Da una decina d'anni circa la nostra area politica ha abdicato all'analisi del mondo per come è per puntare all'analisi del mondo come crediamo che sia.
Penso che l'inizio di questa mutazione genetica sia cominciata con l'11 settembre 2001 e tutte le conseguenti teorie ad esso collegate.
Non fraintendetemi: ho grande rispetto per un Maurizio Blondet che spesso e volentieri scrive cose parecchio interessanti. Idem per Thierry Meyssan, che apprezzo tantissimo.
Il problema è che si è sprofondati in un corto-circuito per cui non si guarda al fatto concreto, ma a presunte forze oscure che muovono questo fatto.
Stesso discorso di prima: non sto dicendo che tutta la letteratura sul Bilderberg Club sia da cestinare, anzi. Ma incentrare tutta la propria elaborazione su una riunione di 3 giorni in riva a un lago per me è quantomeno riduttivo.
La vicenda libica e in generale tutto quel che sta accadendo nel mondo in queste ultime settimane (crisi economica in testa) dimostra l'esatto contrario: che non esiste alcun piano di forze oscure che indirizzano i destini dell'umanità, ma che viceversa viviamo un'epoca di caos e anarchia globale in cui tutti gli attori navigano a vista.
Con una differenza sostanziale: che c'è chi il caos della Modernità l'ha contribuito a forgiare e plasmare secondo le proprie categorie, e pertanto vi si sa muovere, indirizzando il suddetto caos a proprio vantaggio




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