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  1. #1
    Forumista junior
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    Post Facciamo informazione sul referendum...

    15 giugno 2009

    LETTERA AGLI ELETTORI
    "Ti diranno che è inutile. Ma invece il 21 giugno è una data che potrebbe cambiare la storia del Paese".


    Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali, scrive agli italiani
    Cara elettrice, caro elettore,

    il 21 e 22 giugno siamo chiamati a votare per il referendum elettorale.
    La politica scommette sul fatto che non andrai a votare. Che andrai al mare pensando di dar loro uno schiaffo.
    Io capisco la tua indignazione, la tua rabbia, la tua rassegnazione. Tutti abbiamo la tentazione di pensare che mai nulla cambierà e che l’unica cosa che possiamo fare è quella di arrangiarci e non pensare alla politica. Almeno così non ci facciamo il sangue amaro. Tante volte ho pensato anch’io che la lotta sia impari e che non avremo mai la meglio sulle tante schifezze quotidiane a cui dobbiamo assistere.

    TI DIRANNO CHE E'INUTILE. MA INVECE IL 21 GIUGNO E' UNA DATA CHE POTREBBE CAMBIARE LA STORIA DEL PAESE.
    Molti politici ti dicono che è un referendum inutile. Altri che tutti i referendum sono inutili.
    E tu sarai tentato di dar retta alla tua rabbia e al tuo disgusto disertando le urne come estremo atto di protesta. Ma così, purtroppo, farai il loro gioco.
    Perché se il referendum fallirà tutto resterà esattamente come prima. In questo caso non è come alle politiche. Non votare non è uno sfregio alla politica, ma è una resa di noi cittadini. Per questo sono in tanti i politici che ti invitano a non votare.
    Ti sei mai chiesto perché di questo referendum si parla così poco? Del perché nessuno ti spieghi esattamente di cosa si tratta? Del perché, in questi mesi chi ha promosso questo referendum è apparso così poco nelle trasmissioni televisive? E’ molto semplice: perché se non sai che ci sarà un referendum e non sai di che cosa si tratta, è molto più probabile che tu non vada a votare. E tutto resterà come prima.

    CHI SONO ED IL PERCHé DI QUESTA INIZIATIVA
    Mi chiamo Giovanni Guzzetta ed ho promosso, insieme ad altri 820 mila cittadini, questo referendum.
    Sono nato in Sicilia e cresciuto a Roma. Ho 43 anni. Insegno all’Università. Ho due figli, Francesco e Silvia, di 11 e 9 anni. Non sono mai stato iscritto ad un partito politico, ma credo profondamente nell’importanza della politica per la vita di tutti noi.

    LA POLITICA DECIDE COMUNQUE DELLA NOSTRA VITA. ANCHE SE NOI DECIDIAMO DI NON INTERESSARCENE
    Oggi la politica decide dove deve andare gran parte di tutto quello che guadagno ogni anno. Decide com’è la scuola dei miei figli, gli ospedali dove ricoverarmi, quale sarà la mia pensione, come sono i servizi cui, come cittadino, ho diritto. E non riesco ad accettare di non contare nulla.
    Penso che l’Italia si meriti di più. E se non faccio qualcosa adesso, tra dieci o quindici anni i miei figli saranno tentati di andare fuori dell’Italia per trovare un lavoro migliore, servizi migliori, pensioni migliori, opportunità migliori. E torneranno in Italia in vacanza con qualche volo Ryanair.
    Penso che l’Italia sia un grande paese e non voglio che i miei figli abbiano la tentazione di cercare altrove i riconoscimenti e le opportunità cui ogni persona ha diritto.

    AL MOMENTO, LE REGOLE DELLA POLITICA HANNO ZITTITO COMPLETAMENTE LA VOCE DEI CITTADINI
    La politica Italiana ha due macroscopici problemi. E la legge elettorale contro cui abbiamo promosso il referendum ne è la principale causa. Il primo problema è che noi non scegliamo più persone, ma solo simboli di partito. I parlamentari sono tutti nominati. Il merito è mortificato. E se il merito è mortificato nella politica, che dovrebbe essere il motore dello Stato, lo sarà ancora di più nel resto della società: nelle professioni, nel lavoro, nell’università, nei partiti.
    L’altro grande difetto della politica è che oggi siamo governati da coalizioni di partiti. Nelle quali i partiti minori minacciano, ricattano, cercano visibilità e tengono per il collo gli alleati.
    Lo abbiamo visto nella scorsa legislatura con il Governo Prodi, ma lo abbiamo visto anche in questa. Il governo ha buttato via 330 milioni di euro perché la lega ha impedito che si facesse l’election day accorpando il referendum alle europee. Malgrado il dramma del terremoto, malgrado lo stato in cui versano gli apparati di pubblica sicurezza, malgrado la crisi.
    Il referendum riguarda questi due problemi.

