Il contribuente può indicare a chi devolvere la sua quota dell’8 per mille dell’IRPEF. Quello che non molti sanno è che chi non dà alcuna indicazione vede la sua quota versata ai soggetti ammessi, ed elencati in fondo al modulo di dichiarazione dei redditi, in modo proporzionale alle preferenze che altri (e non lui) hanno espresso. In altre parole, chi non ha indicato alcuna scelta, vede la sua quota devoluta a soggetti per i quali può anche provare la massima repulsione o diffidenza. E’ questo uno dei tanti imbrogli italiani, consumato ai danni di milioni di persone alle quali viene negata una corretta informazione su cosa si fa dei loro quattrini.
E’ avvenuto così che negli ultimi anni la chiesa cattolica, pur avendo ottenuto indicazioni corrispondenti a circa il 30% del totale, sia riuscita ad accapararsi quasi il 90% dell’ammontare totale dell’8 per mille dell’IRPEF (circa 1 miliardo di euro, invece di circa 300 milioni di euro che le spetterebbero effettivamente): inoltre, per le somme percepite, la CEI presenta un rendiconto a carattere informativo, non soggetto ad alcun controllo da parte dell'autorità statale.
A tal fine è stata ed è ulteriormente aiutata dalla del tutto inesistente opera di divulgazione e propaganda che lo Stato italiano ha fatto e fa in favore della propria quota dell’8 per mille (della quale, occorre ancora ricordare, il 40% circa veniva destinato mediamente ad interventi destinati ai beni culturali riferiti al culto cattolico); questa latitanza dello Stato si contrappone alla martellante propaganda che la Chiesa cattolica ha fatto e fa sempre più attivamente, con vere e proprie campagne pubblicitarie, che incidono per circa l’1% dei ricavi (circa 10 milioni di euro), in favore della propria quota dell’8 per mille.
Lo Stato, per legge, può destinare il proprio 8 per mille alle seguenti attività: conservazione di beni culturali, calamità naturali, fame nel mondo, assistenza ai rifugiati.
•La maggior parte dei fondi assegnati al capitolo “Beni culturali” (oltre il 60%) sono finalizzati in realtà a restauri e interventi in favore di immobili ecclesiastici. Opere che avrebbero tutte le carte in regola per usufruire della quota dell’8 per mille destinati alla Chiesa cattolica, col suo apposito fondo “edilizia di culto”.
•Anche al capitolo “Calamità naturali” vi è la preponderanza di parrocchie e monasteri, mentre le priorità dovrebbero essere “progetti presentati da enti territoriali”, non ecclesiastici.
•Per quel che riguarda il capitolo “Fame nel mondo”, viene stanziato circa il 2 per cento del totale.
•Infine vi è il capitolo “Assistenza ai rifugiati”, al quale viene destinato circa il 5 per cento del totale.