Nel testo della manovra che il min. Garat ha presentato, si vogliono accorpare i comuni con meno di 10.000 abitanti.
Ora premettiamo che in un recente ddl sul federalismo, si è già imposto ai comuni con meno di 5.000 abitanti di condividere i servizi principali, per poter razionalizzare le spese. Il poco costo che rimane, è la presenza di un Consiglio ed un sindaco pagati quasi a gratis, per la gestione degli affari istituzionali. Una spesa irrisoria. Insomma, per il risparmio abbiamo già legiferato tutti insieme.
Quindi, che senso ha un provvedimento del genere, in un paese come il nostro?
Va bene, quando si è intimamente senza radici, la Storia, anche se vecchia di secoli può sembrare un inutile orpello e si può ritenere corretto seppellire dall'alto istituzioni vecchie il più delle volte, di 7-8 secoli. Le più simili ad un modello di democrazia partecipativa e diretta. Il tutto pur di risparmiare 4 lire e continuare a stipendiare le torme d'impiegati della regione Sicilia o i forestali calabresi.
Per di più in un paese come questo, che ha inventato le compagnie communis, gli accordi fra i cittadini per la gestione della cosa pubblica. Fatto di migliaia di pievi, podesterie e sedi di capitanati fin dal 1200. Un paese formato in prevalenza da territori rurali e montuosi, con paesi che distano mezzora di macchina l'uno dall'altro, in cui 10.000 abitanti sono spesso una valle intera.
Nella maggioranza c'è qualche difensore delle libertà civiche, così da poter sopprimere questo obbrobrio?






