Berlusconi: «Sì alla tassa di solidarietà»
Berlusconi: aggredire i costi della politica
Tagli di 6 miliardi ai ministeri e 15 misure anti-sprechi Bossi: «Sulle pensioni prevarrà la linea della saggezza»
MILANO - Berlusconi punta ai costi della politica. E conferma la tassa di solidarietà dai redditi superiori ai 90mila euro. Il presidente del Consiglio, impegnato nell'incontro con le parti sociali che ha preceduto il Consiglio dei Ministri di venerdì sera, ha anticipato i punti salienti della nuova manovra allo studio per far fronte alla crisi dei mercati: «Aggrediremo i costi della politica con 14-15 misure», ha annunciato il premier. Inoltre, ci sarà un taglio di 6 miliardi ai ministeri nel 2012 e di 2,5 per il 2013.
LE CIFRE DI BERLUSCONI - L'obiettivo del governo, ribadito dal Cavaliere, è ottenere altri «20 miliardi per il 2012 e 25 miliardi nel 2013». Perché, come spiegato nuovamente da Berlusconi, la Bce ha preteso l'anticipo del pareggio di bilancio. Non lo riteneva «congruo» nel 2014, e così «mi ha chiamato chiedendo di anticipare. Da qui la decisione di annunciare il pareggio nel 2013».
LA LINEA «SAGGIA» DI BOSSI - Secondo Bossi, invece, «c'è una linea della saggezza» che alla fine prevarrà. Si parla di pensioni, il bastione che la Lega non ha alcuna intenzione di consegnare alla mannaia dei tagli allo studio in questi giorni. Il momento nevralgico è il consiglio dei ministri di venerdì sera. «Se vai in giro per la città, anche qui a Roma - ha aggiunto il senatur lasciando intendere che non saranno toccate le pensioni più basse - trovi dei poveracci anche vecchietti, che vanno a rubare nei grandi magazzini la bottiglietta o il pezzo di pane perché non hanno da mangiare. Che fai? - continua - gli togli anche la pensione? Vedrete - ha concluso - che passerà la linea della saggezza».
L'ASSE CON TREMONTI - Dell'amicizia tra il leader del carroccio e Tremonti nessuno dubita. Ma negli ultimi giorni, visti i tentennamenti di fronte ai provvedimenti chiesti dall'Europa per far fronte alla crisi e alla sponda offerta dal titolare dell'Economia, più di un osservatore (anche tra gli alleati di governo) ha insinuato l'esistenza di un asse tra il ministro e la Lega per far cadere il governo. Tesi smentita da Bossi con un tocco di vaghezza ironica: «Eh, i politici, a furia di star vicino ai giornalisti...» Per poi aggiungere: «C'è qualcuno che dà fuori la mancia per far dire che c'è un asse per far cadere il governo. Una volta si scrivevano le cose che avvenivano. Adesso si inventa».
Redazione online
12 agosto 2011 13:11
Berlusconi: aggredire i costi della politica - Corriere della Sera




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repapelle:
