Ieri ero al mare con mio figlio, vicino a noi si insedia un padre con tre bambini, uno nuovo, mai visto in quel lido. Dico a mio figlio di proporre ai nuovi arrivati qualche gioco. Lui si avvicina e inizia "venite sugli scogli a pescare i granchi?" risposta "no", "facciamo una battaglia con i gormiti?" "no", "venite al mercatino dei bimbi?" "no". Al che mi guarda con la faccia sconsolata e io gli faccio cenno di lasciar perdere. Il padre dei tre bambini nel frattempo era rimasto completamente indifferente, neanche un tentativo di incoraggiare i figli a fare nuove amicizie, anzi, sembrava quasi seccato dall'insistenza di mio figlio. Difatti, non appena questo si allontana, l'uomo inizia "allora ragazzi, che vogliamo fare? un bel bagno? eh, oppure volete prima mangiare qualcosa, su forza, questa è una giornata dedicata a voi, sono qui per voi".
Io rimango sorpreso da questa esternazione un po' artefatta e inizio a farmi viaggi sul personaggio: che tipo è, cosa fa, forse è divorziato, ma perché i suoi figli sono così tristi?
Ad un certo punto, mentre ero assorto nei miei pensieri, vedo che il tizio, uno spilungone sulla cinquantina colla faccia da secchione, raccoglie i figli attorno a sé ed inizia a leggere loro l'editoriale del Sole24 ore, sottolineandone i passaggi più significativi (a suo dire) con frasi tipo "eh, molto bella questa cosa", "bel pensiero", "tutto molto vero", mentre i bambini annuivano annoiati per compiacere l'uomo che "era lì per loro".




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