Genova, rose e girasoli per Giuliani
Incominciato il ricordo del G8 2001
Genova - Nel capoluogo ligure, incominciate poco dopo le 15, come da programma, le celebrazioni per il decennale del G8 del 2001, che provocò una vittima, il giovane Carlo Giuliani, 560 feriti, 301 arrestati e fermati, oltre 25 milioni di euro di danni, processi per 65 manifestanti e 82 appartenenti alle forze dell’ordine, oltre a vedere “l’esordio” italiano dei Black Bloc.
17.27, l’ora della morte di Giuliani
Piazza gremita di centinaia di persone, molte delle quali con il pugno sinistro levato al cielo, tutte ad applaudire mentre veniva depositata una targa di marmo con su scritto “Piazza Carlo Giuliani, ragazzo”. Grande commozione fra i presenti, quasi tutti gente comune: pochi i politici presenti, fra cui l’assessore comunale Bruno Pastorino.
In precedenza, il nome della piazza era stato cancellato dalle targhe e sostituito a pennarello con quello di Carlo Giuliani.
17.00, Fabio, 15 anni all’epoca del G8
La testimonianza di Fabio, 25 anni, da Cesena a Genova per ricordare Giuliani, ai microfoni di Radio19: «Ricordo che dieci anni fa guardavo al Tg4 le cariche dei carabinieri, e ho capito da che parte stare. Umanamente non potevo che stare con i manifestanti. Chiedo ai miei coetanei di esprimere sempre e comunque il loro dissenso: sinché staremo buoni e tranquilli, non cambierà mai nulla».
16.40, l’intervento di don Ciotti
Stato e istituzioni «devono fare la loro parte fino in fondo. Esclusione, povertà, disagio sono sotto gli occhi di tutti e sono aumentati. Come ieri, le parole di quel G8 fatte di tante promesse che non sono state realizzate»: lo ha detto don Luigi Ciotti, parlando a margine della commemorazione della morte di Giuliani. La memoria di Carlo, ha aggiunto don Ciotti, celebre per il suo impegno contro le mafie, «vuole dire impegnarsi tutti, di più».
16.30, la tristezza di Giuliano Giuliani
«Il dolore rimane, insieme alla voglia di verità», ha detto il padre di Carlo ai microfoni di Radio19. «Carlo cercava di difendere un diritto ed è stato ucciso - ha aggiunto Giuliani - senza che nessuno facesse nulla per evitarlo».
16.20, il comunicato del Silp-Cgil
Durante la commemorazione, documento della segretaria nazionale del sindacato Silp-Cgil della polizia: «Riteniamo infondato e pericoloso un parallelo tra i fatti della val di Susa e le manifestazioni per il decennale del G8 di Genova, perché rischia di alimentare tensioni che i cittadini e gli operatori di polizia certamente non vogliono. Consideriamo una cosa di buon senso la raccomandazione della Procura di Genova a un’osservanza scrupolosa delle norme sugli interventi delle forze di polizia in ordine pubblico, perché ha l’obiettivo di garantire l’incolumità dei cittadini che protestano pacificamente, quindi lo stesso obiettivo della legge, e degli stessi operatori, che sono consapevoli, a qualunque livello di responsabilità, del loro ruolo di garanzia verso tutti i cittadini».
Gli operatori di polizia, ha aggiunto il Silp, «non vogliono mandare alcun segnale, ma potere garantire, come è successo a Firenze nel 2002, il pacifico svolgimento di tutte le manifestazioni organizzate e attuate nel rispetto della legge».
16.10, tanti giovani alla manifestazione
In piazza un centinaio di persone, ma molte altre stanno ancora arrivando: sul palco, il padre di Giuliani, che ha ricordato quello che accadde dieci anni fa e introdotto molte delle persone che parleranno dopo di lui.
15.40, in ricordo di Giuliani
Striscioni, rose rosse e bianche e girasoli sono stati appesi in piazza Alimonda per ricordare la morte di Carlo Giuliani, deceduto il 20 luglio del 2001 durante le manifestazioni contro il G8.
Uno striscione è stato attaccato al cancello della chiesa di Santa Maria del Soccorso dove, sei mesi dopo la morte di Giuliani, venne trovato il proiettile calibro 9 che lo uccise. Sullo striscione è scritto: «Non sarò vivo finché il sogno di giustizia sarà veto, non sarai morto finché il mondo ti avrà vivo in fondo al cuore».
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Parto dal dire che NON mi ritrovo assolutamente con chi manifesta oggi, o meglio, commemora. NON ritengo che Giuliani sia morte per un'ideale, perchè NON aveva nessun tipo di ideale che gli stanno mettendo in bocca oggi. E' morto perchè era un disadattato sociale, ABBANDONATO A SE STESSO dai genitori che oggi fanno l'ennesima sceneggiata strappalacrime, che voleva solo sfogare i suoi istinti repressi.
Chi di quel G8 condivideva VERAMENTE il sentimento di protesta, e che lo ha fatto nei primi gironi con TUTTA LA CORRETTEZZA che necessitava, per motivi VALIDI E NOBILI che io stesso condivido, DOVREBBE prendere assolutamente distanza da una manifestazione commemorativa di un disadattato sociale che fu uno dei RESPONSABILI della ROVINA di quelle giornate di protesta CIVILE, e che le relegò in una GUERRA CIVILE della peggior specie.
Si sta trasformando in una manifestazione di GUERRA allo stato....cosa ASSURDA.
Altra cosa la manifestazione di domani, quella relativa alla Diaz, dove invece fu fatto a mio avviso uno dei peggiori atti che un corpo di polizia di uno stato democratico possa fare. Una repressione violenta e NON giustificato, che io ho reputato e reputo INDEGNO, e per quale mi vergogno come rappresentante delle FdO. Spero solo che la manifestazione di protesta che ci sarà manterrà un profilo di CORRETTEZZA.
P.S. E poi la manifestazione adesso la stanno facendo sotto casa mia....ho dovuto spostare macchina e scooter altrimenti c'era il rischio che facessero la fine del gatto....ncav:




ncav:
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