La moglie è incinta di una femmina, il marito la picchia
Venerdí 02.09.2011 112
Non c'è due senza tre. Dopo aver avuto due figlie femmine, stava per arrivare anche la terza. Ma un indiano di 38 anni non l'ha presa bene. Lui voleva a tutti i costi un maschio e quando ha scoperto che la moglie aspettava un'altra bimba ha perso la testa. E la donna ne ha pagato le conseguenze. Il marito l'ha picchiata selvaggiamente, cercando di farla abortire.
L'episodio è accaduto a Radda in Chianti, nel senese, dove l'uomo di origini indiane ha perso la testa dopo aver scoperto che la moglie era in attesa di un'altra bimba. è stato arrestato con l'accusa di maltrattamenti nei confronti della famiglia, mentre la moglie di due anni più giovane è stata ricoverata in ospedale. La donna è all'ottavo mese di gravidanza e si temeva per le condizioni della bambina, che invece sta bene. La 36enne ha riportato solo alcune lesioni minori e nel giro di tre giorni potrà già fare ritorno a casa.
L'aggressione è avvenuta sotto lo sguardo spaventato delle altre figlie della coppia e sono state proprio loro a chiamare il 118 e i carabinieri della compagnia di Poggibonsi che sono intervenuti mettendo le manette all'uomo.
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che animale!
.On. Souad Sbai: "Revoca immediata della cittadinanza a chi usa violenza sulle donne"
Venerdí 02.09.2011 15:20
“La vicenda della donna indiana incinta pestata dal marito solo perché aspettava una femmina invece di un maschio è sintomatica di quanto qualcuno, in Italia, si senta libero di poter trattare le donne come fa in patria: nessuna attenuante per chi usa violenza sulle donne: va processato, condannato e cacciato immediatamente dal paese, con biglietto di sola andata”.
Questo il duro commento dell’On. Souad Sbai sulla vicenda della donna indiana incinta picchiata dal marito. “Chi è in Italia, che sia cittadino o meno, deve rispettare le regole del paese in cui vive e qui la donna non è considerata una macchina sforna-figli, bensì un essere umano. L’indiano che a Siena si è permesso di punire la moglie con un pestaggio, addirittura davanti alle altre figlie solo perché non gli dava un maschio ma una femmina, non è degno – prosegue – di risiedere nel nostro paese e va cacciato immediatamente. Il buonismo criminogeno che un certo relativismo, radical-chic e permissivista all’estremo, ci ha propinato per anni, fa si che addirittura una donna sia rifiutata prima di nascere. Ieri una ragazza frustata perché troppo “occidentale”, oggi una moglie incinta picchiata per una figlia femmina: questa gente non merita né cittadinanza né permesso di soggiorno, ma solo di essere rispedita al suo paese. Le lagge sulla cittadinanza e quella sul niqab – conclude – mirano proprio a questo: sradicare l’integralismo, domestico o comunitario, con le regole”.




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