Volevo porre all'attenzione di tutti voi il tema delle Spese Militari che l'Italia mette a bilancio ogni anno, soprattutto di fronte al tema della crisi economica e della nuova finanziaria di cui si sta discutendo in parlamento.
Uno schema un po' banale vuole dipingere chi è di sinistra un pacifista e chi è di destra un difensore della necessità di mantenere un livello militare elevato.
Siccome non mi piace discutere con schemi precostituiti, vorrei porre all'attenzione alcuni dati e condividere con voi un ragionamento:
nel 2010 la spesa per la difesa è stata di 27 miliardi (missioni, mantenimento dell'esercito, attrezzature nuove);
nei prossimi anni alla spesa corrente bisogna aggiungere una spesa straordinaria di 17 miliardi (spalmata su più anni, anche se mi scuserete se ora non ricordo quanti) per l'acquisto di nuovi cacciabombardieri F 131.
Le domande che oggi mi pongo sono queste: in quanto persone di destra, dobbiamo noi per forza sostenere che le Spese Militari sono giustificate ?
Non è il caso di ripensare la politica di Difesa ?
In linea di principio io non sono un grande interventista, per quanto reputo che l'appartenenza alla NATO implichi anche dei doveri: ma in Libia credo che sia stato un errore partecipare alle attività belliche.
Un periodo di isolazionismo, accompagnato da una riduzione delle spese militare ed un ridimensionamento di esercito ed attrezzature, è forse così deprecabile ?




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