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  1. #1
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    Thumbs up Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    GLI ALLARMISTI. Ecco la lobby degli anti-italiani


    L'allarmismo sull'economia è l'ultimo pretesto per attaccare il premier. Ormai è un clima da guerra civile. Serve una battaglia liberale per sconfiggerli





    È stata l’estate dell’allarmismo.

    Gli incendia*ri si sono lavorati ben bene le Borse, la quota*zione dei titoli pubblici, i rating dei bilanci statali, compresa l’inedita svalutazione del*la tripla A che l’agenzia globale Moody’s aveva sem*pre attribuito al tesoro pubblico del Paese più ricco del mondo, gli Stati Uniti.

    L’allarmismo è una brutta bestia. Diffonde insicurezza e paura, smobilita risor*se utili, deprime i consumi, diffonde sfiducia, deprez*za il valore di imprese e banche, induce a comporta*menti volatili i legislatori, impedisce il varo di strate*gie per la crescita e per il lavoro, disincentiva gli inve*stimenti e la ricerca, crea agitazione, odio e invidia so*ciale.


    L’allarmismo fa guadagnare alcuni, pochi, e fa perdere altri, molti.


    È uno strumento di destabilizza*zione politica ad alto rischio, induce comportamen*ti estremisti, si muove a slavina ingrossandosi a ogni passo.

    Appena possono, gli allarmisti diventano de*cisamente e cinicamente catastrofisti, allora il mon*do in cui viviamo appare un’immensa minaccia che insidia la coscienza individuale e di gruppo, si comin*cia a vivere l’invivibile, ogni sforzo pare inutile, ogni strumento di reazione inservibile, lo spread sugli in*teressi dei titoli di Stato si fa orco, il calo in Borsa si fa declino ineluttabile, i mercati sembrano belve affa*mate pronte a divorare i risparmi e il frutto del lavoro, il futuro immaginario e tenebroso si mangia il presen*te e le mille lezioni del passato.

    Allarmismo e catastrofismo non sono solo noti mezzi per arricchirsi rapidamente a spese dell’inge*nuità pubblica e privata, non si limitano a funziona*re come arnesi di scasso politico al servizio di lobby astute e irresponsabili, sono qualcosa di più grande e perfino tremendo:

    sono ideologia corrente, una fal*sa coscienza della realtà, un modo di essere o una se*conda pelle che indossa da decenni l’Occidente, con le sue fonti di informazione globalizzate, con i grup*pi di interesse che spingono per la diffusione del ter*rore negli ambienti dell’economia, della ricerca & previsione scientifica, delle agenzie internazionali che aspirano al governo del pianeta.

    Un mondo impaurito, che assimilai luoghi comuni sulla salute, le sciocchez*ze sulla prevenzione sistematica come forma di vita, le immagini della natura come incombente di*sastro di ogni giorno, è un mondo più facilmente asservibile a quei meccanismi irriflessi che genera*no nuovi poteri e permettono un esercizio più disinvolto di vecchi poteri.

    La cultura apocalittica, che abbiamo assaggiato questa estate in una forma estrema, e che ora ci mette le mani in tasca e tra*sforma un debito ampiamente ga*rantito e variamente gestibile in una potenziale insolvenza, e l’Ita*lia in un ammalato speciale den*tro *una corsia d’ospedale in cui so*no ricoverati praticamente tutti, è il sostituto della lotta di classe no*vecentesca, dell’utopia regressi*va dell’eguaglianza universale, un vero attentato alla libertà civile e alla libertà di pensiero.

    Non è facile, ma Berlusconi do*vrebbe cercare di sottrarsi alla te*naglia che vuole fare di lui un im*putato in servizio permanente ef*fettivo e adesso anche il cerbero che è delegato a gestire a colpi di tasse e patrimoniali un’emergen*za dopo l’altra.

    La battaglia contro il declinismo, contro l’avvilente rappresentazione confindustria*le e sindacale di un Paese in perico*lo, dovrebbe stare al primo punto della sua agenda liberale.

