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  1. #1
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    Predefinito Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    Ancora non era certo il numero delle vittime, il sangue ancora caldo versava a terra, ancora molti ragazzi per sfuggire alla furia omicida erano nascosti e molti corpi dovevano ancora essere recuperati. Dicevo, ancora niente era chiaro, erano passate solo poche ore e nessuna rivendicazione era arrivata, eppure Il Giornale titolava in prima pagina “Sono sempre loro. Ci attaccano”. Loro sono gli islamici. Il “Ci” sta per noi, vittime inermi di una guerra che i fanatici islamici stanno portando avanti contro l’occidente e il mondo libero. Ci stanno attaccando.

    Implicitamente diceva: dobbiamo difenderci da questa aggressione, dobbiamo far qualcosa. Una prima pagina sbagliata per almeno tre ragioni: sbagliata tecnicamente perché riporta una notizia falsa; una prima pagina sbagliata deontologicamente perché non assolve al compito del giornalista di spiegare e verificare le fonti; una prima pagina sbagliata perché incita all’odio e riproduce lo stereotipo dell’Islam come una religione dell’odio.

    In quella prima pagina (in parte ritirata quando dopo solo poche ore si è capito cosa effettivamente era successo e dunque, a seconda delle zone di distribuzione, il Giornale si presentava con due prime pagine diverse) vi è un editoriale dell’onorevole Fiamma Nirenstein, colmo d’odio e disprezzo verso l’Islam. Un editoriale (in parte anch’esso corretto nella nuova copertina, quando si era capito che non era stata la furia ceca del fondamentalismo islamico, ma di quello cristiano a compiere gli attentati) che esordisce dando per scontato che siano stati i fondamentalisti islamici a scatenare l’inferno nella pacifica Norvegia: “Non ha nessuna importanza se sia stato a causa delle vignette su Maometto riprese anche in Norvegia nel 2006 dal giornale danese che primo le pubblicò o a causa della presenza di un piccolo contingente in Afghanistan e uno ancora minore in Libia….”. Non importano le ragioni, sostiene indignata l’onorevole Nirenstein, ciò che importa è che la guerra dell’Islamismo contro la nostra civiltà è feroce e aggressiva ed è diretta contro noi tutti. Poco più avanti aggiunge ancora: “Mentre da parte nostra diventa sempre più grande la difficoltà ad accettare che una vasta fetta della popolazione mondiale possa non volerci bene, e non per ragioni sociali o economiche ma per ragioni di ideologia, non per reazione a un nostro eventuale comportamento riprovevole ma per rifiuto del nostro stesso modo di esistere…”.

    Parlare, in riferimento a quegli attentati, di guerra dell’Islamismo è da irresponsabili e significa gettare benzina sul fuoco; significa contribuire a creare quel clima d’odio che, nelle mente più feroci, può “culturalmente” giustificare azioni simili. Breivik non ha agito in preda ad un raptus omicida, ma in base ad un pensiero razionale che ha portato avanti per anni e che ha messo nero su bianco su 1500 pagine (in buona parte frutto di citazioni). Era lucidissimo mentre in maniera spietata giustiziava i ragazzini inermi. Portava avanti un chiaro progetto ideologico/politico: non si sente in colpa per ciò che ha fatto ma lo ritiene necessario, per quanto atroce. Ripeto: era una lucida follia la sua. Breivik vuole essere un templare, un cavaliere e riconduce alla Bibbia il fondamento della sua azione criminale e parla del cristianesimo come identità culturale obbligatoria per tutti i paesi d’Europa.

    A nessuno, però, nel mondo occidentale, leggendo le sue deliranti ragioni, verrebbe in mente di credere che Breivik sia un buon cristiano. Il cristianesimo è una religione dell’amore, ci ripetiamo continuamente. Allo stesso modo e seguendo lo stesso ragionamento, a nessuno dovrebbe venire in mente di parlare di bin Laden come di un buon islamico, eppure i nostri giornali quasi ogni giorno lo fanno. Breivik sta al cristianesimo quanto bin Laden sta all’Islam. Ovvero nulla. Oppure tutto, dipende dal punto di vista e da come lo si presenta. Se l’attentatore fosse stato islamico la religione sarebbe stato tutto, ma l’attentantore è cristiano e allora la religione non conta nulla.

    Eppure la prima pagina del Giornale e le parole gonfie d’odio dell’onorevole Fiamma Nirenstein non sono né un bell’esempio di giornalismo, né di analisi o voglia di capire, ma un triste esempio di editoriale violento atto ad aizzare gli animi. Il compito del giornalismo è quello di raccontare, provare a capire o magari fare qualche domanda e azzardare qualche previsione, ma non attaccare qualcuno pregiudizialmente identificato come il nemico. È questo odio che genera mostri. È questo odio che fa da substrato culturale alla lucida follia di un esaltato che crede di combattere per una giusta causa. Perché in fondo, questi editoriali violenti ci dicono, contro l’Islam il buonismo non paga. Così titolava Libero l’indomani della strage. E così avrà pensato Breivik.

    Stragi nordiche e distorsioni sudicie. Il caso dell’editoriale Nirenstein | Informare per Resistere
    Le uniche battaglie perse sono quelle che non si combattono. Ernesto Che Guevara

  2. #2
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    Predefinito Rif: Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    E che dire... se il nordico ultimo dei templari andava a lampedusa e faceva strage di mille profughi libici tunisini chiusi nei recinti lo esaltavano come un eroe di tutti i tempi.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    L'articolo dice cose giuste. Ma se Breivik avesse attaccato musulmani invece di norvegesi, e ce ne fossero stati 1000 di "cristiani" come lui, qualche astio musulmano nei confronti dei cristiani veri si potrebbe anche capire. E magari anche qualche pregiudizio.
    Ultima modifica di Patto; 27-07-11 alle 21:09

  4. #4
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    Predefinito Rif: Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    eccoli i soliti sudicioni di casa Nanucescu


  5. #5
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    Predefinito Rif: Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    Citazione Originariamente Scritto da Giacomo79 Visualizza Messaggio
    Ancora non era certo il numero delle vittime, il sangue ancora caldo versava a terra, ancora molti ragazzi per sfuggire alla furia omicida erano nascosti e molti corpi dovevano ancora essere recuperati. Dicevo, ancora niente era chiaro, erano passate solo poche ore e nessuna rivendicazione era arrivata, eppure Il Giornale titolava in prima pagina “Sono sempre loro. Ci attaccano”. Loro sono gli islamici. Il “Ci” sta per noi, vittime inermi di una guerra che i fanatici islamici stanno portando avanti contro l’occidente e il mondo libero. Ci stanno attaccando.

    Implicitamente diceva: dobbiamo difenderci da questa aggressione, dobbiamo far qualcosa. Una prima pagina sbagliata per almeno tre ragioni: sbagliata tecnicamente perché riporta una notizia falsa; una prima pagina sbagliata deontologicamente perché non assolve al compito del giornalista di spiegare e verificare le fonti; una prima pagina sbagliata perché incita all’odio e riproduce lo stereotipo dell’Islam come una religione dell’odio.

    In quella prima pagina (in parte ritirata quando dopo solo poche ore si è capito cosa effettivamente era successo e dunque, a seconda delle zone di distribuzione, il Giornale si presentava con due prime pagine diverse) vi è un editoriale dell’onorevole Fiamma Nirenstein, colmo d’odio e disprezzo verso l’Islam. Un editoriale (in parte anch’esso corretto nella nuova copertina, quando si era capito che non era stata la furia ceca del fondamentalismo islamico, ma di quello cristiano a compiere gli attentati) che esordisce dando per scontato che siano stati i fondamentalisti islamici a scatenare l’inferno nella pacifica Norvegia: “Non ha nessuna importanza se sia stato a causa delle vignette su Maometto riprese anche in Norvegia nel 2006 dal giornale danese che primo le pubblicò o a causa della presenza di un piccolo contingente in Afghanistan e uno ancora minore in Libia….”. Non importano le ragioni, sostiene indignata l’onorevole Nirenstein, ciò che importa è che la guerra dell’Islamismo contro la nostra civiltà è feroce e aggressiva ed è diretta contro noi tutti. Poco più avanti aggiunge ancora: “Mentre da parte nostra diventa sempre più grande la difficoltà ad accettare che una vasta fetta della popolazione mondiale possa non volerci bene, e non per ragioni sociali o economiche ma per ragioni di ideologia, non per reazione a un nostro eventuale comportamento riprovevole ma per rifiuto del nostro stesso modo di esistere…”.

