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    Arrow L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    L'Italia unita? Meglio con i Borbone!
    La provocazione nell'ultimo saggio dello storico inglese David Gilmour : " Il Diritto al Sud era superiore a quello piemontese. Peccato non sia nato uno Stato Federale. Forse ora ci sarebbero meno problemi".

    PARTITO DEL SUD - Blog: L'Italia unita? Meglio con i Borbone!


    di Roberto Bertinetti


    Da tempo l'Italia è oggetto delle indagini di David Gilmour, tra i migliori storici britannici che nel 1988 dedicò una biografia a Giuseppe Tommasi di Lampedusa. Il passato e il presente della penisola sono al centro di The Pursuit of Italy (La ricerca dell'Italia), saggio uscito a Londra per Allen Lane in cui si esaltano le differenze tra le diverse regioni. "La cultura italiana è cresciuta nel corso dei secoli grazie alla rivalità tra comuni vicini" afferma deciso. E a sostegno della sua tesi cita il caso di Siena, "dove i governanti decisero di oscurare la gloria di Firenze costruendo la più grande cattedrale della cristianità e in virtù dell'obiettivo che si erano dati crearono le condizioni per uno sviluppo altrimenti impensabile".

    Quindi a suo avviso non è corretto parlare di comune identità italiana, almeno sotto il profilo culturale?

    "Per fortuna non esiste niente del genere. Credo che la pluralità costituisca il punto di forza della cultura italiana. E' evidente a tutti la distanza che separa sotto il profilo architettonico le chiese e i palazzi in stile romanico di Pisa o di Lucca dalle cattedrali di Bari e di Trani. E non si tratta certo dell'unico esempio. Nel Regno Unito ha purtroppo messo le radici la tendenza opposta : una cattedrale gotica nel Nord è identica a una del Sud. E' un limite che non siamo riusciti a superare".

    L'assenza di un'unità culturale ha pesato in maniera negativa sulla nascita dello Stato Italiano?

    "Sono certo che gli italiani dell'Ottocento volevano un paese unito ma su basi diverse. Il miglior modello di riferimento, secondo me, era quello federale messo a punto da Carlo Cattaneo, ovvero uno Stato capace di rispettare e di esaltare l'oggetività diversa delle popolazioni e la loo storia. Penso che i napoletani si sarebbero mostrati più leali nei confronti dell'Italia dopo il 1861, se fosse stato consentito loro di mantenere il sistema di regole messo a punto dai Borbone, decisamente superiore a quello dei piemontesi".

    Come giudica l'Italia di oggi?

    "E' senza dubbio un paese alle prese con grossi problemi. Tuttavia non vedo rischi d'una crisi irreversibile sotto il profilo della dinamicità culturale. Mi sembra piuttosto che la classe dirigente non sia all'altezza delle sfide da affrontare, delle emergenze che frenano il vostro sviluppo: un'eccessiva corruzione, il dilagare della criminalità e il dissesto del territorio causato da una colpevole assenza d'interventi a tutela dell'ambiente. Mi domando se uno Stato su base federale sarebbe migliore. Forse, ma non è assolutamente detto".


    Fonte : il Venerdì di la Repubblica del 12 Agosto 2011

  2. #2
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    Predefinito Rif: L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    L'Italia unita? Meglio con i Borbone!
    La provocazione nell'ultimo saggio dello storico inglese David Gilmour : " Il Diritto al Sud era superiore a quello piemontese. Peccato non sia nato uno Stato Federale. Forse ora ci sarebbero meno problemi".

    PARTITO DEL SUD - Blog: L'Italia unita? Meglio con i Borbone!


    di Roberto Bertinetti


    Da tempo l'Italia è oggetto delle indagini di David Gilmour, tra i migliori storici britannici che nel 1988 dedicò una biografia a Giuseppe Tommasi di Lampedusa. Il passato e il presente della penisola sono al centro di The Pursuit of Italy (La ricerca dell'Italia), saggio uscito a Londra per Allen Lane in cui si esaltano le differenze tra le diverse regioni. "La cultura italiana è cresciuta nel corso dei secoli grazie alla rivalità tra comuni vicini" afferma deciso. E a sostegno della sua tesi cita il caso di Siena, "dove i governanti decisero di oscurare la gloria di Firenze costruendo la più grande cattedrale della cristianità e in virtù dell'obiettivo che si erano dati crearono le condizioni per uno sviluppo altrimenti impensabile".

