Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Bushidō
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    Wer Menscheit sagt, will betrügen, “Chi dice umanita’ cerca di ingannarti” (Carl Schmitt)
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    Predefinito Quel “l’Espresso” anti-Chiesa



    Il quotidiano dell'ing. De Benedetti in edicola.
    di Debora Billi
    Il Vaticano è la pagliuzza, i derivati sono la trave.


    Beppe Grillo lancia dal suo blog una sorta di gara tra cittadini per proporre misure economiche "giuste" nel tentativo di aiutare il Paese. Gettonatissime naturalmente le iniziative contro i privilegi della Casta, e le proposte per ridurre gli emolumenti di parlamentari e politici.

    Ma l'idea che sta godendo di maggior successo, diventando una vera campagna sui social network rilanciata anche dai giornali, è quella di far pagare le tasse al Vaticano. Immobili di lusso, alberghi cinque stelle, turismo religioso, per tacere del fatto che il gas, la luce e l'acqua al minuscolo regno le paga da sempre il Comune di Roma. Insomma, i cittadini sono stufi di portare sulle proprie spalle anche uno Stato Estero, che povero proprio non è e che si nasconde dietro santi e madonne.

    Per carità, tutto giusto. Ma anch'io voglio partecipare al gioco collettivo con una mia piccola proposta. Mettiamo pure le tasse al Vaticano, ricavando quei 3 miliardi di euro che fanno tanto comodo, ma forse 35 miliardi di euro farebbero ancora più comodo, non trovate? Sono dieci volte tanti.

    Basta una piccola leggina: una legge che renda nulli per vizio di forma i debiti stipulati dai Comuni italiani con le banche, che hanno mollato loro una mostruosa quantità di derivati ed altri strumenti finanziari incomprensibili approfittando dell'incompetenza dei funzionari preposti. Ci sono fior di prove su questo. I Comuni stanno tagliando persino la manutenzione delle strade, gli asili, l'illuminazione pubblica per fare fronte ad interessi stellari, comuni di 20 mila abitanti con perdite di mezzo milione l'anno. Lo Stato taglia i fondi agli Enti locali, si pensa di reintrodurre l'ICI, e tutto questo per ingrassare le tasche delle banche?

    Quando leggo proposte come aumentare il costo delle fettuccine al Senato, o far pagare l'ICI alle monachelle, mi viene da piangere. Non perché non sia giusto, ma perché stiamo perdendoci dietro la pagliuzza mentre c'è una trave a cui nessuno presta attenzione. 35 miliardi in un sol colpo, e basta un decretino. Chi avrà il coraggio di presentarlo? Non contate su un cambio di governo: consulente della banca JP Morgan dal 2001 al 2006 è stata Linda Lanzillotta, ex ministro del PD, con il compito "di far capire il sistema pubblico italiano a una grande banca internazionale, che aveva una scarsa conoscenza dei meccanismi dei bilanci regionali e locali" (parole sue). Si può sempre contare sul PD, quando si tratta di consegnarci alle banche.

    Che fanno, sicuramente, più paura del Vaticano.
    Crisi economica: facciamo pagare le tasse al Vaticano - Crisis
    Ultima modifica di carlomartello; 04-09-11 alle 14:45

  2. #2
    Bushidō
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    Predefinito Rif: Quel “l’Espresso” anti-Chiesa



    [...] Staderini è il segretario in carica del Partito radicale. Ovvero la metà esibita del marchio d’origine della campagna anti-Chiesa (e non profit). Raffi è, invece, il gran maestro del Goi, ovvero «la più antica e numerosa comunione della massoneria italiana». L’altra metà del marchio, quella più discreta. Un film già visto. [...]
    Qualcosa che impressiona | Commenti | www.avvenire.it
    [...] per il gruppo guidato da Carlo De Benedetti, così in sintonia con le parole d’ordine e le campagne di Radicali italiani e Massoneria italiana, devono fruttare ampi redditi, e quindi vanno ben spremuti. [...]
    Campagna anticattolica Da 4 anni le stesse bugie | Commenti | www.avvenire.it



    “C'è la massoneria dietro l'attacco alla Chiesa”


    Una «impressionante campagna politico-mediatica» scatenata contro la Chiesa per aver denunciato la realtà dell'evasione fiscale e la «disattenzione verso quell'immenso e bistrattato valore e quella portentosa (ma non inesauribile) risorsa che è la famiglia, e la famiglia con figli». Così il quotidiano cattolico Avvenire, per bocca del direttore Marco Tarquinio, reagisce oggi agli «attacchi» contro la Chiesa a proposito delle esenzioni fiscali, nati anche, secondo il giornale della Cei, dall'aver «ricordato a chi ha il compito di governare e di fare le leggi che, in un tempo esigente e duro di manovre difficili e di seri sacrifici, gli italiani attendono - e finalmente meritano - scelte giuste e utili per la preziosa risorsa famiglia e contro la sottrazione di risorse operata da chi evade le tasse». Tarquinio, nel suo editoriale di prima pagina, parla di «leggende nere e cifrati anatemi contro la Chiesa e il mondo del non profit» e di «contro-campagna mediatica fatta scattare (a suon di numeri a casaccio e falsità ripetute ossessivamente) per tentare di far deragliare la campagna a marchio 'cattolico' pro-famiglia e per un fisco giusto, amico della famiglia e uguale per tutti». E come «retroscena», cui attribuisce un «marchio d'origine», invita a riandare al 19 agosto, giorno dell'intervento del cardinale Angelo Bagnasco alla radio, quando nel pomeriggio arrivano una dopo l'altro gli attacchi prima dell'avvocato Gustavo Raffi, gran maestro del Grande Oriente d'Italia della Massoneria, e poi del segretario dei Radicali Mario Staderini, secondo i quali «la salvezza dell'Italia in crisi sta nel colpire la Chiesa», congelando l'8 per mille e imponendo tasse su tutti «gli edifici non destinati al culto». «Tutti - ricorda Avvenire -. Mense dei poveri, case di accoglienza, oratori, ostelli, scuole, musei». Il quotidiano dei vescovi, contro «l'offensiva volta a far credere che la Chiesa cattolica sia 'il grande evasore fiscale'», pubblica oggi un'intera pagina, la terza, con il titolo «Laica cantonata. La campagna anticattolica: da 4 anni le stesse bugie».

    La Stampa (27 agosto 2011).
    Ultima modifica di carlomartello; 04-09-11 alle 14:46

  3. #3
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    Predefinito Rif: Quel “l’Espresso” anti-Chiesa


    [...] la mia proposta è che l’equivalente di quella che dovrebbe essere un’imposta patrimoniale, venga prelevata, attraverso un fondo che può essere gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, per investirlo in cinquantamila medie imprese italiane - proposte dalle associazioni industriali - attraverso il sistema bancario italiano con un prestito obbligazionario convertibile in azioni a dieci anni. Così, in una fase difficile in cui l’unico modo per assorbire la crisi economica è far crescere il sistema industriale italiano, utilizzeremmo proprio la risorsa più importante che abbiamo in Italia per far crescere l’economia [...]
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    Analisi
    Chi odia il Papa? Dopo Caritas in Veritate e l'asse IOR - Tremonti


    Ici, più dei radicali la Chiesa tema la Ue

    La prospettiva di un governo mondiale tecnocratico che prende decisioni sulla base dell’econometria e non dell’etica è guardato con sospetto dalla Chiesa Cattolica. Ma in tempi di crisi economica, a preoccupare non è tanto la polemica italiana su 8 per mille o esenzioni Ici e le battaglie dei radicali, quanto la procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea sui privilegi fiscali agli enti ecclesiastici. Anche perchè a Bruxelles regnano eurocrati poco teneri con la Chiesa cattolica.

    di Michele Tornabuoni


    CITTA' DEL VATICANO - Più delle accuse dei radicali su Ici e otto per mille, più del tam-tam sul web che chiede al Vaticano di pagare pegno per la crisi economica che coinvolge tutti, a preoccupare la Santa Sede, in questo frangente, è la prospettiva che l’altalena dei listini di borsa e la burrasca che ha investito l’area euro accelerino un processo guardato da tempo con sospetto nel Palazzo Apostolico. Quello di un governo mondiale tecnocratico che prende decisioni sulla base dell’econometria e non dell’etica. Quello di politiche nazionali esiliate da burocrati onnipotenti, cosmopoliti e, magari, in odore di massoneria.

    La parola – massoneria – non viene mai pronunciata. Del resto è solo un sospetto. E comunque non è necessario ripetere quanto già affermato dalla congregazione per la Dottrina della fede che, sotto la guida di Ratzinger, nel lontano 1983 chiarì una volta per tutte la «inconciliabilità tra fede cristiana e massoneria» per sgombrare il campo dai dubbi nati dal «dialogo intrapreso da parte di alcune personalità cattoliche con rappresentanti di alcune logge che si dichiaravano non ostili o perfino favorevoli alla Chiesa». Il concetto, però, affiora nella parole dei maggiorenti vaticani e si accompagna ad una più generale diffidenza nei confronti di tutte quelle politiche transnazionali che – promosse dall’Unione europea, dalle Nazioni Unite, dalla Banca mondiale o da altri apparati della governance mondiale – non solo prescindono dalla dottrina sociale della Chiesa, ma neppure ci si confrontano.

    «Non molto tempo fa si facevano progetti economici per fare politica. Poi si è fatta politica per fare progetti economici», ha scritto a inizio agosto sulla prima pagina dell’Osservatore romano Ettore Gotti Tedeschi, membro dell’Opus dei e presidente dello Ior. «Oggi sembra che si vogliano inventare falsi progetti economici senza nemmeno fare più politica. In alcuni Paesi si pensa persino di imporre una sorta di tassa patrimoniale pur di avere risorse da continuare a dissipare in mancanza di una vera progettualità. E’ come se un medico, per arrestare il sangue di una ferita, tagliasse l'arto lesionato. O come se, per sembrare più ricca, una Nazione arrivasse a vietare di fare figli, facendo così crescere temporaneamente il pil pro capite. Separata dai riferimenti etici e assumendo autonomia morale, l’economia finisce in mano a persone che trasformano i suoi meccanismi in strumenti di potere, anche politico. Per parafrasare l’enciclica di Giovanni Paolo II Sollicitudo rei socialis, queste persone detengono strumenti sofisticati, ma – concludeva Gotti Tedeschi – non dispongono di maturità e saggezza sufficienti per pensare al bene comune».

