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  1. #1
    Morte al pensiero servile
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    Predefinito La superiorità morale dei Lombardi

    Prima di iniziare premetto che tutti i cognomi citati in grassetto provengono dalla Lombardia occidentale, anche nota come insubria. Una terra avvelenata, selvaggiamente cementificata e infiltrata dai peggiori mafiosi, che ha dato i natali ad alcuni tra i peggiori ignavi e brutti ceffi della storia d'italia. È anche la zona in cui sono nato io e sono nati i miei genitori e nonni. Potrebbe essere un'area prospera e felice se non fosse che la naturale codardia e neutralità morale dei suoi abitanti ha permesso a una minoranza di avventurieri senza scrupoli di fare danni gravi per decenni all'intera popolazione. Quando questo accade è la popolazione stessa che dovrebbe interrogarsi circa la propria caratura morale.

    Caccia al tesoro di Cl
    Posted: 5 agosto 2011 by fenjus in Economia, Politica, Società
    Etichette: Comunione e LIberazione, Formigoni, Processo, Tesoro


    Caccia al tesoro di Cl



    A giudizio due membri del gruppo di Formigoni. Hanno mentito su “Memalfa”, la cassaforte segreta.

    Gli uomini del nucleo d’acciaio di Comunione e Liberazione, i Memores Domini, fanno voto d’obbedienza, castità e povertà. Ma due di loro andranno a giudizio per aver mentito sui soldi che maneggiavano. Sono Alberto Perego e Alberto Villa, appartenenti al medesimo gruppo di cui fa parte Roberto Formigoni, il più noto dei Memores Domini. Gli ingredienti di questa complicata storia da “Codice Da Vinci” sono contratti petroliferi e tangenti internazionali, società di diritto irlandese e una misteriosa fondazione di Vaduz, una barca a vela (“Obelix”) usata da Formigoni e amici, conti svizzeri cifra-ti e soldi in contanti stipati in una scatola nascosta sotto il letto. Perego e Villa dovranno presentarsi davanti ai giudici della settima sezione del Tribunale di Milano – l’udienza è stata fissata per il 22 novembre – per rispondere dell’accusa di aver fatto “dichiarazioni mendaci” al pm che li stava interrogando come persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta Oil for food. Hanno mentito, secondo la procura di Milano, sui soldi dei Memores Domini, il supergruppo di Cl. Per questo il processo che inizierà in autunno sarà l’occasione per capire qualcosa di più delle misteriosissime e segretissime strutture finanziarie manovrate dai confratelli di Formigoni.

    TUTTO PARTE dallo scandalo internazionale Oil for food. Un’indagine americana scopre che durante l’embargo all’Iraq, Saddam Hussein, all’ombra del programma Onu che permetteva di scambiare petrolio con cibo e medicine, assegnava contratti petroliferi a prezzi di favore in cambio di robuste mazzette impiegate per sostenere il regime (e poi, dopo l’invasione Usa, per finanziare la guerriglia e il terrorismo). La costola italiana dell’indagine Oil for food è stata portata a termine dal pm Alfredo Robledo e da una squadretta di investigatori che hanno avuto elogi ed encomi internazionali e hanno incassato le prime condanne al mondo per questo scandalo internazionale. Il personaggio che ha avuto le più massicce assegnazioni petrolifere fatte a soggetti italiani (ben 24,5 milioni di barili) è Roberto Formigoni, forte della sua amicizia con il cristiano Tareq Aziz, allora braccio destro di Saddam. Le forniture di petrolio sono gestite da aziende suggerite dal governatore, come la Cogep della famiglia Catanese (tra i fondatori della Compagnia delle Opere) che in cambio, secondo l’accusa, paga tangenti per 942 mila dollari in Iraq e 700 mila a mediatori italiani. Per questa vicenda è stato condannato in primo grado e in appello, ma poi salvato dalla prescrizione, anche Marco Giulio Mazarino De Petro, amico e collaboratore di Formigoni, nonché intermediario con l’Iraq. Nella sua indagine, Robledo solleva il velo sul “Codice De Petro”, le attività finanziarie dei Memores Domini, che ruotano attorno a tre società estere chiamate Candonly e a una fondazione di Vaduz di nome Memalfa. Gli uomini che le manovrano sono, oltre a De Petro, tutti Memores del gruppo di Formigoni: Alberto Perego, Alberto Villa, Fabrizio Rota, Mario Villa, Mario Saporiti. Perego, commercialista nato a Brugherio, è stato anche l’organizzatore e il tesoriere di una campagna elettorale di Formigoni. La prima Candonly Ltd nasce nel 1991 a Dublino. “Mandante Sig. Alberto Perego”, dice un memo riservato interno della fiduciaria svizzera Fidinam. Nel 1995 (anno in cui Roberto Formigoni viene eletto per la prima volta presidente della Regione Lombardia), a spartire a metà con Perego il controllo di Candonly arriva il segretario di Formigoni, Fabrizio Rota e subito nei conti della società cominciano ad affluire i soldi (829 mila dollari) di Alenia, gruppo Finmeccanica, interessata agli appalti nell’Iraq di Saddam.

    NEL 1997, Candonly passa nelle mani di De Petro. Parte il business petrolifero: la piccola Cogep “ringrazia” Formigoni versando a Candonly oltre 700 mila dollari. Come li giustifica De Petro? “Sono il compenso per la mia consulenza”. Tre paginette dalla sintassi difficile in cui strologa di un “accordo petroil for food”. La Candonly nel 1999 rinasce a Londra, nel 2001 in Olanda. Ma continuano ad affluire i soldi di Alenia e della Cogep. Arrivano anche misteriosissimi soldi da Cuba e dall’Angola, oltre a 50 mila euro dall’italiana Agusta. Il denaro entrato nelle Candonly va in parte su un conto cifrato presso l’Ubs di Chiasso intestato a De Petro; in parte finisce sul conto “Paiolo” presso la Bsi di Chiasso; il resto affluisce su un paio di conti della banca Falck & Cie di Lucerna e di Chiasso, intestati alla Fondazione Memalfa. E qui siamo al cuore del “Codice De Petro”, al sancta sanctorum dei Memores Domini. Memalfa nasce nel 1992 a Vaduz, in Liechtenstein. Beneficiari economici: Alberto Perego e Fabrizio Rota. Che si tratti di uno strumento finanziario dei Memores è dimostrato dallo statuto: prevede che alla morte di uno dei due beneficiari il patrimonio venga assegnato interamente all’altro e, alla morte di entrambi, alla Associazione Memores di Massagno, la filiale svizzera dell’associazione. Sui conti Memalfa di Lucerna e di Chiasso entrano i soldi affluiti alla Candonly. In uscita, Memalfa bonifica denaro al conto “Paiolo” di Chiasso e, dopo il 1997, a un altro conto acceso presso la Bsi di Zurigo. Il beneficiario è sempre Alberto Perego. Lui nega, e per questo sarà processato. Dei Memores è anche la barca usata da Formigoni, “Obelix”, 15 metri. Pagata 670 milioni di lire, 470 dichiarati e 200 in nero. Versati in parte da Formigoni in assegni, in parte in contanti e assegni da De Petro e dai Memores. Tra cui Alberto Villa, che versa 10 mila euro (benché non risulti tra i proprietari della barca). Memalfa, la sofisticata cassa comune offshore dei Memores Domini, è stata chiusa nel 2001. I suoi fondi sono finiti sul conto “Paiolo” di Perego.

    di Gianni Barbacetto, IFQ
    Ultima modifica di Elazar; 10-08-11 alle 10:49
    L'occasione fa l'uomo italiano.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: La superiorità morale dei Lombardi

    Più che dei lombardi direi dei democristiani di CL/Compagnia delle Opere.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
    Morte al pensiero servile
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    Tutti rigorosamente lombardi purissimi. Il mio intento non è polemico. Capisco, anche se condivido solo in piccola parte, i discorsi sull'etnos. I disordini inglesi sono tutti di importazione. Le immagini sono eloquenti. Ma chiedo a te e a tutti su questo forum di spiegarmi come potrebbero esistere e come potrebbero avere il potere che hanno le mafie etniche alla CL se l'etnos fosse garanzia sufficiente di rigore morale. Di salute etica di una comunità.

    Se una comunità non mostra intransigenza morale e forza di reazione, costituisce il classico panetto di burro all'arrivo della lama calda e affilata. Perché biasimare 4 leoni affamati se una mandria di mille bufali non si coalizza per calpestarli?

    Non salveremo NULLA di ciò che amiamo se non andiamo oltre l'etnos. Non salveremo neppure quanto resta dell'etnos.
    Ultima modifica di Elazar; 10-08-11 alle 11:23
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Elazar Visualizza Messaggio
    Tutti rigorosamente lombardi purissimi. Il mio intento non è polemico. Capisco, anche se condivido solo in piccola parte, i discorsi sull'etnos. I disordini inglesi sono tutti di importazione. Le immagini sono eloquenti. Ma chiedo a te e a tutti su questo forum di spiegarmi come potrebbero esistere e come potrebbero avere il potere che hanno le mafie etniche alla CL se l'etnos fosse garanzia sufficiente di rigore morale. Di salute etica di una comunità.

    Se una comunità non mostra intransigenza morale e forza di reazione, costituisce il classico panetto di burro all'arrivo della lama calda e affilata. Perché biasimare 4 leoni affamati se una mandria di mille bufali non si coalizza per calpestarli?

    Non salveremo NULLA di ciò che amiamo se non andiamo oltre l'etnos. Non salveremo neppure quanto resta dell'etnos.
    Certamente lombardi etnici purissimi, ma venduti all'ideologia/teologia romano-mediorientale.

    Volgari traditori, a cui dell'ethnos non importa nulla.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Predefinito Rif: La superiorità morale dei Lombardi

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Certamente lombardi etnici purissimi, ma venduti all'ideologia/teologia romano-mediorientale.

