Venerdi 19 Giugno 2009 – 62 – Eugenio Nicolai



La Russia ha le idee chiare su ciò che vuole e sempre la risposta pronta a portata di mano: le negoziazioni sulle iniziative del presidente russo Dmitrij Medvedev (foto) in materia di sicurezza europea devono essere gestite in un ambito imparziale, lo ha dichiarato ieri il portavoce della diplomazia russa Andrej Nesterenko. “A nostro parere – ha detto Nesterenko - l’elaborazione del trattato sulla sicurezza europea deve essere discussa su un terreno neutro di negoziato e non nella cornice dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa”. Tutti gli Stati direttamente interessati, tutte le organizzazioni internazionali chiamate in causa, sono i ben venuti. Ma non l’Osce. È noto che Mosca non abbia simpatie per l’Organizzazione, di cui in più occasioni, forse neanche a torto, ne ha criticato l’operato. Soprattutto quando si è trattato di monitoraggio elettorale. Nello spazio europeo la Russia ha più ragioni di apprensione, e non è affatto soddisfatta dello stato delle cose nella regione. C’è la Moldavia con il caso della Transnistria, la guerra provocata dalla Georgia in Ossezia del Sud l’estate scorsa, lo scudo spaziale in Polonia, il Kosovo e chi più ne ha più ne metta. Prima si corre ai ripari, prima si ristabilisce la fiducia reciproca. Il buon Medvedev dando inizio al summit Russia-Ue di fine maggio a Khabarovsk, nell’estremo oriente russo, aveva insistito sulla necessità di formulare una nuova base giuridica in tema di sicurezza europea, determinando regole chiare e condivise, per evitare ulteriori possibili conflitti, eventualmente anche creando un forum ad hoc. I concetti sono sempre gli stessi.
Già da Berlino il presidente russo nel giugno del 2008 aveva lanciato l’idea di un trattato sulla sicurezza in Europa che poggiasse su alcuni punti ben precisi: rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati, il non ricorso alla forza armata, il controllo degli armamenti e il principio secondo il quale nessuna organizzazione internazionale ha il diritto esclusivo di garantite lan sicurezza in Europa. Sempre dalla tribuna di Khabarovsk, l’alto rappresentante dell’Ue per la politica estera e la sicurezza comune Javier Solana aveva accolto positivamente le proposte del capo del Cremlino e assicurato sostegno da parte dell’Ue per fare entro l’anno il forum. C’è da dire però, che la Russia sa quello che vuole, nella sua coerenza è monolitica. Il problema semmai è l’Ue, con i suoi picchi di euforia e crisi d’identità. Vedremo come va a finire.