    Come si è visto a Francoforte, un aspetto decisivo della famosa crisi da debi*to, che partendo dall’Europa ha contaminato mezzo mondo, è la grave divisione della Germania sul da farsi,

    l’irresolutezza politi*ca pronta a tutto e a niente con la quale si affronta l’ovvio problema di un’Europa monetaria unica pri*va di un serio cointeressamento dell’unione a un destino economi*co e istituzionale comune, priva di un centro di comando sottratto a miopie ed egoismi nazionali.

    Ma la guerra contro i catastrofisti interessati al ribasso finanziario si può combattere e vincere solo se si associa alla campagna contro l’ideologia del declino universale e della paura verdeggiante, ecolo*gica, sanitaria, previdenziale, tut*ti aspetti decisivi di un modo di vi*ta fondato su un’ingenua inconsa*pevolezza della contingenza del mondo.


    ...


    GRANDISSIMO GIULIANONE!!!


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  2. #2
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    Predefinito Rif: Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    Depredando qualche altro milione di partite iva è possibile incrementare gli utili e socializzare ulteriormente le perdite.

    Esattamente come faceva Stalin con i kulaki.

    Sai quante puttane ci si possono comprare con tutti questi soldi.

    "La vera guida dei popoli sono le sue tradizioni. Senza tradizioni, vale a dire senza anima nazionale, non è possibile nessuna civiltà". Gustave Le Bon, Psicologia delle Folle [PDF GRATUITO]

  3. #3
    Rosicrucian Imperator
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    Predefinito Rif: Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    Ma almeno comprasse bene

    "La vera guida dei popoli sono le sue tradizioni. Senza tradizioni, vale a dire senza anima nazionale, non è possibile nessuna civiltà". Gustave Le Bon, Psicologia delle Folle [PDF GRATUITO]

  4. #4
    Rosicrucian Imperator
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    Predefinito Rif: Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    "La vera guida dei popoli sono le sue tradizioni. Senza tradizioni, vale a dire senza anima nazionale, non è possibile nessuna civiltà". Gustave Le Bon, Psicologia delle Folle [PDF GRATUITO]

  5. #5
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    Predefinito Rif: Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    GLI ALLARMISTI. Ecco la lobby degli anti-italiani


    L'allarmismo sull'economia è l'ultimo pretesto per attaccare il premier. Ormai è un clima da guerra civile. Serve una battaglia liberale per sconfiggerli





    È stata l’estate dell’allarmismo.

    Gli incendia*ri si sono lavorati ben bene le Borse, la quota*zione dei titoli pubblici, i rating dei bilanci statali, compresa l’inedita svalutazione del*la tripla A che l’agenzia globale Moody’s aveva sem*pre attribuito al tesoro pubblico del Paese più ricco del mondo, gli Stati Uniti.

    L’allarmismo è una brutta bestia. Diffonde insicurezza e paura, smobilita risor*se utili, deprime i consumi, diffonde sfiducia, deprez*za il valore di imprese e banche, induce a comporta*menti volatili i legislatori, impedisce il varo di strate*gie per la crescita e per il lavoro, disincentiva gli inve*stimenti e la ricerca, crea agitazione, odio e invidia so*ciale.


    L’allarmismo fa guadagnare alcuni, pochi, e fa perdere altri, molti.


    È uno strumento di destabilizza*zione politica ad alto rischio, induce comportamen*ti estremisti, si muove a slavina ingrossandosi a ogni passo.

    Appena possono, gli allarmisti diventano de*cisamente e cinicamente catastrofisti, allora il mon*do in cui viviamo appare un’immensa minaccia che insidia la coscienza individuale e di gruppo, si comin*cia a vivere l’invivibile, ogni sforzo pare inutile, ogni strumento di reazione inservibile, lo spread sugli in*teressi dei titoli di Stato si fa orco, il calo in Borsa si fa declino ineluttabile, i mercati sembrano belve affa*mate pronte a divorare i risparmi e il frutto del lavoro, il futuro immaginario e tenebroso si mangia il presen*te e le mille lezioni del passato.

    Allarmismo e catastrofismo non sono solo noti mezzi per arricchirsi rapidamente a spese dell’inge*nuità pubblica e privata, non si limitano a funziona*re come arnesi di scasso politico al servizio di lobby astute e irresponsabili, sono qualcosa di più grande e perfino tremendo:

    sono ideologia corrente, una fal*sa coscienza della realtà, un modo di essere o una se*conda pelle che indossa da decenni l’Occidente, con le sue fonti di informazione globalizzate, con i grup*pi di interesse che spingono per la diffusione del ter*rore negli ambienti dell’economia, della ricerca & previsione scientifica, delle agenzie internazionali che aspirano al governo del pianeta.

    Un mondo impaurito, che assimilai luoghi comuni sulla salute, le sciocchez*ze sulla prevenzione sistematica come forma di vita, le immagini della natura come incombente di*sastro di ogni giorno, è un mondo più facilmente asservibile a quei meccanismi irriflessi che genera*no nuovi poteri e permettono un esercizio più disinvolto di vecchi poteri.

    La cultura apocalittica, che abbiamo assaggiato questa estate in una forma estrema, e che ora ci mette le mani in tasca e tra*sforma un debito ampiamente ga*rantito e variamente gestibile in una potenziale insolvenza, e l’Ita*lia in un ammalato speciale den*tro *una corsia d’ospedale in cui so*no ricoverati praticamente tutti, è il sostituto della lotta di classe no*vecentesca, dell’utopia regressi*va dell’eguaglianza universale, un vero attentato alla libertà civile e alla libertà di pensiero.

    Non è facile, ma Berlusconi do*vrebbe cercare di sottrarsi alla te*naglia che vuole fare di lui un im*putato in servizio permanente ef*fettivo e adesso anche il cerbero che è delegato a gestire a colpi di tasse e patrimoniali un’emergen*za dopo l’altra.

    La battaglia contro il declinismo, contro l’avvilente rappresentazione confindustria*le e sindacale di un Paese in perico*lo, dovrebbe stare al primo punto della sua agenda liberale.

    Come si è visto a Francoforte, un aspetto decisivo della famosa crisi da debi*to, che partendo dall’Europa ha contaminato mezzo mondo, è la grave divisione della Germania sul da farsi,

    l’irresolutezza politi*ca pronta a tutto e a niente con la quale si affronta l’ovvio problema di un’Europa monetaria unica pri*va di un serio cointeressamento dell’unione a un destino economi*co e istituzionale comune, priva di un centro di comando sottratto a miopie ed egoismi nazionali.

    Ma la guerra contro i catastrofisti interessati al ribasso finanziario si può combattere e vincere solo se si associa alla campagna contro l’ideologia del declino universale e della paura verdeggiante, ecolo*gica, sanitaria, previdenziale, tut*ti aspetti decisivi di un modo di vi*ta fondato su un’ingenua inconsa*pevolezza della contingenza del mondo.


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    hefico:
    MESSAGGIO URGENTE DI CORNACCHIONE:
    Non togliermi il lavoro, brutto vigliacco! ostridicolo:ostridicolo:
    Ultima modifica di Proteus; 11-09-11 alle 18:10

  6. #6
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    Predefinito Rif: Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    Ci sono degli anti-italiani e stanno al governo: si chiamano leghisti :gluglu:
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    Citazione Originariamente Scritto da Andre86 Visualizza Messaggio
    Ci sono degli anti-italiani e stanno al governo: si chiamano leghisti :gluglu:
    Direi che questi sono la feccia dell'Italia.

    "La vera guida dei popoli sono le sue tradizioni. Senza tradizioni, vale a dire senza anima nazionale, non è possibile nessuna civiltà". Gustave Le Bon, Psicologia delle Folle [PDF GRATUITO]

  8. #8
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    Thumbs up Rif: Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    GLI ALLARMISTI. Ecco la lobby degli anti-italiani


    L'allarmismo sull'economia è l'ultimo pretesto per attaccare il premier. Ormai è un clima da guerra civile. Serve una battaglia liberale per sconfiggerli





    È stata l’estate dell’allarmismo.

    Gli incendiari si sono lavorati ben bene le Borse, la quotazione dei titoli pubblici, i rating dei bilanci statali, compresa l’inedita svalutazione della tripla A che l’agenzia globale Moody’s aveva sempre attribuito al tesoro pubblico del Paese più ricco del mondo, gli Stati Uniti.

    L’allarmismo è una brutta bestia. Diffonde insicurezza e paura, smobilita risorse utili, deprime i consumi, diffonde sfiducia, deprezza il valore di imprese e banche, induce a comportamenti volatili i legislatori, impedisce il varo di strategie per la crescita e per il lavoro, disincentiva gli investimenti e la ricerca, crea agitazione, odio e invidia sociale.


    L’allarmismo fa guadagnare alcuni, pochi, e fa perdere altri, molti.


    È uno strumento di destabilizzazione politica ad alto rischio, induce comportamenti estremisti, si muove a slavina ingrossandosi a ogni passo.

    Appena possono, gli allarmisti diventano decisamente e cinicamente catastrofisti, allora il mondo in cui viviamo appare un’immensa minaccia che insidia la coscienza individuale e di gruppo, si comincia a vivere l’invivibile, ogni sforzo pare inutile, ogni strumento di reazione inservibile, lo spread sugli interessi dei titoli di Stato si fa orco, il calo in Borsa si fa declino ineluttabile, i mercati sembrano belve affamate pronte a divorare i risparmi e il frutto del lavoro, il futuro immaginario e tenebroso si mangia il presente e le mille lezioni del passato.

    Allarmismo e catastrofismo non sono solo noti mezzi per arricchirsi rapidamente a spese dell’ingenuità pubblica e privata, non si limitano a funzionare come arnesi di scasso politico al servizio di lobby astute e irresponsabili, sono qualcosa di più grande e perfino tremendo:

    sono ideologia corrente, una falsa coscienza della realtà, un modo di essere o una seconda pelle che indossa da decenni l’Occidente, con le sue fonti di informazione globalizzate, con i gruppi di interesse che spingono per la diffusione del terrore negli ambienti dell’economia, della ricerca & previsione scientifica, delle agenzie internazionali che aspirano al governo del pianeta.

    Un mondo impaurito, che assimilai luoghi comuni sulla salute, le sciocchezze sulla prevenzione sistematica come forma di vita, le immagini della natura come incombente disastro di ogni giorno, è un mondo più facilmente asservibile a quei meccanismi irriflessi che generano nuovi poteri e permettono un esercizio più disinvolto di vecchi poteri.

    La cultura apocalittica, che abbiamo assaggiato questa estate in una forma estrema, e che ora ci mette le mani in tasca e trasforma un debito ampiamente garantito e variamente gestibile in una potenziale insolvenza, e l’Italia in un ammalato speciale dentro una corsia d’ospedale in cui sono ricoverati praticamente tutti, è il sostituto della lotta di classe novecentesca, dell’utopia regressiva dell’eguaglianza universale, un vero attentato alla libertà civile e alla libertà di pensiero.

    Non è facile, ma Berlusconi dovrebbe cercare di sottrarsi alla tenaglia che vuole fare di lui un imputato in servizio permanente effettivo e adesso anche il cerbero che è delegato a gestire a colpi di tasse e patrimoniali un’emergenza dopo l’altra.

    La battaglia contro il declinismo, contro l’avvilente rappresentazione confindustriale e sindacale di un Paese in pericolo, dovrebbe stare al primo punto della sua agenda liberale.

    Come si è visto a Francoforte, un aspetto decisivo della famosa crisi da debito, che partendo dall’Europa ha contaminato mezzo mondo, è la grave divisione della Germania sul da farsi,

    l’irresolutezza politica pronta a tutto e a niente con la quale si affronta l’ovvio problema di un’Europa monetaria unica priva di un serio cointeressamento dell’unione a un destino economico e istituzionale comune, priva di un centro di comando sottratto a miopie ed egoismi nazionali.

    Ma la guerra contro i catastrofisti interessati al ribasso finanziario si può combattere e vincere solo se si associa alla campagna contro l’ideologia del declino universale e della paura verdeggiante, ecologica, sanitaria, previdenziale, tutti aspetti decisivi di un modo di vita fondato su un’ingenua inconsapevolezza della contingenza del mondo.


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  9. #9
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    Predefinito Rif: Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    Io non allarmo nessuno..... stavene calmi poi quando avrete da pagare le varie manovre da 70 milirdi mi faccio due risate


    antiitaliani ahaha....ke popolo di merda

  10. #10
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    Predefinito Rif: Allarmisti: la lobby degli anti-italiani

    salvietta e i suoi colori,non si lascieranno mai:sofico:

 

 

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