    Volgari traditori, a cui dell'ethnos non importa nulla.
    E lo stesso dicasi delle migliaia di "simpatizzanti" lombardi che si sono venduti per non restare fuori dalla compravendita? Sai, questa cosa la vivo intensamente, perché mentre un sacco di etnici (la stragrande maggioranza) prendeva tessere impresentabili cercando scuse PATETICHE, il povero semipadano emigrava in america per non vendersi a nessuno. Io non sono bello, ma quando passo davanti a uno specchio non ho l'urto di vomito. Loro?

    Perché l'etnos ha ceduto così facilmente? Perché l'intera comunità non ha espresso DISPREZZO per gli imbucati, ma anzi una sorniona simpatia (loro sì che sono furbi).
    Ultima modifica di Elazar; 10-08-11 alle 11:41
    L'occasione fa l'uomo italiano.

  6. #6
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    Predefinito Rif: La superiorità morale dei Lombardi

    Citazione Originariamente Scritto da Elazar Visualizza Messaggio
    Non salveremo NULLA di ciò che amiamo se non andiamo oltre l'etnos. Non salveremo neppure quanto resta dell'etnos.
    Quoto in pieno. Per associazione di idee mi viene in mente una cosa, forse OT ma magari non più di tanto: i primi esempi di democrazia reale, realmente basata sulla sovranità popolare e sul modello contrattuale, vengono da tre paesi, Olanda, Inghilterra e Svizzera, il cui etnos dal punto di vista "razziale" è estremamente composito se si esclude forse l'Olanda, di ceppo prevalentemente germanico, ma la cui storia radicalmente diversa da quella della Germania dimostra la totale prevalenza dei fattori culturali su quelli etnici. E che, non a caso, tutti e tre hanno ricevuto un imprinting fortissimo dal protestantesimo di marca calvinista, quello che abolisce ogni principio di autorità non contrattata, via papa, cardinali, vescovi nonché preti-suore-frati separati dal laicato per sostituirli con un'assemblea di presbiteri (i più anziani, i notabili, sempre non a caso in America questa confessione è denominata presbiteriana) che regge la comunità ecclesiale mediante delega, revocabile in ogni momento, al pastore.
    Ogni confronto con gli stati, paesi o "nationes" di tradizione cattolica è superfluo.

  7. #7
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    Predefinito Rif: La superiorità morale dei Lombardi

    Questo paese infetta i suoi abitanti.

    E comunque ci vogliono guide morali per un popolo, ovviamente non autoreferenziali, il disastro sotto gli occhi di tutti porta parecchia gente a sbracare.

    Questo paese va azzerato e ricostruito solo con chi con i fatti dimostra di volerci stare.



  8. #8
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    Predefinito Rif: La superiorità morale dei Lombardi

    Citazione Originariamente Scritto da Elazar Visualizza Messaggio
    Perché l'etnos ha ceduto così facilmente? Perché l'intera comunità non ha espresso DISPREZZO per gli imbucati, ma anzi una sorniona simpatia (loro sì che sono furbi).
    È questo il punto. Perché in Padania si è verificato questo fenomeno, che getta la nostra gente nel disonore e nel discredito?

    Non ho una risposta.

    Mi limito a osservare che la Gallia Cisalpina è stata l'ultima terra a essere sottomesssa, fra quelle cadute dotto la dominazione romana, e che ha subito la peggiore forma di ritorsione, militare e non solo.
    Inoltre l'opera nefasta della roma dei cesari è stata continuata dalla roma dei papi, sotto diverse fattezze esteriori ma la medesima sostanza.

    Qui da noi - e questo, forse, ci connota in senso particolarmente negativo - il campanilismo condiziona pesantemente l'agire della gente, nel quadro del classico e romanissimo divide et impera.
    Ultima modifica di Eridano; 10-08-11 alle 13:23
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #9
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    Predefinito Rif: La superiorità morale dei Lombardi

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Questo paese infetta i suoi abitanti.

    E comunque ci vogliono guide morali per un popolo, ovviamente non autoreferenziali, il disastro sotto gli occhi di tutti porta parecchia gente a sbracare.

    Questo paese va azzerato e ricostruito solo con chi con i fatti dimostra di volerci stare.
    L'italia va azzerata e non ricostruita.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #10
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    Predefinito Rif: La superiorità morale dei Lombardi

    Eridano, da parte mia non è certo campanilismo. Da parte mia è autodeterminazione verso sciamanesimo. È Miglio verso bossi.

    La riscossa può venire solo dal basso, da una sommossa prepolitica di individui e comunità. Questa sommossa dev'essere culturale e non deve assoggettare manu militari ma unire spontaneamente come un contratto bilaterale, mutuamente vantaggioso.

    Il nazionalismo è il nostro nemico, non il nostro alleato. Miglio lo capì dai primi anni 80. Ora, a dieci anni dalla sua morte, tocca a noi.
    L'occasione fa l'uomo italiano.

 

 
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