Current TV chiude i battenti: caso chiuso?
27 Luglio 2011 - Published by riccardo.pavone - 5
current tv italia chiude 31 luglio
La conferma della chiusura di Current TV è arrivata il 21 luglio, una settimana fa: non è bastato il blitz italiano di Al Gore, la pubblicazione di lettere che confermassero e negassero l’impossibilità di trovare un accordo, il sopravvenuto scandalo Murdoch o i probabili tentativi all’ombra dei riflettori.
Ma Current TV Italia smetterà di trasmettere soprattutto perché è un canale incompatibile.
Non con la televisione italiana che siamo abituati a criticare ogni giorni, con i telegiornali faziosi, frustranti e poco informativi; non con il gossip e il vittimismo del tardo pomeriggio o con la programmazione Sky, affollata di canali e offerte televisive troppo simili le une con le altre.
Chiude non perché inserito in un ecosistema televisivo non suo, ma perché incompatibile con la domanda, piuttosto che con l’offerta.
Lo dimostra il fatto che ci sono centinaia di canali inutili, banali, poco o nulla impegnati, che ce la fanno lo stesso. Non è questione di gestione del budget (quello richiesto a Sky e non ottenuto), ma dovremmo invece ipotizzare che in Italia non abbiamo la stessa concezione di televisione che c’è negli Stati Uniti, per esempio. L’offerta televisiva americana è strabiliante per la sua quantità e orribile per la sua qualità, ma soddisfa con precisione matematica le dinamiche e le tendenze e i gusti della gente.
Il nostro rapporto con la tv è invece diverso. Pensate a David Letterman, Jay Leno, Conan o ‘Brien o John Stewart. La loro meravigliosa televisione qui non farebbe ascolti: non la sappiamo fare (in primis) e la gente non è in grado di affezionarcisi.
Passiamo inoltre meno tempo davanti allo schermo e l’effetto “tv via cavo” (anche se da noi è satellitare) non ha avuto lo stesso impatto. In America, dove Current è nata, la tv via cavo ce l’hanno tutti nonostante i costi non proprio abbordabili: perché?
Perché una decina di canali di alto livello che offrono produzioni sempre nuove ci sono. Quelle che noi ci guardiamo in streaming, e che ci sta ancor più allontando dal tubo catodico (che nostalgia). Il nostro panorama televisivo invece, è il festival delle 3R, per usare un termine ambientalista vicino allo stesso Gore: riduco,riciclo,riuso. Stessi format da anni, stessi personaggi che girano, poco spazio all’innovazione e agli investimenti a favore di repliche e repliche nel senso industriale del termine.
current chiude montanelli

Il messaggio comparso questa mattina sul sito di Current TV
Forse lo spettatore medio italiano non è pronto a seguire Current con la stessa voglia con cui segue l’Eredità o il Milionario perché semplicemente non è più abituato allo zapping e a star dietro a tanti canali. Non ultimo, la nostra nuova affezione allo streaming. Quando per la prima volta venni a sapere della chiusura di Current, ne feci anche una questione di qualità: quella offerta da Current non è direttamente proporzionale al numero di spettatori che la seguono. E’ così, offre ottimi prodotti, documentari e reportage, eppure la gente che si sintonizza quotidianamente sul canale, circa 500 mila come conferma Livia Iacolare, Social Media Coordinator per Current, non sono bastati a salvarla.
Se fossimo più abituati a informarci, piuttosto che a intrattenerci, allora Current avrebbe avuto numeri ancora più alti, le sue pretese economiche sarebbero state accettate e imporre la chiusura sarebbe stato più difficoltoso (sarebbe bastato?).
Io sono convinto però di una cosa: se il progetto di Current Italia si spostasse interamente sul web, con costi più contenuti (ma anche un budget più limitato), lì dove 50 mila persone (almeno) hanno fatto like alla sua pagina Facebook, il suo successo sarebbe strepitoso proprio perché gli italiani, almeno i giovani, si stanno abituando a guardare prodotti televisivi in rete.
Cosa dici Al Gore, lo vogliamo fare almeno un pensierino per i tuoi “lettori” italiani?
Riccardo Pavone