    CHE COSA PUO' SUCCEDEDERE CON IL TUO VOTO
    I primi due quesiti stabiliscono che il partito che ottiene più voti degli altri possa governare da solo, senza subire ricatti. E che si trovi di fronte un’opposizione grande, unita, coerente.
    E’ quello che succede nelle grandi democrazie. Si chiama bipartitismo. Ma ve lo immaginate Obama che va in televisione a dire che non potrà fare una grande riforma perché un alleato di governo minaccia di farlo cadere? Oggi la politica perde gran parte del tempo nelle beghe interne alla coalizione, piuttosto che occuparsi dei problemi del paese e l’opposizione si frantuma nel tentativo reciproco dei partiti di rubarsi a vicenda qualche voto.
    Il terzo quesito riguarda le candidature multiple. Quel meccanismo per cui i big si candidano in tutte le circoscrizioni e scelgono loro, dopo le elezioni, quali dei trombati nominare al proprio posto. Nello scorso parlamento i trombati ripescati sono stati più di un terzo dell’intero parlamento.
    Credo che una politica migliore sia possibile. E credo che lo sia stato ogni qual volta i cittadini hanno fatto sentire la propria voce.

    L’UNICA ARMA E' IL REFERENDUM
    Vogliamo una politica più semplice. Meno partiti e più decisioni utili alla gente.
    Vogliamo una politica in cui i parlamentari non siano nominati dalle segreterie dei partiti ma scelti dagli elettori.
    Vogliamo che i cittadini il giorno delle elezioni possano scegliere il partito che si assume la responsabilità di governarli senza dover fare continuamente compromessi con i ricatti dei propri alleati.
    E’ per questo che, insieme a tanti altri, ho deciso di impegnarmi in prima persona. E, da cittadino, insieme a tanti altri cittadini, l’ho fatto con l’unico strumento che la Costituzione ci offre: il referendum.
    Certo la politica avrebbe potuto farlo. Ma sono anni che non lo fa e si perde in chiacchiere. Chissà perché? Oggi ci vuole una scossa e con mezz’ora del tuo tempo andando a votare per il referendum puoi contribuire a darla.
    Il referendum è l’unico modo per scrollare una politica sempre più chiusa in se stessa e sorda ai bisogni delle persone.

    SE ANDRAI A VOTARE DETERMINERAI UN CAMBIAMENTO CHE NESSUNO SI ASPETTA. E DALLE SEGRETE STANZE DEI PARTITI DOVRANNO FARE I CONTI ANCHE CON TE
    Il 21 e 22 giugno, se tu vincerai la tua disillusione e andrai a votare, potrai essere il protagonista di un cambiamento che oggi nessuno si aspetta. Potrai dimostrare a quanti dispongono della tua vita nel chiuso delle loro stanze che anche tu puoi essere determinante. E il giorno dopo, loro dovranno fare i conti con l’Italia dei suoi cittadini. Un’Italia di donne e uomini liberi e di carattere. Che ricordano la grandezza del nostro ingegno e la passione dei nostri sentimenti.
    Perché domenica a vincere sia quella Italia, il paese in cui orgogliosamente crediamo, è necessario agire.
    E se a convincerti non basta ciò che tu pensi di tanti politici, rifletti su quello che la politica pensa di te, in che conto ti tiene, come ti considera.

    ADESSO L’INFORMAZIONE è TUTTO. PASSAPAROLA!
    Facciamo un tam tam tra amici e conoscenti. Perché l’informazione sarà poca e la nostra unica risorsa siamo noi stessi.
    Passaparola!
    Manda questa mail o un SMS a quante più persone conosci e fatti anche tu promotore di questa riscossa. L’Italia si merita di più.

    Giovanni Guzzetta
    Presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali

    Referendum Elettorale '09 - Il 21 e 22 giugno SI vota e SI vota SI

  2. #2
    Super Troll
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    Infatti è importante fare informazione su questo referendum in modo da bocciarlo sonoramente : i ciittadini devono sapere che se passasse questo sciagurato referendum si ritroverebbero tra capo e collo due soli partiti ovvero il PD e il PDL senza nessun'altra possibilità di scelta verso nessun altro partito di nessun genere (mentre ad esempio alle europee gli italiani hanno dimostrato coi fatti di non volere il bipartitismo togliendo voti al pdl e al PD per darli alla Lega e all'IDV)

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    Infatti è importante fare informazione su questo referendum in modo da bocciarlo sonoramente : i ciittadini devono sapere che se passasse questo sciagurato referendum si ritroverebbero tra capo e collo due soli partiti ovvero il PD e il PDL senza nessun'altra possibilità di scelta verso nessun altro partito di nessun genere (mentre ad esempio alle europee gli italiani hanno dimostrato coi fatti di non volere il bipartitismo togliendo voti al pdl e al PD per darli alla Lega e all'IDV)
    Esatto .
    Regressista amante della pucchiacca.

