Grecia a picco (-6,9%)
Il Pil della Grecia è sceso più del previsto nel secondo trimestre. Tra marzo e giugno l'economia greca si è contratta del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2010 (il dato non è destagionalizzato come sottolinea l'Ufficio di statistica ellenico), mentre le stime erano per un calo del 5,1 per cento. Nel primo trimestre il Pil era sceso dell'8,1 per cento. Si aggrava quindi in modo ulteriore la crisi di Atene: il decremento del prodotto interno lordo superiore alle attese rischia di vanificare, almeno in parte, il risanamento dei conti pubblici avviato dal Governo di George Papandreou. Atene, d'accordo con il Fondo monetario e l'Unione europea, ha previsto un calo del Pil del 3,5 nel 2011 e un ritorno alla crescita nel 2012, con un deficit di bilancio che dovrebbe ridursi entro dicembre di almeno un punto di Pil rispetto al 2010, passando dal 10,5% al 9,5 per cento.
Aumentano intanto le tensioni sul mercato del lavoro. Giovedì le autorità greche hanno diffuso i dati sulla disoccupazione di maggio: i senza lavoro nel Paese, al terzo anno di recessione, sono ormai il 16,6% della popolazione attiva (erano il 15,8% in aprile). I disoccupati sono 822.719: un record dalla fine della dittatura.
E a soli dieci giorni dal ritorno ad Atene degli ispettori della troika - Fmi, Ue, Bce - per verificare l'attuazione del piano di austerity e delle riforme economiche previste per ottenere la prossima tranche di otto milioni di euro a settembre, è scontro aperto tra il Governo di Papandreou e i sindacati dei dipendenti pubblici che minacciano di ostacolare sia i programmi di riduzione della spesa a medio termine sia le privatizzazioni. Lo riferisce la stampa ateniese ricordando che l'arrivo degli esperti della troika in Grecia è previsto per il prossimo 22 agosto.
L'Adedy - sigla che nel settore pubblico rappresenta oltre 800mila lavoratori - minaccia di proclamare uno sciopero ai primi di settembre se verranno toccati ancora gli stipendi già tagliati del 30% l'anno scorso. E si è detto contrario alla decisione del Governo di allungare l'orario di lavoro degli statali da 37 ore e mezzo a 40 (come nel settore privato) a partire dalla settimana prossima.
Sul fronte finanziario la Banca centrale greca ieri ha fatto sapere che potrebbe attivare una linea di credito speciale per gli istituti locali nei prossimi giorni se ci fossero problemi di liquidità. Secondo quanto riporta il quotidiano Kathimerini - diversi istituti di credito greci stanno valutando la possibilità di accedere a questo strumento per rafforzare la propria posizione. Le banche greche sono già fortemente dipendenti dalla Bce: praticamente escluse dal sistema interbancario hanno dovuto da tempo affidarsi a Francoforte.
Grecia a picco (-6,9%) - Il Sole 24 ORE




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