
Originariamente Scritto da
ELROJO
La faccio piu' semplice.
Era una considerazione dopo una nottata un po' cosi' (

) e mi son detto: "vediamo cosa dicono gli amici anarchici al riguardo".
Le nostre idee su come vorremmo fosse la societa' in cui agiamo noi ed in cui agiranno i nostri figli scontano backround diversi, diverse sensibilita', diverse insofferenze e diversi desiderata...e fin qui dovresti seguirmi perche' mi sto riferendo alla ricchezza e alla complessita' e all'unicita' di ciascun bagaglio individuale...
...queste tue idee devono essere rappresentate e delegate...e quindi ci si affida di solito ad un uomo, ad un leader che necessariamente compie un'approssimazione e agisce partendo dai minimi e comuni denominatori...
...ecco questo passaggio di delega e rappresentativita' e' per forza di cose imperfetto, lo e' da un punto di vista filosofico e operativo...
...certo ci sono alcune parole d'ordine in cui ci riconosciamo (ad esempio nel vostro ambito, no stato e no tasse) ma a voi sta bene che una persona vi rappresenenti nell'arena politica con queste parole d'ordine non conoscendo tutto il resto di voi?
Un conto e' accettare un patto sociale e la reciprocita' dei comportamenti ( si tratta di principi che ci possono piacere o non piacere ma che tengono insieme gli individui)...altra cosa e', all'interno di tali principi, affidarsi ad altri per veicolare all'esterno i nostri bisogni e i nostri desideri.
Spero sia piu' chiaro...e' un discorso molto generale e scolastico, ma mi piacerebbe capire se ve lo ponete, se vi provoca insofferrenza o se lo acettate come parte del gioco.