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di Marco Bernardini
Un tempo venivano definiti “Casanova” oppure “Dongiovanni”. Più avanti negli anni e fino all'altro giorno venivano indicati con un appellativo sicuramente meno e legante ma di sicuro impatto sulla comprensione “puttanieri”. Oggi, secondo il nuovo dizionario stilato dall'orrendo onorevole avvocato Ghedini (quello che per stile e per dialettica fa rimpiangere addirittura il tenebroso e acido Taormina) vanno definiti “utilizzatori finali”. Una perifrasi talmente ipocrita e farisaica da far rabbrividire anche il più ortodosso dei puritani. L'Imperatore, con il passare dei giorni, appare sempre più suscettibile e incline alle incazzature. I motivi per essere di pessimo umore non gli mancano, del resto. Però io credo che, dopo un uscita del genere da parte del suo legale, dovrebbe essere addirittura furioso. Venir paragonato ad un cassonetto o ad un termoriqualificatore per la monnezza (ciò significa tecnicamente “utilizzatore finale”) non è sostenibile e umanamente irrita persino chi di Silvio Berlusconi si è fatto un'idea poco dignitosa.
Diceva Gianni Agnelli: “Meglio comandare che fottere”. L'Imperatore, a differenza dell'Avvocato, ha deciso di non farsi mancare nulla e di frequentare con assiduità entrambe le pratiche. Oddio, fare sesso non è cosa riprovevole e ciascuno avrà provato sicuramente invidia nel leggere delle performances adulterine di Silvio. Resta il fatto che lui è il premier e che, in virtù di tale carica, avrebbe il dovere di proporsi come esempio virtuoso per l'intera comunità della quale dice di volersi occupare. Con i fatti e non a parole. Invece, verba volant e restano i fatti. Non solo Barbara e Patrizia, per le notti magiche dell'Imperatore, ma piccoli ed arrapanti eserciti di ragazze provenienti da tutti gli angoli del mondo, magari anche da qualche carretta del mare dopo previa ripulitura delle passeggere in transito. Bene, evviva l'amore multietnico! Peccato che Silvio, il giorno dopo, reclami per l'Italia la necessità di essere un Paese monoetnico e monocuturale. Adesso, come avevamo scritto noi una settimana fa, esplode anche il caso della droga. Che vi aspettavate di diverso? Non coca, no party quando alle feste ci sono personaggi come Lele Mora e allegre compagnie del Billionaire. Eppoi, suvvia, a settantadue anni per recitare il ruolo di “utilizzatore finale” o ci si riempie di Viagra o si tira di cocaina. Due prodotti chimici che però, a lungo andare, bruciano il cervello.
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