L’Ue avverte e gli italiani tremano: non esclusa una ulteriore manovra

Lunedì 12 Settembre 2011 157

È un’Italia sempre rimandata. L’Unione europea ha lanciato l’ennesimo avvertimento all’Italia: se le entrate saranno al di sotto delle stime del governo occorrerà un’altra manovra per il raggiungimento degli obiettivi fissati da Bruxelles e Francoforte. Il che equivale a manifestare scetticismo sulle misure contenute nella manovra finanziaria in via di approvazione. Eppure Berlusconi, Tremonti e il resto della compagnia avevano assicurato che il sacrificio si sarebbe fermato qui.

Evidentemente non convince l’idea di affidarsi in buona parte alla caccia all’’evasore. L’avvertimento è contenuto nel rapporto 2011 sulle finanze pubbliche dell’Unione in cui si dice che «gli Stati membri sotto la pressione dei mercati devono continuare a lavorare sui loro obiettivi di consolidamento delle finanze e, se necessario, prendere ulteriori misure». Dagli uffici economici dell’Unione spiegano, difatti, che azioni aggiuntive «saranno richieste all'Italia se per esempio, le entrate da una migliorata politica fiscale saranno minori di quanto previsto». Insomma, non si possono escludere misure aggiuntive qualora dovessero presentarsi difficoltà nel raggiungere il previsto contenimento della spesa.

E l’ipotesi di nuovi interventi preoccupa non poco il paese considerando che già la manovra che viaggia spedita in parlamento si abbatterà sulle famiglie italiane con una stangata stimata nell’ordine di poco più di duemila euro a nucleo familiare, secondo gli studi effettuati da Adusbef e Federconsumatori. Di qui la richiesta delle associazioni dei consumatori a chiederne la modifica perché si aggiungerebbe all’inevitabile aumento di prezzi e tariffe. Non va difatti dimenticato che i tagli imposti agli enti locali avranno come effetto la crescita delle tariffe dei servizi pubblici anche essenziali. Ma su questo il governo Berlusconi continua a fare orecchie da mercante.
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