IMMIGRATI, IN CALO IL FENOMENO DELL'INFIBULAZIONE: -30% - Clandestinoweb: sondaggi politici, elettorali. Il sondaggio politico elettorale che fa opinioneIMMIGRATI, IN CALO IL FENOMENO DELL'INFIBULAZIONE: -30%
lunedì 22 agosto 2011
L'infibulazione e' un fenomeno in calo, almeno tra le donne immigrate. "Sempre piu' migranti si oppongono alla pratica tradizionale e anzi desiderano cancellare i segni del trauma subito attraverso un procedimento di deinfibulazione". Lo afferma Annamaria Fantauzzi, docente di Antropologia Medica e Culturale all'universita' di Torino, ricercatrice in Etnopsichiatria all'Ehess-Parigi e responsabile nazionale dell'Avis, in un intervento sulle mutilazioni genitali femminili in rapporto a religione ed etica pubblica contenuto nel volume appena uscito a cura di Simona Scotti e Margarita Za'rate Vidal "Etica pubblica e religioni" (Polistampa).
La studiosa cita i risultati di un'indagine condotta nel 2009 dal ministero delle Pari opportunita' su un campione di donne residenti in Italia e provenienti dall'Africa e dai paesi "a tradizione escissoria", dalla quale risulta che lo scarto tra madri e figlie vittime del fenomeno e' pari a circa il 30 per cento in meno.
"Se la mutilazione - spiega Fantauzzi - persiste nelle migranti di prima generazione come adesione a una tradizione atavica, nelle loro figlie e nipoti viene vissuta e considerata come una forma di violenza e di invasione nella propria intimita', verso la quale lottare e difendersi". Il ruolo delle discendenti dei migranti diventa percio' centrale nella lotta a queste pratiche. "Accanto alle associazioni e organizzazioni che lottano per la difesa dei diritti umani, della donna e del bambino -sottolinea la ricercatrice -, sono proprio loro che promuovono oggi campagne di sensibilizzazione e informazione sulle mutilazioni genitali rivolte alle loro concittadine, convegni e partecipazione a dibattiti pubblici, attivita' di dialogo e cooperazione con i paesi d'origine".




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ostridicolo:
