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    Predefinito Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti

    La scorsa settimana, nella mia qualità di Rappresentante dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per la lotta al razzismo, alla xenofobia e all’intolleranza e discriminazione contro i cristiani, sono stato relatore a un grande evento organizzato dalla Presidenza ungherese dell’Unione Europea al Castello Reale di Gödöllo, presso Budapest, sul tema del dialogo interreligioso fra cristiani, ebrei e musulmani. Vi hanno partecipato, fra l’altro, il cardinale Péter Erdö, presidente dei vescovi europei, il custode di Terrasanta padre Pierbattista Pizzaballa, l'arcivescovo Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti, l'arcivescovo maronita di Beirut Paul Matar, il metropolita Hilarion, “ministro degli esteri” della Chiesa Ortodossa Russa, il rappresentante del Congresso Ebraico Europeo Gusztáv Zoltai, quello dell'Organizzazione della Conferenza Islamica Ömür Orhun, il segretario generale del Comitato per il dialogo islamo-cristiano in Libano, Hares Chakib Chehab.

    Dal mio intervento e dalla discussione che ne è seguita i giornalisti presenti hanno ricavato soprattutto la mia affermazione secondo cui ogni anno i cristiani uccisi nel mondo per la loro fede sono 105.000, uno ogni cinque minuti. Come avviene nell’epoca di Internet, dalle auree volte del Castello Reale di Gödöllo la citazione è rimbalzata su quotidiani e siti di tutti i continenti. È certamente servita a risvegliare le coscienze sul tema dei cristiani perseguitati. Di questo sono molto contento: sono all’OSCE per questo. Ma – com’è naturale – una minoranza di coloro che hanno riferito la notizia ha sollevato dubbi su una cifra che a prima vista può sembrare eccessiva. In Italia si è distinta per un’ironia fuori luogo quando si parla di morti la solita UAAR, l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. In queste reazioni c’è già di per sé una lezione: si sottovaluta talmente il problema dei cristiani perseguitati che le cifre – quando sono citate – sembrano a prima vista incredibili.

    Da dove vengono, dunque, le statistiche che ho citato in Ungheria? La base è costituita dai lavori del principale centro mondiale di statistica religiosa, l’americano Center for Study of Global Christianity, diretto da David B. Barrett, che pubblica periodicamente la notissima World Christian Encyclopedia e l’Atlas of Global Christianity. I lavori di Barrett e del suo centro sono i più citati nel mondo accademico, e non solo, per le statistiche internazionali sui membri delle diverse religioni. Nel 2001 Barrett e il suo collaboratore Todd M. Johnson iniziarono a raccogliere statistiche anche sui martiri cristiani. Nella loro importante opera World Christian Trends AD 30 – AD 2200 (William Carey Library, Pasadena 2001) cercarono di calcolare il numero totale di martiri cristiani – e per la verità anche di altre religioni – nei primi due millenni cristiani, fino all’anno 2000.

    Naturalmente, Barrett e Johnson avevano anzitutto bisogno di una definizione di martiri cristiani. Scelsero “credenti in Cristo che hanno perso la loro vita prematuramente, nella situazione di testimoni, come risultato dell’ostilità umana”. Avvertivano che perdere la propria vita “nella situazione di testimoni” non implica alcun giudizio sulla santità personale del martire ma comporta che sia stato ucciso perché cristiano, non come vittima di una guerra o di un genocidio con motivazioni prevalentemente politiche o etniche e non religiose. Il volume del 2001 concludeva che i martiri cristiani nei primi due millenni erano stati circa settanta milioni, di cui quarantacinque milioni concentrati nel solo secolo XX. Una robusta parte metodologica, che – aggiungo – è uscita semmai rafforzata da dieci anni di discussione sul volume, spiegava i criteri di calcolo adottati.

    Da allora, Barrett e Johnson hanno aggiornato annualmente i loro calcoli, senza modificare criteri e definizioni. Negli anni 2000 il numero di martiri è cresciuto fino a raggiungere verso la metà del decennio il tasso allarmante di 160.000 nuovi martiri all’anno. Nel 2010 – come spiegano in un articolo intitolato “Christianity 2011: Martyrs and the Resurgence of Religion” pubblicato sul numero di gennaio 2011 (vol. 35, n. 1) della rivista del loro centro, l’“International Bulletin of Missionary Research” – il numero di martiri è diminuito rispetto alla metà del decennio precedente, principalmente perché “la persecuzione dei cristiani nel Sud del Sudan si sta placando come effetto degli effetti degli accordi di pace nel 2005”. Tuttavia rimangono, o si aggravano, altri focolai di martirio, in particolare la Repubblica Democratica del Congo e la Corea del Nord. Considerati questi fattori una stima prudenziale per il 2011, che Barrett e Johnson propongono “con fiducia”, è di circa “centomila martiri in un anno”.

    Questa cifra è considerata eccessivamente prudente in un volume importante che mi propongo di recensire in altra occasione per i lettori della Bussola Quotidiana, “The Price of Freedom Denied” dei sociologi statunitensi Brian J. Grim e Roger Finke (Cambridge University Press, Cambridge 2011), dove la teoria sociologica detta dell’economia religiosa è applicata allo studio statistico delle persecuzioni religiose e delle loro conseguenze sociali. Grim e Finke citano altri dati secondo cui il numero di martiri cristiani che perdono la vita ogni anno potrebbe essere più alto, fra 130.000 e 170.000.
    Nel mio intervento di Budapest ho voluto adottare una revisione minima della stima di Barrett e Johnson, supponendo che dalle 100.000 vittime circa del 2010 si passi a 105.000 nel 2011: una cifra molto minore di quella proposta da Grim e Finke. 105.000 morti all’anno significano fra 287 e 288 morti al giorno e dodici all’ora, cioè uno ogni cinque minuti. Può darsi che si debba seguire la stima più bassa di Barrett e Johnson e che i minuti siano cinque e mezzo anziché cinque. O che abbiano ragione invece Grim e Finke e muoia un cristiano ogni quattro minuti, non ogni cinque. La linea di tendenza rimane comunque spaventosa.

    Se non si gridano al mondo le cifre della persecuzione dei cristiani, se non si ferma la strage, se non si riconosce che la persecuzione dei cristiani è la prima emergenza mondiale in materia di violenza e discriminazione religiosa, il dialogo tra le religioni e le culture produrrà solo bellissimi convegni, ma nessun risultato concreto. Chi nasconde le cifre forse semplicemente preferisce non fare nulla per fermare il massacro.

    Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti, di Massimo Introvigne

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti

    forse uno ogni cinque minuti no( altrimenti nel giro di pochi anni si arriverebbe all'estinzione) tuttavia è aumentata davvero la discriminazione( e persecuzione) nei confronti dei cristiani nel mondo
    Ultima modifica di Haxel; 26-07-11 alle 11:13
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
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    Predefinito Rif: Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti

    Professare la propria fede senza discriminazioni


    La libertà religiosa, cartina di tornasole e midollo dei diritti umani fondamentali: lo sostiene il Rapporto ACS 2010, reso pubblico il 24 novembre scorso


    Per circa 5 miliardi di persone, la libertà religiosa è negata, interdetta, limitata o repressa, in varie aree geografiche e in non pochi Paesi del pianeta. Il 70 per cento dei 6,8 miliardi della popolazione mondiale vive ed è sottoposta a pesanti limitazioni alla libertà di religione, di coscienza e di pensiero. Lo rivela il Pew Forum on Religion & Public Life di Washington, attraverso un’indagine su 198 paesi, titolata “Restrizioni globali sulla religione”.

    Secondo Amnesty International, da almeno due decenni il cristianesimo sarebbe la religione più perseguitata del mondo. Per altre ricerche internazionali, il 10 per cento degli oltre due miliardi di cristiani nel mondo è oggi oppresso, incarcerato, discriminato, costretto all’esilio. E la Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (COMECE), rivela che il 75 per cento delle morti collegate a crimini a sfondo religioso riguarda i cristiani.

    Dalla Cina al Sudan, dall’Iraq e Iran alla Nigeria e all’Eritrea, dal Pakistan a Myanmar, Laos e Corea del Nord, da Cuba all’India, persecuzioni, limitazioni e rappresaglie istituzionali e sociali si susseguono, a ondate impressionanti, su uomini e donne, vecchi e bambini, luoghi di culto e di preghiera. E ciò senza guardare in faccia se siano cristiani o musulmani, buddisti, indù o “diversamente credenti”. E’ quanto evidenziato dal Rapporto 2010 su “La libertà religiosa nel mondo”, presentato a Roma il 24 novembre, realizzato dall’Opera internazionale cattolica di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che Soffre”(ACS), per l’occasione rappresentata dal dottor Peter Sefton-Williams; e affiancato, fra gli altri, dall’ambasciatore Francesco Maria Greco del Ministero degli Esteri e dal sociologo-scrittore Renè Guitton.