    Ascoltato consigliere economico del Papa, amico personale del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, Gotti Tedeschi ha poi precisato la sua proposta con numerosi interventi sul giornale vaticano e su altre testate cattoliche mentre il governo approvava con qualche affanno una manovra correttiva da 45,5 miliardi di euro. Anziché una patrimoniale, ha spiegato il presidente dell’Istituto di Opere di Religione, e anziché «privatizzare il debito pubblico, usando il risparmio, ancora consistente, dei cittadini», meglio sarebbe, in uno stato di crisi, stornare i risparmi privati a favore delle imprese: «Se dobbiamo fare un prelevamento forzoso delle risorse delle famiglie, perché non indirizzarlo subito alla crescita economica?».

    Al di là della tecnicalità della proposta – che suggerisce, comunque, che il Vaticano non ha abbandonato Tremonti nel momento della tempesta – l’offensiva mediatica di Gotti Tedeschi ripropone, con una certa apprensione, i temi già affrontati dal Papa nell’enciclica Caritas in veritate. Se la pubblicazione della lettera papale fu posticipata proprio per inglobare le questioni emerse con la crisi finanziaria innescata dai mutui statunitensi subprime, è stato il Papa in persona a sintetizzarne il concetto nel recente viaggio a Madrid per la Giornata mondiale della gioventù: «La dimensione etica – ha detto – non è una cosa esterna ai problemi economici ma una dimensione interiore e fondamentale. L'economia non funziona solo con regolamentazioni mercantili, ma ha bisogno di una ragione etica per essere in funzione dell’uomo».

    Ne discendono, nella visione di Ratzinger, la preoccupazione per la disoccupazione giovanile, per il degrado ambientale o per una scarsa responsabilità dell’Europa nei confronti dei paesi in via di sviluppo. Ma ne discendono anche, in ripetuti interventi di questi anni di nunzi apostolici, osservatori permanenti della Santa Sede e responsabili della Segreteria di Stato, la contrarietà ai programmi delle agenzie Onu che contemplino la pianificazione famigliare o l’aborto – e, più in generale, qualsiasi iniziativa metta in discussione, nei consessi internazionali a Bruxelles, Strasburgo, Ginevra o New York, i capisaldi di una visione cattolica della società.

    Per il resto il Vaticano non interviene. Non in Spagna, dove la visita del Papa alla Gmg (Giornata mondiale della gioventù) si è accompagnata a manifestazioni di protesta di laici, socialisti, anticlericali e indignados per gli sconti fiscali concessi dal Governo Zapatero alle imprese che hanno sponsorizzato l’evento. Non in Italia, dove, sotto lo slogan «Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria», è andata montando la polemica su facilitazioni Ici agli immobili ecclesiastici che ospitano strutture ricettive, gli sgravi all’Ires sugli enti di assistenza e istruzione e – materia, in realtà di pertinenza della Conferenza episcopale italiana – il gettito concordatario dell’otto per mille.

    La Santa Sede ha lasciato rispondere la Cei. Il giornale dei vescovi, Avvenire, ha contestato la fondatezza dei dati diffusi originariamente dai radicali in un editoriale di Umberto Folena: «Quei “quattro miliardi” sottratti all’Italia della crisi sono lo schizzo cattivo di un laicismo che intende eliminare ogni presenza sociale e pubblica della Chiesa, che sta contribuendo già adesso ad ammortizzare gli effetti nefasti della crisi». Con tono meno belligerante diversi vescovi hanno ricordato che le diocesi, prima tra tutte quella di Milano, sono state tra le prime a muoversi per dare vita a dei fondi anti-crisi a favore delle famiglie povere. Il presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, da parte sua è intervenuto per chiedere che la manovra non tagliasse i fondi alle famiglie e alle missioni militari internazionali e denunciare l’ampiezza dell’evasione fiscale in Italia.

    Maliziosa la risposta di Mario Staderini dei radicali italiani, secondo il quale l’intervento sull’evasione è interessato perché con minore evasione aumenterebbe anche il gettito dell’otto per mille. Ma è piuttosto un’altra iniziativa radicale a preoccupare il Palazzo Apostolico, la procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea – su suggerimento degli eurodeputati pannelliani – sui privilegi fiscali agli enti ecclesiastici. L’esecutivo Ue valuterà nei prossimi mesi se si tratta di un illegittimo aiuto di Stato. E se le polemiche italiane lasciano il tempo che trovano, a Bruxelles, regno di eurocrati poco teneri con la Chiesa cattolica, lo scontro potrebbe farsi aspro.
    Ici, più dei radicali la Chiesa tema la Ue
    Ultima modifica di carlomartello; 04-09-11 alle 14:50

 

 

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