  4. #4
    Forumista junior
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    Il referendum NON toglie assolutamente rappresentanza agli altri partiti, che possono eleggere tranquillamente i propri rappresentanti in parlamento. La differenza è che se vogliono governare devono presentare un programma unico e correre sotto lo stesso simbolo: sarebbe la fine dei governi deboli e destinati o al compromesso o alla caduta. In tutta Europa funziona così, noi forse non ci meritiamo una politica forte, autorevole e decisionista?

    Ricordo che anche l'opposizione sarebbe automaticamente più forte e incisiva, essendo raggruppata sotto un unico simbolo. Quindi la democrazia non si rompe ma semmai si rafforza!

    Se comunque non sei daccordo con i primi due quesiti (riguardanti il premio di maggioranza alla lista più votata), puoi comunque votare per il terzo, relativo alla abrogazione delle candidature multiple, ovvero la pratica per la quale il leader si candida in tutte le circoscrizioni scegliendo dopo le elezioni chi subentra al suo posto. Uno scandalo che non trova eguali in paesi che si dichiarano democratici. Forse non sei daccordo neanche su questo?

  5. #5
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da epolis Visualizza Messaggio
    Il referendum NON toglie assolutamente rappresentanza agli altri partiti, che possono eleggere tranquillamente i propri rappresentanti in parlamento. La differenza è che se vogliono governare devono presentare un programma unico e correre sotto lo stesso simbolo: sarebbe la fine dei governi deboli e destinati o al compromesso o alla caduta. In tutta Europa funziona così, noi forse non ci meritiamo una politica forte, autorevole e decisionista?
    Ma non prendiamoci in giro per favore! presentarsi in un'unico listone brodone unico (che poi sarebbero quelli del PDL e del PD) cancellando tutti gli altri simboli (che rappresentano storie e identità politiche ben diverse tra loro)vuol dire cancellare tutti gli altri partiti ne piu ne meno (ovvero equivale a fare la triste fine di AN dissoltasi completamente dentro il PDL e ridotta al ruolo di portaborse di Forza Italia e della Margherita annulllatasi dentro il PD) .

    Quanto al resto d'europa è assolutamente falso che ci sia il bipartitismo (semmai il bipolarismo che è tutt'altro) in spagna francia germania austria inghilterra esistono alcome minimo 5 o 6 partiti altro che due soli partiti , l'unico paese al mondo in cui si puo'ì scegòliere solo tra due partiti semmai sono gli USA che come al solito cercano di riportarein Italia nemmeno fossimo una colonia che deve sorbirsi tutte le mode della madre patria.

  6. #6
    Forumista junior
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    La differenza è che per esempio in Spagna o in Francia al governo ci va sempre un singolo partito (e non una accozzaglia litigiosa di alleati), e non è una differenza da poco. Poi gli elettori sono comunque liberi di scegliere il partito da mandare al governo, così come possono mandarlo a casa se governa male. Anche in Inghilterra, patria del bipartitismo, le recenti elezioni europee hanno dimostrato che non solo conservatori e laburisti possono aspirare a governare (i liberaldemocratici sono diventati secondo partito, superando i laburisti).

    In merito al terzo quesito sto aspettando una risposta...

  7. #7
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da epolis Visualizza Messaggio

    In merito al terzo quesito sto aspettando una risposta...
    Il terzo è l'unico quesito condivisibile certo ma gli altri due quesiti per me sono assolutamente da bocciare dato che cercano di introdurre una forzatura della volontà del cittadino italiano (giustamente) lontano anni luce dalla mentalità statunitense del bipartitismo.
    Quanto al resto faccio notare che tanto per cominciare in Spagna non è assolutamente vero che governa un solo partito anzi sia il Partito socialista che il Partido popular governano sempre in coalizione con altri partiti regionalisti (ad esempio col partito catalano)

  8. #8
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    ma magari il referendum fosse solo inutile...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da epolis Visualizza Messaggio
    15 giugno 2009
    Vogliamo una politica in cui i parlamentari non siano nominati dalle segreterie dei partiti ma scelti dagli elettori.
    per esempio: d'accordo su questo punto, ma la legge che sarebbe approvata se passasse il sì prevede il ritorno delle preferenze? NO

    E per quanto riguarda il punto per cui ''governa un solo partito'' è impensabile governare senza il partito che rappresenta il Nord, che non è una regione relativamente piccola seppur importante come possono esserlo la Catalogna o i Paesi Baschi, ma è quella parte che da sola ha quasi metà della popolazione del paese e che produce il 70% del pil

  10. #10
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    ... E allora vai a votare almeno per il terzo quesito!
    Non lasciamo cadere lo strumento del referendum, uno strumento indispensabile per la democrazia in quanto espressione diretta dei cittadini. Ricordo che sono ormai anni che i referendum sono trascurati dalla gente. Inoltre la vittoria del sì al terzo quesito darebbe un forte messaggio ai politici, il seguente: noi cittadini vogliamo tornare a scegliere i nostri rappresentanti in parlamento...

    Allego un video secondo me molto significativo: Spot referendum elettorale

 

 
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