Scritto da Francesco Carbone
01 Luglio 2009
Se i mercati azionari sembrano essersi stabilizzati al di sotto dei massimi di maggio in attesa di nuovi eventi, il mercato valutario continua a essere in fermento, mosso da una guerra tra valute dalla quale non si riesce a fuggire.
Gli operatori di tutto il mondo continuano a essere confusi e disorientati in mezzo a una gestione del denaro che a monte continua a essere precaria e arraffazzonata. La vera instabilità dei mercati ritorna quindi a spostarsi sulle valute e a concentrarsi su una nuova debolezza del dollaro che condiziona e influenza ogni altro asset finanziario e bene reale.
E' un circolo vizioso senza uscita quello in cui da tempo è entrato questo sistema economico impostato sulla gestione centralizzata del denaro e sul monopolio statale dello stesso. Eppure in Legge Legislazione e Libertà, un libro splendidamente critico della società moderna e della forma democratica che già cominciava a mostrare i primi forti segnali di decadenza, Hayek scriveva già negli anni settanta:
"Sono giunto alla ferma convinzione che un sistema economico libero non potrà funzionare efficacemente, né si potranno abolire i suoi difetti peggiori o arginare la continua crescita del governo, se non si toglie al governo stesso il monopolio sull'emissione di moneta... Questa metà mi appare così importante che credo sarebbe essenziale alla costituzione d'un popolo libero sancire un tale principio, con qualche clausola speciale del tipo: 'Il Parlamento non permetterà ad alcuna legge di violare il diritto di chiunque di tenere, comprare, vendere o dare a prestito, stipulare e far rispettare i contratti, calcolare e tenere i propri bilanci, nel tipo di moneta da lui preferito'." (pag 523, prima edizione EST).
Hayek aveva identificato il problema oltre trenta anni fa, gli esperti di oggi non riescono neanche ad percepirne le cause più prossime. Tutto si è detto e si è scritto infatti sulla crisi del 2008 tranne che essa è di fatto, e con pochi dubbi, alla luce di un'analisi critica omnicomprensiva del processo economico, il risultato di un sistema monetario, sia locale che globale, difettoso e giunto alla resa dei conti.
Un sistema fondato sul monopolio di emissione che inevitabilmente ha causato gravi distorsioni nella struttura produttiva o del capitale, con ripercussioni ed effetti molteplici che abbiamo cercato di esaminare nei nostri due libri fin qua pubblicati: Prevedibile e Inevitabile e Inflazione Malattia Primaria.
Nessun provvedimento fino ad oggi attuato, nessun apparente dibattito istituzionale e nessuna soluzione presa in considerazione, hanno messo in discussione la fallacia economica più importante e delicata sulla quale poggia l'intero edificio teorico e pratico dell'economia mondiale odierna.
Si va pertanto avanti a tentativi, con un cerchio alla ruota e uno alla botte, sperando di rimandare ancora di qualche anno un problema che invece di anno in anno vede gli interessi sul costo da pagare aumentare in maniera composta secondo una escalation esponenziale.
E' difficile oggi poter individuare una nuova bolla in grado di dare gli ultimi soffi vitali a delle economie oramai consunte e incartapecorite. E' questo il motivo che ci spinge a pensare oggi, a differenza del 2003, che non ci potrà essere un altro miniciclo economico espansivo alimentato dalla falsificazione istituzionale del denaro.
L'obiettivo della stessa, difficilmente configurabile come inintezionale, continua ad essere anche oggi il trasferimento di ricchezza verso le solite classi privilegiate in una lenta ma inesorabile spoliazione di benessere e libertà per la maggior parte della popolazione.
http://www.usemlab.com/index.php?opt...omia&Itemid=51




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