"Lettera aperta al Presidente del Consiglio"
Domenica 21.08.2011 14:00


Mariella Alberini

Signor Presidente dottor Silvio Berlusconi,

la rubrica "Visto da lei", come forse ricorderà, già per 7 anni su Il Giornale, 6 su Libero e da circa un anno su Affaritaliani.it, raccoglie da mesi un flusso di migliaia di lettori che esprimono il loro accorato punto di vista sulla situazione politica nazionale. Tutti deprecano che all'inizio dell'attuale, plebiscitario mandato, quando il Suo Governo aveva una maggioranza schiacciante, Lei non abbia attuato le riforme promesse. Gli Italiani che mi seguono sostengono che le riforme, attuate all'inizio della legislatura, avrebbero avuto il vantaggio di essere collaudate lungo l'arco del Suo mandato, in modo da avere risultati concreti e ciò non è accaduto. Se fosse stato fatto, oggi gli Italiani non dovrebbero subire pesantissimi provvedimenti raffazzonati che, comunque, depauperano doppiamente le loro tasche già salassate dalla crisi. Non si vedono sostanziali tagli ai costi di una politica che ci ha ridotti in questo stato e continua a dilagare inarginabile. Nessuno crede nel taglio di poche Province, le quali, per qualche provvidenziale escamotage tra le righe, continueranno a rimanere in vita. Per lo sbandierato taglio di 54000 poltrone (perché SOLO 54000???), i nostri lettori credono soltanto all'eliminazione di qualche sgabello periferico di poco conto. E si domandano perché insieme alla riduzione delle Province non sia stato attuata una drastica diminuzione del numero dei Parlamentari. E, invece, il Governo si sia accontentato di raddoppiare a questi ricchi politicanti solo la tassa di solidarietà.

Dispiace pensare al Suo sincero dolore di aver dovuto depauperare il popolo che per 15 anni l'ha sostenuta con fiducia. Mi scrivono che in democrazia sia necessario anche coraggio perché il coraggio paga, ma finora questo Governo di coraggio non ne ha avuto. E si è ridotto a essere condizionato dalle pressioni dell' Unione Europea rinunciando a una sovranità nazionale che avrebbe dovuto difendere prevenendo fronda e silurate esterne.
Caro Presidente, il popolo piange anche per lettera. Non accetta più i balletti variopinti della politica. Il popolo non vuole più votare per nessun partito. Detesta destra, sinistra e soprattutto il centro, ricovero di avanzi senza bussola e senza costrutto. Mi è sembrato giusto portarLa a conoscenza del succo delle lettere che la rubrica riceve sperando ciò possa giovare agli Italiani e al nostro Paese. Il quale non merita di essere sempre sacrificato alla misera bottega di questa politica. Forse potrebbe giovare io Le portassi di persona la documentazione scritta degli Italiani che mi seguono e reclamano a tamburo battente una manifestazione oceanica entro settembre per testimoniare la loro resistenza. Se quando si trova ad Arcore o a Milano, a nome di migliaia di lettori, volesse ascoltarmi, Marinella e il Suo Staff, da anni, conoscono il mio indirizzo, numero di cellulare e telefono a Milano, la mia base di residenza e di lavoro.

Con i più cordiali saluti e auguri
Mariella Alberini Quarenghi Berzi
"Lettera aperta al Presidente del Consiglio" - Affaritaliani.it