ai fautori della società multirazziale consiglio una visita in questa città fogna:
LA LEGGE CONTESTATA
Stranieri: da gennaio nove
residenti in più al giorno
Quasi nove stranieri residenti in più al giorno dall’inizio dell’anno: un record, che eguaglia le punte massime di immigrazione registrate fra il 2006 e il 2007. Le ultime stime parlano però nel complesso di oltre 35mila presenze, pari a circa il 20% della popolazione. A Prato, quindi, quasi un abitante su cinque è straniero. Ora si pensa a cosa potrebbe accadere quando la legge regionale sull'immigrazione sarà approvata
Prato, 22 maggio 2009 - Quasi nove stranieri residenti in più al giorno dall’inizio dell’anno: un record, che eguaglia le punte massime di immigrazione registrate fra il 2006 e il 2007. I dati si riferiscono al 30 aprile: sono quasi tre i cinesi di media al giorno in più nei primi quattro mesi del 2009 (sono arrivati a quota 10252), due i rumeni (in tutto 2345), quasi due gli albanesi (all’anagrafe sono 4487), giusto per citare le comunità più numerose. Nel complesso, gli stranieri residenti sono 25219, pari al 13.5% degli iscritti all’anagrafe: erano il 12.8% nell’aprile 2008 e il 13% il 31 dicembre scorso. I residenti rappresentano solo una parte degli immigrati che vivono a Prato, visto che ad essi vanno sommati i regolari non iscritti all’anagrafe e i clandestini, che per definizione non si possono quantificare. Le ultime stime parlano però nel complesso di oltre 35mila presenze, pari a circa il 20% della popolazione. A Prato, quindi, quasi un abitante su cinque è straniero.
Cosa potrebbe succedere quando la legge regionale sull’immigrazione sarà approvata? Secondo il Pdl, i servizi che la proposta di Claudio Martini intende garantire anche ai clandestini potrebbero attirare in Toscana e quindi anche a Prato ulteriori flussi migratori. La legge mira, secondo la Regione, al rafforzamento della società toscana come comunità plurale e coesa che guarda al complesso mondo delle migrazioni come a un fattore di arricchimento e di crescita sociale ed economica. Il cuore della nuova normativa è rappresentato dall’insieme di misure specifiche che riguardano i più disparati campi della vita degli stranieri: la scuola, la salute, la casa, la formazione e l’informazione, l’accesso al lavoro. Così ad esempio l’articolo 18 prevede l’accesso alle prestazioni sociali urgenti ed indifferibili per tutti gli stranieri presenti sul territorio, anche se privi di permesso di soggiorno.
La parte più contestata della legge è rappresentata dalla possibilità di concedere cure mediche e prestazioni sociali, come ad esempio l’accesso alla mensa, anche agli stranieri irregolari. Tutto ciò sarà possibile grazie alla tessera del clandestino: la Stp (straniero temporaneamente presente). Se ad esempio un clandestino, investito da un’auto, viene portato in ospedale i medici hanno l’obbigo di rilasciargli la Stp e di curarlo. Ma con questa legge, dice il Pdl, la Regione estende la Stp anche alla cura sanitaria senza caratteristiche di urgenza. Con la Stp sarà poi possibile al clandestino accedere a mense e dormitori pubblici.
"La proposta di Martini è pessima e sbagliata, equipara italiani, stranieri regolari e fuorilegge. Il tutto costerebbe due milioni di euro all’anno", dice il Pdl. Secondo il centrodestra, occorre sì garantire l’assistenza sanitaria urgente, ma ciò con può andare a detrimento delle normali procedure di espulsione previste dalla legge, né aprire percorsi assistenziali (alloggi, cure riabilitative, mense ecc) che in qualche modo annullerebbero il concetto di presenza irregolare e clandestina.
Anna Beltrame
La Nazione - Prato - Stranieri: da gennaio nove residenti in più al giorno
altra notizia:
Nelle scuole di Prato immigrati oltre il 50%
Da La Nazione del 4 marzo 2009
PRATO – INTEGRAZIONE a scuola. Pane quotidiano in una comunità come quella di Prato contrassegnata da un’altissima percentuale di stranieri: è la seconda provincia, dopo Mantova, per numero di alunni immigrati. Basti pensare che in due scuole, la primaria Marco Polo e l’Istituto comprensivo Mascagni, la quota degli studenti non italiani per la prima volta ha superato la soglia del 50 per cento. Una città-laboratorio dal punto di vista scolastico, Prato, che ha dato e continua a dare risposte concrete. Il percorso di integrazione scolastica è stabilito da un protocollo provinciale che coinvolge tutte le scuole di ogni ordine e grado, gli uffici scolastici provinciale e regionale, Comune e Provincia. Un protocollo che riceve finanziamenti da tutti i soggetti coinvolti e anche dalla Regione Toscana. «Per far fronte all’ingresso massiccio di alunni immigrati — spiega il dirigente scolastico, nonché capofila della rete sud-est
Maria Grazia Ciambellotti — le scuole pratesi si sono riunite in tre reti: zona sud-est, zona nord-ovest e zona centro a cui si aggiungono le reti dei comuni medicei di Poggio a Caiano e Carmignano e la rete di Vernio e Vaiano».
OGNI RETE organizza laboratori di alfabetizzazione per gli alunni che arrivano ad anno scolastico iniziato, così come laboratori per i ragazzi iscritti regolarmente. Il modello pratese si estende inoltre alla formazione degli insegnanti: grazie al Comune sono stati infatti attivati corsi a livello universitario con gli atenei di Venezia e Siena. Ma anche se il modello è ormai collaudato, sulla testa di tanti studenti stranieri continua a pendere la spada di Damocle della dispersione e dell’abbandono scolastico. «Un problema — conclude Ciambellotti — soprattutto nelle scuole medie, dove gli studenti già di una certa età arrivano senza conoscere la nostra lingua».
Maurizio Sessa
Nelle scuole di Prato immigrati oltre il 50% « Beata Ignoranza: blog di resistenza delle scuole pratesi




Rispondi Citando
repapelle:
ostridicolo:
