Una voce controvento sul presidente americano, da terrasanta.org

Come volevasi dimostrare, il Presidente Obama si sta rivelando giorno per giorno per quello che realmente è, al di là di sceneggiate elettorali e copioni recitati ad arte per incantare i fessi che gli hanno creduto. La sua organicità al sistema di potere mondialista, e della lobby che preme per affrettare i tempi per la costituzione di un Governo Unico Mondiale, si manifesta sempre più chiaramente e bisogna proprio avere gli occhi bendati e le orecchie tappate per non accorgersene.


L’ultima trovata “rivoluzionaria” è stata la “clamorosa” dichiarazione di voler mettere tutto il potere finanziario e bancario nelle mani della Federal Reserve Bank, altrimenti detta Federal Reserve System, l’istituzione bancaria (meglio sarebbe dire “corporazione privata”) che già controlla l’emissione delle banconote americane, tant’è che su tutti i dollari è apportata la scritta “Banconota della Federal Reserve” (Federal Reserve Note).





Non c’è che dire, proprio un “innovatore” questo presidente. Che genio!

Chissà da dove gli vengono certe idee “progressiste”.


Qualcuno (compreso “Er Barakka”, Uolter Veltroni), preso dall’enfasi di quel “Yes, we can” (dove YES sta per Yen-Euro-$dollaro), aveva addirittura paragonato Obama all’ex-presidente J.F. Kennedy. Roba da sbellicarsi dalle risa, se non fosse una tragica panzana.


La differenza sostanziale tra i due, che fa crollare totalmente l’assurdo paragone, non è tanto che Kennedy fosse cattolico e Obama di natura incerta ma che mentre J.F. Kennedy, in un guizzo di reminiscenza di etica cristiana, voleva stroncare il signoraggio usuraio della Federal Reserve, per riportare il possesso reale della valuta e della ricchezza della Nazione nelle mani del popolo americano e del governo che lo rappresentava e amministrava, Obama sta facendo esattamente il contrario: sta cioè mettendo ancora più saldamente tutto il potere finanziario e bancario nelle mani della lobby del consorzio degli usurai apolidi.


John Fitzgeral Kennedy firmò la sua condanna a morte e pagò con la vita questo suo affronto, quando il 4 giugno 1963 emise l’Ordine Esecutivo 11110, che impediva alla Federal Reserve Bank di prestare soldi a usura al Governo Federale degli Stati Uniti (…link…)


In contemporanea ordinò la stampa ed emissione di ben $ 4,292,893,815 (oltre quattromiliardi di dollari, del ‘63…), che arrecavano la scritta “Banconote degli Stati Uniti” (e non più della Federal Reserve), stampate dalla Tesoreria di Stato. Lentamente il potere reale della Nazione sarebbe cresciuto e tornato nelle mani di chi produceva ricchezza vera, derivante da lavoro vero.


Ma tutto ciò non poteva essere tollerato. Pochi mesi dopo, il 22 novembre del 1963, Kennedy fu assassinato e tutte le banconote da lui emesse furono ritirate dalla circolazione. Altri uomini vicini al JF Kennedy persero la vita in dubbie circostanze, ed il suo avversario politico, Lyndon B. Johnson, molto in confidenza con ambienti FED e CIA, divenne il nuovo presidente. L’Ordine Esecutivo 11110 venne dimenticato e tutto tornò come prima. Pochissimi si resero conto di quello che era successo realmente, con i riflettori nediatici, come sempre, puntati altrove.


Oggi B. Obama, rafforzando e consolidando il potere della Federal Reserve, platealmente e autoritativamente, col plauso delle marionette politico/mediatiche europee, ci sta dimostrando ampiamente per cosa e per chi stia realmente lavorando: per la dittatura mondiale della lobby.

Quale lobby? Sbizzarritevi