    La lettura attenta del Rapporto merita alcune annotazioni, emerse peraltro durante la Conferenza stampa. Innanzitutto, il lodevole tentativo di dare valenza religioso-culturale “universale” a questa ponderosa ricerca di 561 pagine, nell’intento di andare oltre l’ambito strettamente cristiano-cattolico di questo diritto negato. Il Rapporto - anche se a tratti in modo discontinuo e non omogeneo per tutti i 194 Paesi presi in considerazione - vorrebbe infatti non limitarsi a monitorare unicamente la situazione delle comunità cattoliche o soltanto cristiane, ma cimentarsi nel tentativo di dare voce all’insopprimibile anelito di ogni essere umano, a qualsiasi fede o religione appartenga, ad esercitare liberamente il diritto alla ricerca della verità, alla libertà religiosa, alla professione di una religione qualsivoglia, senza discriminazioni: lo ha sottolineato Padre Sante Babolin, presidente del Segretariato italiano ACS, ispirandosi anche a fonti e interventi della Chiesa cattolica.

    In secondo luogo e sempre in questa linea, il Rapporto lascia intravvedere e mette a nudo una presenza allarmante e perversa: l’ombra violenta del potere politico e degli interessi economici che, attraverso strumenti istituzionali, giuridico-legislativi e imposizione di “religioni di Stato” dominanti, manovra, strumentalizza e orienta l’aspetto religioso-popolare dei cittadini per finalità tutt’altro che umanitarie e “falsamente” spirituali. E ciò ben prima e al di là di fuorvianti motivazioni “religiose”, indubitabilmente cavalcate da componenti “estremistiche”, ideologie fanatiche o presunte “supremazie culturali” di stampo occidentale. Le prime, interessate a far passare il cristianesimo come “cavallo di Troia” degli interessi occidentali; le seconde, per giustificare devastanti incursioni affaristico-militari, non di rado fatte passare come lotta al terrorismo. E a rimarcarlo con estremo equilibrio è stato Padre Giulio Albanese, missionario di lungo corso e testimone diretto di sistematiche violazioni di questa “libertà delle libertà” nel Sud del mondo.

    Per interrompere queste spirali di oppressione non c’è che «la via del dialogo», come traspariva dalla diretta testimonianza di mons. Joseph Coutts, vescovo di Faisalabad, in Pakistan, in piena sintonia con quanto ribadito dal pontefice in una lettera al Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il 9 novembre scorso: «Il dialogo interreligioso e interculturale rappresenta una via fondamentale per la pace. La pace è un dono di Dio da ricercare nella preghiera; ma è anche il risultato di sforzi degli uomini di buona volontà».
    Ed in questa direzione, acquista un significativo rilievo il tema scelto dallo stesso Benedetto XVI per la giornata mondiale della pace 2011: «Libertà religiosa, via per la pace».


    Citta Nuova - Professare la propria fede senza discriminazioni

  4. #4
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    Predefinito Rif: Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    forse uno ogni cinque minuti no( altrimenti nel giro di pochi anni si arriverebbe all'estinzione) tuttavia è aumentata davvero la discriminazione( e persecuzione) nei confronti dei cristiani nel mondo
    forse perchè sono i più insistenti e intriganti sotto l'aspetto politico ed economico , non in tutti i luoghi la gente è paziente come in italia,,,,, se si limitassero a pregare come è il loro compito, nessuno li perseguiterebbe,
    Ultima modifica di anton; 28-07-11 alle 05:39
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

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    Predefinito Rif: Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    forse perchè sono i più insistenti e intriganti sotto l'aspetto politico ed economico , non in tutti i luoghi la gente è paziente come in italia,,,,, se si limitassero a pregare come è il loro compito, nessuno li perseguiterebbe,
    spero che un giorno ti renda conto di quello che hai scritto..

    intanto una triste e veloce rassegna di persecuzioni secondo te giustificate:

    La mappa dei cristiani perseguitati nel mondo - Il Sole 24 ORE

    India: violenze contro le minoranze cristiane

    Pakistan, cristiano arso vivoNon voleva convertirsi | Mondo | www.avvenire.it

    Montagnard Christians in Vietnam | Human Rights Watch

    Pakistan, ucciso ministro cristiano Vaticano: "Difendere libert

    http://www.famigliacristiana.it/Info...asia-bibi.aspx
    Ultima modifica di domics; 28-07-11 alle 09:14

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    forse perchè sono i più insistenti e intriganti sotto l'aspetto politico ed economico , non in tutti i luoghi la gente è paziente come in italia,,,,, se si limitassero a pregare come è il loro compito, nessuno li perseguiterebbe,
    intriganti di che???
    cosa può fare un cristiano normale me lo spieghi?
    o forse ignori che un fondamentalismo islamico c'è, visto che le maggiori persecuzioni si trovano nei paesi islamici?
    ma che cosa vuoi dire?
    ti rendi conto di quello che stai dicendo?
    Ultima modifica di Haxel; 28-07-11 alle 10:34
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  7. #7
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    Predefinito Rif: Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti

    ma adesso si dice addirittura che la pesecuzione contro i cristiani è giustificata
    cioè secondo lui persone come me( che generalmente non conto granchè nella società) è pericolosa
    sinceramente secondo me anton è davvero un mancato persecutore nazista o comunista
    anzi facciamo comunista visto che lo è
    (Gv 3, 20-21)
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    ma adesso si dice addirittura che la pesecuzione contro i cristiani è giustificata
    cioè secondo lui persone come me( che generalmente non conto granchè nella società) è pericolosa
    sinceramente secondo me anton è davvero un mancato persecutore nazista o comunista
    anzi facciamo comunista visto che lo è
    No è folcloristico ........... un po come Peppone e Don Camillo........in fondo Peppone aveva anche lui molta umanità: Si urlava contro i preti in pubblico, ma in privato era molto umano.
    Haxel forse hai dato un giudizio estremista , conosco molti comunisti (o ex visto che ne sono rimasti pochi) che parlano più per abitudini familiari ..ma che non farebbero male ad una mosca, la maggior parte sono brave persone:giagia:

  9. #9
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    Predefinito Rif: Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti

    Citazione Originariamente Scritto da largodipalazzo Visualizza Messaggio
    No è folcloristico ........... un po come Peppone e Don Camillo........in fondo Peppone aveva anche lui molta umanità: Si urlava contro i preti in pubblico, ma in privato era molto umano.
    Haxel forse hai dato un giudizio estremista , conosco molti comunisti (o ex visto che ne sono rimasti pochi) che parlano più per abitudini familiari ..ma che non farebbero male ad una mosca, la maggior parte sono brave persone:giagia:
    largò
    come sei bravo con i fatti, così lo devi essere con le parole
    perchè le parole possono essere più pericolose dei fatti
    altrimenti( ma forse esagero) si potrebbe fare la fine dell'attentatore di Oslo, pericoloso con le parole, alla fine diventò pericolo nei fatti
    (Gv 3, 20-21)
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Cristiani uccisi nel mondo: uno ogni cinque minuti

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    intriganti di che???
    cosa può fare un cristiano normale me lo spieghi?
    o forse ignori che un fondamentalismo islamico c'è, visto che le maggiori persecuzioni si trovano nei paesi islamici?
    ma che cosa vuoi dire?
    ti rendi conto di quello che stai dicendo?
    qui in italia intriganti lo siete e molto,,, basta pensare all'insistenza con la quale pretendete privilegi per scuole cattoliche,e gli insegnanti di religione cattolica, all'insisitenza con la quale volete esporre le croci ovunque, alla pretesa di far votare leggi assurde che non rispettano la costituzione e la carta dei diritti dellì'uomo e per di più in contrasto con quanto dice la scienza come sulla fecondazione assisitita,l'aborto, il testamento biologico,, senza escludere le leggi su divorzio che gettano i mariti sul lastrico, il modo levantino di ripartire l'8per mille,,, il modo di discriminare le famiglie di fatto, la loro prole, i gay,,, e il modo con il quale sostenete politicamente solo gli sfruttatori e i ladri, etc etc
    ...
    e so che lo siete anche in molti altri paesi,,,
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

 

 
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