    Parlare, in riferimento a quegli attentati, di guerra dell’Islamismo è da irresponsabili e significa gettare benzina sul fuoco; significa contribuire a creare quel clima d’odio che, nelle mente più feroci, può “culturalmente” giustificare azioni simili. Breivik non ha agito in preda ad un raptus omicida, ma in base ad un pensiero razionale che ha portato avanti per anni e che ha messo nero su bianco su 1500 pagine (in buona parte frutto di citazioni). Era lucidissimo mentre in maniera spietata giustiziava i ragazzini inermi. Portava avanti un chiaro progetto ideologico/politico: non si sente in colpa per ciò che ha fatto ma lo ritiene necessario, per quanto atroce. Ripeto: era una lucida follia la sua. Breivik vuole essere un templare, un cavaliere e riconduce alla Bibbia il fondamento della sua azione criminale e parla del cristianesimo come identità culturale obbligatoria per tutti i paesi d’Europa.

    A nessuno, però, nel mondo occidentale, leggendo le sue deliranti ragioni, verrebbe in mente di credere che Breivik sia un buon cristiano. Il cristianesimo è una religione dell’amore, ci ripetiamo continuamente. Allo stesso modo e seguendo lo stesso ragionamento, a nessuno dovrebbe venire in mente di parlare di bin Laden come di un buon islamico, eppure i nostri giornali quasi ogni giorno lo fanno. Breivik sta al cristianesimo quanto bin Laden sta all’Islam. Ovvero nulla. Oppure tutto, dipende dal punto di vista e da come lo si presenta. Se l’attentatore fosse stato islamico la religione sarebbe stato tutto, ma l’attentantore è cristiano e allora la religione non conta nulla.

    Eppure la prima pagina del Giornale e le parole gonfie d’odio dell’onorevole Fiamma Nirenstein non sono né un bell’esempio di giornalismo, né di analisi o voglia di capire, ma un triste esempio di editoriale violento atto ad aizzare gli animi. Il compito del giornalismo è quello di raccontare, provare a capire o magari fare qualche domanda e azzardare qualche previsione, ma non attaccare qualcuno pregiudizialmente identificato come il nemico. È questo odio che genera mostri. È questo odio che fa da substrato culturale alla lucida follia di un esaltato che crede di combattere per una giusta causa. Perché in fondo, questi editoriali violenti ci dicono, contro l’Islam il buonismo non paga. Così titolava Libero l’indomani della strage. E così avrà pensato Breivik.

    Stragi nordiche e distorsioni sudicie. Il caso dell’editoriale Nirenstein | Informare per Resistere
    E' un esempio chiaro di come qualcuno abbia venduto la pelle dell'orso prima ancora di averlo accoppato, salvo ammazzare poi un animale completamente diverso. Articoli come quelli a cui fai riferimento dimostrano - nello specifico - malafede, ignoranza e falsità pregiudiziale nella descrizione delle cause dell'evento. Certi giornalisti dovrebbero vegognarsi di aver scritto simili monnezze. hefico: :gluglu:
    Ultima modifica di Scipione; 27-07-11 alle 21:17
    Dall'Alpe alle Piramidi
    dal Manzanarre al Reno
    va l'aspro odor de i vini
    l'anime a rallegrar

  6. #6
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    Predefinito Rif: Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    Sono sempre loro pur avendo avuto un pomeriggio intero per farsene una ragione del cristiano biondo, ultimo dei templari, responsabile della strage..Veramente una banda di coglioni..roba da far sequestrare e chiudere e sequestrare all'istante il loro quotidiano per diffusione di notizie palesemente false e pericolo sociale annesso..t

  7. #7
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    Predefinito Rif: Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    Citazione Originariamente Scritto da Gianantonio Visualizza Messaggio
    E' un esempio chiaro di come qualcuno abbia venduto la pelle dell'orso prima ancora di averlo accoppato, salvo ammazzare poi un animale completamente diverso. Articoli come quelli a cui fai riferimento dimostrano - nello specifico - malafede, ignoranza e falsità pregiudiziale nella descrizione delle cause dell'evento. Certi giornalisti dovrebbero vegognarsi di aver scritto simili monnezze. hefico: :gluglu:
    Non so se hai notato in basso a destra il pezzo sulle stangate della sinistra, dopo la finanziaria rapina varata dal PDL. La vergogna è una parola che per i giornalisti del giornale non ha nessun significato.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    Citazione Originariamente Scritto da Gianantonio Visualizza Messaggio
    E' un esempio chiaro di come qualcuno abbia venduto la pelle dell'orso prima ancora di averlo accoppato, salvo ammazzare poi un animale completamente diverso. Articoli come quelli a cui fai riferimento dimostrano - nello specifico - malafede, ignoranza e falsità pregiudiziale nella descrizione delle cause dell'evento. Certi giornalisti dovrebbero vegognarsi di aver scritto simili monnezze. hefico: :gluglu:
    Dovrebbero vergognarsi E BASTA!

    Con tutto quello che hanno scritto in tempi vari...

  9. #9
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    Predefinito Rif: Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    Patto non hai capito una mazza ...bravo....


    tu ne fai una questione di numeri, tu dici dato hce i musulmani ammazzano cristiani con le bombe (che e' una cazzata perche' nella maggior parte dei casi ammazzano altri musulmani) e sono milioni che lo fanno , non potranno mai pareggiare 1 solo cristiano che diventa terrorista.

    e' un discorso che non sta ne' in cielo ne' in terra, perche' anche i musulmani terroristi sono poche centinaia (poche migliaia inclusi tutti i millantatori) su 1 MILIARDO E 200 MILIONI...... (i sicari della mafia sono piu' o meno lo stesso numero su una popolazione italiana di 60 milioni , cosa si dovrebbe dire allora sugli italiani????)
    quindi il discroso non sta in piedi.....semplicemente la crociata contro l'islam che parte si da qualche fenonmeno di terrorismo (finanziato sempre dalle elite che cercano lo scontro e che va benissimo anche all'occidnete quindi non e' un fenomeno popolare assolutamente, di popolare ha solo l'ignorNZA e la disperazione degli esecutori materiali, due cose che in altri paesi sono piu' comuni che non in occidente) e' la nuova grande arma di distrazione di massa, il grande capro espiatorio che non si era visto cosi' dai tempi degli ebrei di hitler....... il piu' delle volte e' servito negli usa per giustificare investimenti mostruosi e far contente delle lobby, in altri paesi per fomentare solo degli estremismi minoritari, in paesi ocme l'italia dove non c'e' democrazia, la si e' usata come perfetta arma di distrazione per far si' che il popolo ignorante non dia resposnaiblita' del declino a se stessdo e alla politica ma a qualcun altro e infatti in italia ha funzionato perfettamente, ci sono almeno un terzo della popolazione (nelle zone dove la lega spopola molto di piu') piegate a questo razzismo eugenetico che si era visto solo ai tempi dei nazisti...;
    'unica differenza che i nazizti passavano alle vie di fatto, gli italiani che non hanno nemmeno le palle di fare quello, si fermano prima e arretrano come quel codardo di borghezio

  10. #10
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    Predefinito Rif: Stragi nordiche e distorsioni sudicie

    La diffusione di notizie palesemente false e pericolose politicamente e socialmente mi sembra sia un grave reato ... Speriamo che la magistratura apra un'indagine e imponga la chiusura forzata di questo giornale di merda.

 

 
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