene da far maritare ai figghi/e.
    ---------------------------
    In paesi progrediti come Iran, a maggioranza islamica, ma multi-religiosi, ste cose sarebbero proibite:

    ایرنا: UN calls for end to violence against women
    50 anni fa. in Cicilia, daiii il mondo (italiano) è cambiato.

    Comunque d'accordo che la religione islamica non c'entri.
    Ultima modifica di dDuck; 20-07-11 alle 22:35

  6. #6
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    Predefinito Rif: Farah, la sposa prigioniera

    Citazione Originariamente Scritto da Cohen Visualizza Messaggio
    Scusate, forse sono io lo scemo e l’ignorante che non capisce le cose per voialtri chiare, ma vi domando: che cosa stracazzo c’entra l’occidente in tutto ciò? Il Pakistan è diventato un paese occidentale? Perché il goy citato nell’articolo invoca i gonzi, sciocchi, debosciati e telelobotomizzati occidentali? Che cosa sono, la giuria del mondo?

    Volete parlare di occidente e medio-oriente? Parliamo dei due milioni di morti provocati dall’occidente in Iraq, stato sovrano invaso e distrutto senza motivo da quella parte marcia del mondo controllata dalla giudeo-massoneria. Allora sí che l’occidente c’entra.

    In generale, vi consiglio di lasciare stare il mondo non occidentale, che è la parte che rende questo mondo ancora abitabile da esseri umani normali. Non hanno bisogno di voi maiali, ignoranti colonialisti, sempre pronti a strillare come un branco di negri omosessuali, per gestirsi gli affari proprî.
    Guarda che i morti in Iraq sono soprattutto di terroristi contro iraqeni, o etnie contro etnie locali,

    Certo anche gli amerigani hanno menato, ma il grosso dei morti sono scontri loro.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Farah, la sposa prigioniera

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    50 anni fa. in Cicilia, daiii il mondo (italiano) è cambiato.
    In "Cicilia" non ci songo mai ghiuto nè mai lo farò. Parlavo dell'immigrati ciciliani in Germania.
    Li picciriddi immigrati ma nati in D., cmq, mi dissero, che a Favara (erano tutti di quella ridente cittadina dove il cartello BENVENUTI A FAVARA è scritto a colpi di pistola) x farsi una "ficcata" (dal ted. "ficken") devono farsi la "fuitìna".
    Ke sarebbe fuga-ficcata-ritorno a casa con figghia sveggognata ke si deve ormai sposare lu picciottu ke l'à compromessa.
    P.S. La fuitina è normalm. fatta di comune accordo, quando i genitori non sono d'accordo sulla relazione.
    Il ratto a scopo matrimoniale è diverso, anche se le premesse - fìmmena ficcata, fìmmena sveggognata - sono identiche.
    ---------------------------
    Anche a Paperopoli è lo stesso. Ti sei scordato di quando tu e Ciccio faceste la fuitina per riportare Nonna Papera, che si opponeva alla vostra liaison contro-natura, a più miti consigli?

 

 

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