L'Attacco
"Alle ore 3 di questa mattina, forze aeronavali del nemico hanno compiuto, senza alcun preavviso, missioni di guerra contro l’aeroporto militare di Su Masu. In seguito, l’eroica difesa della nostra Militzia ha impedito che truppe paracadutate prendessero possesso della zona aeroportuale. All’alba una flotta da guerra, composta da due navi da battaglia, una portaerei, tre incrociatori e un’ingente quantità di naviglio minore, ha sottoposto la città e il porto di Casteddumannu ad un pesante bombardamento. Il proditorio attacco ha causato un’ingente numero di morti tra i militari del nostro esercito e la popolazione civile,
ma nel pomeriggio una valorosa squadriglia dei nostri aerosiluranti ha attaccato le forze nemiche colando a picco una corazzata e danneggiandone un’altra.
Come in tanti altri momenti della storia, nonostante l’innata vocazione alla pace di noi Sardi, ci ritroviamo a dover prendere le armi contro un invasore feroce e spietato, per difendere le nostre case, le nostre tradizioni, la nostra antica nazione, la nostra Carta de Logu.
Sinora il barbaro nemico non è riuscito a mettere piede sulla nostra isola grazie ai nostri eroici combattenti, e ben conosce qual è stato il sanguinoso prezzo di ogni tentativo. Non sappiamo se questo servirà a scoraggiare i suoi famelici desideri di conquista, ma sappiamo che il valore e il coraggio di tutti i Sardi sarà un’ardua barriera dove si romperanno i frangenti della barbarie fascista.
D’ora in poi qualsiasi mezzo nemico, navale o aereo, che verrà a trovarsi a meno di 50 miglia dalle nostre coste, verrà distrutto.
Si prepara per tutti noi un lungo periodo di sacrifici e di privazioni, ogni risorsa di questa bella isola verrà utilizzata per rafforzare gli strumenti di difesa e di offesa.
Spesso nei miei precedenti discorsi ho paragonato la Sardegna ad una nave che in un mare ostile deve contare solo sulle forze del suo equipaggio, ora questa nave diventerà un unico bastimento da guerra pronto a reagire ad ogni aggressione con la potenza delle sue armi e l’ardimento dei suoi marinai.
Noi sardi siamo abituati alle tempeste e supereremo anche questa, come abbiamo sempre fatto da secoli, stringendoci intorno alla Carta de Logu e al sacro albero della nostra bandiera.
L'antico nemico italiano non avanzerà di un passo.
Arbarei ! "*
Trasmissione di Radio Aristanis del 14 Capudanni 1942 A.D. (anno 533 della Seconda Era Giudicale) – Discorso del Judike Mariano XIII alla nazione sarda, alla Corti Majori e alla Corti de Logu.
*Traduzione dal sardo-giudicale di Sarbadori Onnis