31 maggio 2011
Secondo molti scienziati era inevitabile che accadesse. Il rischio è che il territorio intorno al reattore diventi una “zona morta”
Il suolo delle aree nei pressi di Daichii ha raggiunto gli stessi livelli di radioattività di Chernobyl, riferisce Bloomberg. Nei venti chilometri intorno alla centrale si sono superati gli 1.48 milioni di becquerel al metro quadro, che è la misura standard limite oltre la quale si devono per forza evacuare i residenti dopo l’incidente di Chernobyl.
TRATTAMENTO CHIMICO - L’ha scritto Tomio Kawata, che lavora nel Nuclear Waste Management Organization of Japan, in un report pubblicato lo scorso 24 maggio e consegnato al governo. Le radiazioni si sono diffuse in un’area di 600 chilometri quadrati. L’estensione della contaminazione, unitamente alla sua gravità, consigliano il governo di agire al più presto per evitare a Fukushima la stessa sorte toccata a Chernobyl. La tecnologia permette di assorbire il materiale radioattivo attraverso agenti chimici o attraverso particolari colture, al fine di permettere il rientro della popolazione. Un’altra soluzione potrebbe esser un trattamento chimico del suolo che consenta al cesio di essere assorbito in cristalli porosi, come la zeolite, che è più visibile e facile da rimuovere.
RADIAZIONI - “Dobbiamo portare a termine il trattamento il più presto possibile, entro un triennio.” Ha detto Tetsuo Iguchi, specialista in analisi isotopiche e in diffusione delle radiazioni alla Nagoya University. “Se ci mettiamo di più, la gente rinuncerà a tornare alle proprie abitazioni. I campioni di suolo prelevati mostrano che le radiazioni di Cesio-137 superano i 5 milioni di becquerel per al metro quadro in un’area di 25 chilometri, Cinque siti a 30 chilometri mostrano un livello di radiazioni oltre gli 1.48 milioni di becquerel al metro quadro.
LA TEPKO – Tetsuya Terasawa della Tepco ha detto che le radiazioni sono in linea con quelle riscontrate dopo I test nuclear e non ha voluto fare commenti ulteriori. Comunque tutto ciò non è molto consolante. In aprile il governo aveva ordinate l’evacuazione di Iitate, Katsurao e Namie. Anche se l’area contaminata è più piccola di quella di Chernobyl, le radiazioni sono maggiori, ha detto Kawata nella sua relazione. “Ci vorranno almeno due anni prima che la gente possa tornare.” La decisione meno costosa e più praticabile per la Tepco è lasciare che il cesio cada a terra e inizia a decadere. Il cesio ha un’emivita di 30 anni, che non sono pochi. Così l’area potrebbe essere abbandonata a se stessa, senza abitanti, in attesa che la natura faccia il suo lavoro.
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