    Quindi a suo avviso non è corretto parlare di comune identità italiana, almeno sotto il profilo culturale?

    "Per fortuna non esiste niente del genere. Credo che la pluralità costituisca il punto di forza della cultura italiana. E' evidente a tutti la distanza che separa sotto il profilo architettonico le chiese e i palazzi in stile romanico di Pisa o di Lucca dalle cattedrali di Bari e di Trani. E non si tratta certo dell'unico esempio. Nel Regno Unito ha purtroppo messo le radici la tendenza opposta : una cattedrale gotica nel Nord è identica a una del Sud. E' un limite che non siamo riusciti a superare".

    L'assenza di un'unità culturale ha pesato in maniera negativa sulla nascita dello Stato Italiano?

    "Sono certo che gli italiani dell'Ottocento volevano un paese unito ma su basi diverse. Il miglior modello di riferimento, secondo me, era quello federale messo a punto da Carlo Cattaneo, ovvero uno Stato capace di rispettare e di esaltare l'oggetività diversa delle popolazioni e la loo storia. Penso che i napoletani si sarebbero mostrati più leali nei confronti dell'Italia dopo il 1861, se fosse stato consentito loro di mantenere il sistema di regole messo a punto dai Borbone, decisamente superiore a quello dei piemontesi".

    Come giudica l'Italia di oggi?

    "E' senza dubbio un paese alle prese con grossi problemi. Tuttavia non vedo rischi d'una crisi irreversibile sotto il profilo della dinamicità culturale. Mi sembra piuttosto che la classe dirigente non sia all'altezza delle sfide da affrontare, delle emergenze che frenano il vostro sviluppo: un'eccessiva corruzione, il dilagare della criminalità e il dissesto del territorio causato da una colpevole assenza d'interventi a tutela dell'ambiente. Mi domando se uno Stato su base federale sarebbe migliore. Forse, ma non è assolutamente detto".


    Fonte : il Venerdì di la Repubblica del 12 Agosto 2011
    Se il Regno delle Due Sicilie era cosi bene governato, come mai è crollato cosi miseramente in pochi mesi?
    Le uniche battaglie perse sono quelle che non si combattono. Ernesto Che Guevara

  3. #3
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    Predefinito Rif: L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    Citazione Originariamente Scritto da Giacomo79 Visualizza Messaggio
    Se il Regno delle Due Sicilie era cosi bene governato, come mai è crollato cosi miseramente in pochi mesi?


    In pochi mesi ?
    La Resistenza (chiamata dai vincitori Brigantaggio) è durata quasi dieci anni:

















    _

  4. #4
    La polizzzzia del webbbbe
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    Predefinito Rif: L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    Forse l'intervistato si dimentica che il regno borbonico era fondato sul latifondismo spinto fermo ancora al medioevo, e che c'era una povertà ed un degrado culturale nel 99% della popolazione da far paura. Poi c'era tutto il sistema di "signorotti" e funzionari dello stato che erano invece persone di alta cultura e professionalità....ma erano un'esiguità della popolazione. Se nei territori dell'ex regno sabaudo si è sviluppato tutta una serie di situazioni che hanno successivamente dato vita ad associazioni malavitose IMPORTANTI è SOPRATTUTTO perchè la popolazione era, ed è ancora oggi purtroppo, fortemente ignorante e arretrata culturalmente, e NON ha nessun tipo di esperienza e capacità imprenditoriale. Aver vissuto secoli a fare il servo della gleba per altri NON incitava certo allo spirito imprenditoriale....che pertanto è SPARITO dalla cultura di quelle aree....e si vede.

  5. #5
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    Predefinito Rif: L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    Manco avevano concesso la costituzione i Borboni, e il sistema economico era fermo al medioevo con il latifondismo di tipo feudale.

  6. #6
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    Predefinito Rif: L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    Citazione Originariamente Scritto da 7stelle Visualizza Messaggio
    Manco avevano concesso la costituzione i Borboni, e il sistema economico era fermo al medioevo con il latifondismo di tipo feudale.


    Il Demanio e gli Usi Civici
    a cura di Alfonso Grasso

    usi civici

    Il diritto napoletano introdusse una netta distinzione nella "publica civitatum" (proprietà pubblica). Furono chiamati "patrimoniali" i beni che la Pubblica Amministrazione possedeva come propria dotazione (immobili, navi da guerra, ambasciate ecc); "demaniali" i beni pubblici, disponibili all'uso immediato della collettività nazionale (boschi, strade, fiumi, ecc). I termine "demanium", di derivazione medioevale (indicava i beni posseduti dal nobile, in quanto tale, per esprimere lo splendore della sua dignità), nella giurisprudenza napoletana (sviluppatasi fin dal XVI secolo), venne quindi a significare "terra libera". Furono detti demani universali quelli statali/comunali, la cui proprietà e l'uso appartenevano a ogni singolo cittadino; demani feudali quelli derivanti dalle proprietà conferite alla nobiltà per l'esercizio delle proprie funzioni. L'istituto degli "Usi Civici" del Regno delle Due Sicilie, garantiva il libero uso per tutti i cittadini delle terre del demanio per piantare, coltivare, pascolare greggi, far legna nei boschi.
    La giurisprudenza degli Usi Civici è tutta propria del Diritto Napoletano ed è ritenuto una gloria del diritto italiano, per il suo carattere liberale che la differenziava di gran lunga da quelle di Francia e Germania. A seguito dell'invasione napoleonica, insediatosi sul trono Gioacchino Murat (cognato di Napoleone), fu promulgata il 2 agosto 1806 la legge per abolire la feudalità, ma non gli usi civici: le popolazioni conservarono tutti i diritti. Il 20 settembre 1836 Ferdinando II di Borbone, riconfermò gli Usi Civici con una "Prammatica" in cui si affermava: "... Doversi presumere usurpato in danno del demanio comunale tutto quel territorio che non si trovasse compreso nel titolo d’infeudazione;" [si doveva cioè considerare occupato abusivamente dai feudatari (e/o dai municipi) tutto il terreno non espressamente patrimoniale); "di doversi considerare come libera ogni terra posseduta dai privati o dai Comuni, finché non si fosse dal feudatario giustificata una servitù costituita con pubblici istrumenti; (si noti che è il feudatario, nobile o municipio, a dover dimostrare la proprietà della terra e non il colono o chi la coltivava gratuitamente per se). "di doversi consolidare la proprietà dell'erbe e quella della semina, compensando l'ex feudatario mediante un canone redimibile ove apparisse aver egli riserbato il pascolo in suo favore. (Anche quest’altro passaggio è significativo: nel caso si fosse dimostrato che il colono coltivava terre non libere il "feudatario" non poteva scacciare coloro che le avevano coltivate impossessandosi del raccolto e delle "erbe" ma poteva solo pretendere il pagamento d’un affitto.
    La legge, in tal modo, salvaguardava il lavoro dei contadini e impediva che venissero privati, d’un botto, dei mezzi di sussistenza. Nel Diritto Napoletano la salvaguardia dei diritti dei più deboli era un principio ispiratore); "di doversi considerare come inamovibili quei coloni che per un decennio avessero coltivate le terre feudali, ecclesiastiche o comunali, e come assoluti proprietari delle terre coloniche sulle quali è loro accordata la pienezza del dominio e della proprietà senza poter essere mai tenuti a una doppia prestazione..." (cioè i coloni che per un decennio avessero coltivato terreni patrimoniali di feudatari, enti religiosi o municipi non potevano essere rimossi, scacciati o costretti a prestazioni servili e dovevano esserne considerati come legittimi proprietari). Nel 1860 giunsero i piemontesi e la "festa" finì: i terreni demaniali furono venduti ai privati, per rastrellare il risparmio del Sud e trasferirlo altrove.
    Si crearono nel contempo improduttivi latifondi. Terre, boschi, pascoli e frutteti finirono in mano ai liberali borghesi non "compromessi" con i Borbone. Migliaia di famiglie finirono, dall'oggi al domani, alla fame, senza più alcun sostentamento. Iniziò la più grande diaspora della storia italiana: quella meridionale, che ha costituito, e continua a costituire, una risorsa enorme per le casse erariali italiane e una fonte di manodopera a basso prezzo per il nord. Perciò è sempre fomentata. Ma questa è un'altra storia!

