"Da quando sei il segretario, mi fa schifo entrare al Cral. Hai anche avuto il coraggio di presentare il tuo compagno". E' stato questo l'ultimo di una serie di insulti omofobi che
una sindacalista della Cgil avrebbe rivolto al segretario del Cral del Comune di Milano, Giampaolo Liuzzo. Solo uno dei tanti, perchá, come riferisce Liuzzo a Omnimilano, "quella persona
andava in giro a chiamarmi culattone e frocio", e facendo continui riferimenti al mio orientamento sessuale.
Liuzzo, 41 anni, che 20 giorni fa ha sposato in Canada il compagno, ha chiesto l'espulsione della sindacalista dal Cral. I fatti risalgono al mese di aprile, ma Liuzzo ha deciso di renderli noti solo adesso, dopo che tutti i consiglieri del Cral e i segretari di categoria della Cgil sono stati informati della vicenda.
"Quello che mi ha stupito di più è il fatto che
nella Cgil non ci sia stata nessuna presa di posizione, nessuna condanna di questo comportamento omofobo", dice Liuzzo. "Quella persona, R.S., della vecchia guardia della Cgil, è andata in giro a dire alla gente che il Cral aveva un segretario 'culattone'. Me lo hanno riferito varie persone. Gli epiteti che usava erano sempre gli stessi", racconta ancora il 41enne, presidente di una Onlus che si occupa di malattie sessualmente trasmesse, oltre che storico militante Glbt. "Il colmo è stato ai primi di aprile, quando R.S. è entrata nel mio ufficio, alla Camera del lavoro, dicendo:
'Da quando ci sei tu, mi fa schifo entrare qui dentro".
La reazione di Liuzzo e del compagno è immediata. Viene presentata ufficialmente al Cral una richiesta di espulsione della donna. In un primo momento - è l'11 aprile - il consiglio decide di accogliere la richiesta, sospendendola. "Ma il 29 giugno - spiega Liuzzo - la sindacalista è stata reintegrata, perché deve poter fornire una sua versione dei fatti. Ora il consiglio si riunirà nuovamente a settembre". Una prima versione dei fatti, in realtà, l'ha fornita già ad aprile, quando, in una lettera resa nota dal segretario del Cral, aveva fatto una parziale retromarcia: "Il diritto alla diversità e il suo riconoscimento fanno parte, da sempre, del mio modo di pensare, del mio bagaglio culturale e delle mie convinzioni politiche - scriveva R.S. - Se poi, in alcune circostanze o in un momento di particolare concitazione, mi sono lasciata andare ad affermazioni o ad esclamazioni che possono essere state interpretate o ritenute offensive rispetto all'orientamento sessuale del sig. Liuzzo, vi prego di considerarle come
un momento di mia alterazione e debolezza, 
ostridicolo: di cui chiedo scusa".
Una spiegazione che, però, non basta al segretario: "Il sindacato ha occultato tutto. Ho segnalato il caso a vari segretari di categoria, ma nessuno ha accolto il mio appello.
Mi è stato risposto che certe persone non si possono buttare fuori. Ma sono proprio queste persone che sporcano il lavoro di chi si batte per i diritti delle minoranze". "Ho sempre combattuto per i diritti della popolazione GLBT - sottolinea ancora Liuzzo - ma è la prima volta che una cosa del genere capita a me direttamente. E' veramente degradante e umilante".
"Sei un culattone". Nei guai sindacalista della Cgil - Affaritaliani.it