  7. #7
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    Predefinito Rif: L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    Il Demanio e gli Usi Civici
    Lasciali dire.
    Secondo questi, i cantieri di Castellammare costruivano bagnarole.

    Se proprio ti vuoi fare il sangue amaro, spendi 40 euro per questo.
    Mettono insieme diversi dati, con l'intenzione di dimostrare che la nostalgia borbonica sia una sciocchezza, e che il libro di Aprile sia "tossico".

    Ho intenzione di farne una recensione, incrociata con quella di "Terroni".
    Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
    Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.

    -

    Cinguetto QUI

  8. #8
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    Predefinito Rif: L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    Citazione Originariamente Scritto da Napoli Capitale Visualizza Messaggio
    In pochi mesi ?
    La Resistenza (chiamata dai vincitori Brigantaggio) è durata quasi dieci anni:














    _
    5 anni, ma non sarebbe da considerare resistenza( una resistenza non inizia a regno ormai conquistato) ma il brigantaggio è dovuto da lotte di tipo socio-economiche per via di leggi troppo dure nei confronti del sud
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  9. #9
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    Predefinito Rif: L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    5 anni, ma non sarebbe da considerare resistenza( una resistenza non inizia a regno ormai conquistato) ma il brigantaggio è dovuto da lotte di tipo socio-economiche per via di leggi troppo dure nei confronti del sud
    posso comprendere la seconda parte.

    ma la prima: una resistenza non inizia a regno ormai conquistato mi sembra un po' una cagata.

  10. #10
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    Predefinito Rif: L'Italia unita? Meglio con i Borbone! -- David Gilmour

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Forse l'intervistato si dimentica che il regno borbonico era fondato sul latifondismo spinto fermo ancora al medioevo, e che c'era una povertà ed un degrado culturale nel 99% della popolazione da far paura. Poi c'era tutto il sistema di "signorotti" e funzionari dello stato che erano invece persone di alta cultura e professionalità....ma erano un'esiguità della popolazione. Se nei territori dell'ex regno sabaudo si è sviluppato tutta una serie di situazioni che hanno successivamente dato vita ad associazioni malavitose IMPORTANTI è SOPRATTUTTO perchè la popolazione era, ed è ancora oggi purtroppo, fortemente ignorante e arretrata culturalmente, e NON ha nessun tipo di esperienza e capacità imprenditoriale. Aver vissuto secoli a fare il servo della gleba per altri NON incitava certo allo spirito imprenditoriale....che pertanto è SPARITO dalla cultura di quelle aree....e si vede.
    Ciò che dici è in parte vero.

    Andrebbero definitivamente spazzate via però le vociferazioni che volevano il regno borbonico una plaga desolata.

    Un paese sotto il profilo culturale e infrastrutturale arretrato, con residui feudali, ma con potenzialità e eccellenze degne di nota. La maggiore ricchezza del regno napoletano rispetto al regno sabaudo si spiega col fatto che i borbone non investivano le riserve monetarie dello stato e i nomarchi tendevano a rimanere seduti sul proprio oro.
    Ultima modifica di Aurelianus; 24-08-11 alle 11:23

 

 
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