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Discussione: SFIDA TITANICA A PARMA

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    Predefinito SFIDA TITANICA A PARMA

    PROGETTO ISTITUZIONALE PER PARMA Lunedì 26 Settembre p.v., ore 21.00 – P.le Rondani, 3/B - Parma Da una parte: debiti, inchieste giudiziarie, fibrillazioni, corsa ad incerottare i 'buchi' comunque generati. Dall'altra: proteste, sit-in, fiaccolate, contrapposizioni aprioristiche e radicali. I cittadini: inascoltati spettatori sempre paganti! Questa è l'immagine che di sé sta dando la nostra città, desolatamente identica alla Repubblica Italiana. È evidente che c'è qualcosa che non va, visto che dobbiamo constatare che a fronte di quella che appare come sordità pregiudiziale degli uni, ci sta l'atteggiamento 'degli altri', che non perdono occasione per gridare “Andate a casa, … che ci pensiamo noi!” È grande la tentazione di considerare il rovesciamento dell'attuale 'parte dominante' come possibile soluzione del problema, ma siamo costretti a ricordare come 'gli altri' ci siano già stati e non abbiano affatto dato prova di essere diversi, più efficienti, più attenti ai bisogni della gente, meno preoccupati di sostenere la propria parte economico-finanziaria. Anche 'gli altri', cioè, quando sono stati al potere e per quel che ci sono ancora (dove ci sono) sono sempre stati e continuano ad essere ben attenti a favorire gli affari degli amici e degli amici degli amici. Penso che si possa dire che, alla prova dei fatti, 'gli uni' e 'gli altri' siano riusciti a chiuderci in un vicolo cieco, eliminando o sottacendo ogni possibilità di cambiamento del sistema politico che possa portare i cittadini tanto al centro delle nostre istituzioni da poterne essere autentici sovrani: ci parlano di 'democrazia compiuta', 'alternanza', 'bipolarismo', 'coalizioni', 'maggioritario' ed altre simili chiacchiere aventi l'unico scopo di distrarci, stordirci, ingannarci, accecarci e lasciarci in balia dei 'soliti noti'. E su questo sono rigorosamente d'accordo tra loro: chi ha in mano il mestolo e chi spera di conquistarlo. Ci hanno ingannato chiamando “democrazia” un sistema che a malapena e molto malamente ci riconosce un minimo di sovranità per poco più di 1 (un) secondo (il tempo sufficiente per tracciare una crocetta su un pezzo di carta) e che poi, per i restanti 157.766.399 secondi (5 anni) della durata di una legislatura ci cancella. In quei cinque anni noi non siamo nessuno: siamo 'sovrani' che non possono dire niente, condannati senza remissione a subire le scelte di quelli che in qualche modo, anche poco rispettoso dei principi della Costituzione, siano riusciti a strapparci qualche crocetta in più. Anche quando noi cittadini ci accorgiamo che quelli che ci hanno strappato la crocetta hanno sbagliato scelte anche molto importanti, noi non abbiamo in mano alcuno strumento decisivo per poter intervenire a correggere quelle scelte, e delle nostre petizioni, manifestazioni, proteste, gli eletti se ne possono impippare senza violare alcuna legge (e, ovviamente, se ne impippano alla grande). Contando su questa nostra sostanziale IMPOTENZA, qualunque genere di prevaricazione e di malaffare può svilupparsi, estendendo le proprie ramificazioni all'interno dei centri di potere: chiunque sa che corrompendo le persone giuste, con soldi o altri benefit, può influenzare anche pesantemente la politica, può trovar modo di far soldi a palate e sa che ben difficilmente sarà chiamato a rendere conto in giudizio di questa corruzione. Ora, quello che noi cittadini-sovrani vogliamo mettere sul tavolo è una proposta che tende a cambiare questo sistema, per farlo diventare degno di essere chiamato 'democrazia', cioè vero, responsabile, consapevole governo del popolo: sappiamo bene quanto sia inevitabile che l'ordinaria gestione della cosa pubblica sia nelle mani di 'delegati', ma riteniamo che sia possibile acquisire davvero la nostra proclamata sovranità semplicemente RENDENDO ISTITUZIONALMENTE E PRATICAMENTE POSSIBILE L'INTERVENTO DEL POPOLO ('demos') A CORREGGERE, CASSARE, IMPORRE SCELTE DI GOVERNO ('kratos') superando o surrogando le decisioni assunte o non-assunte dai delegati stessi e vanificando le scelte scorrette eventualmente operate in base a mazzette ricevute o altri utili non dovuti. Ed è questo che noi vogliamo proporre: la nostra prima idea è stata quella della presentazione di una lista “FINALMENTE SOVRANI” alle elezioni della primavera prossima, facendo della riforma istituzionale in senso veramente democratico dello Statuto Comunale di Parma il nostro cavallo di battaglia, e questa idea la teniamo in serbo. Abbiamo però pensato che non sia importante chi realizzi le riforme che abbiamo studiato e proponiamo, ma che le riforme siano adottate. Per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutti i protagonisti della politica parmense il nostro PROGETTO, che consegneremo ai cittadini, alla stampa, ai politici parmigiani, la sera del 26 settembre p.v., nella sala di Piazzale Rondani, 3/B, alle ore 21.00. La serata, dedicata alla presentazione del nostro dettagliato “PROGETTO ISTITUZIONALE PER PARMA” interverrà il dott. Paolo Badano, Sindaco di Sassello (SV), che ha presentato proprio in questi giorni alla competente Commissione del suo Consiglio Comunale un progetto di radicale revisione dello Statuto simile a quello che ci accingiamo a presentare. Il dott. Badano parlerà di “DEMOCRAZIA: PARTITI, ASSOCIAZIONI, CITTADINI”. Ulteriori dettagli sulla serata saranno comunicati nei prossimi giorni Fabio Cavalca Parma, 11/09/2011

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    Predefinito Rif: SFIDA TITANICA A PARMA

    Alla PROCURA DELLA REPUBBLICA
    presso il TRIBUNALE DI ROMA
    e, p.c. All'UFFICIO CENTRALE PER IL REFERENDUM
    presso la SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
    Alla CORTE COSTITUZIONALE
    Al sig. Andrea Morrone (Presidente del Comitato FirmoVotoScelgo))
    Al sig. Arturo Parisi (coordinatore politico)
    Lettera Esposto
    Art. 294 del Codice Penale - “Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in
    parte l’esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso
    difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.”
    Fatti
    Recentemente è stata organizzata, messa in atto e conclusa una campagna di raccolta di firme per l'abrogazione
    della legge elettorale vigente (conosciuta anche come 'porcellum') e conseguente resurrezione di
    quella precedentemente in vigore (soprannominata 'mattarellum').
    È notorio che alla vigente legge è stato affibbiato il nomignolo 'Porcellum', in quanto lo stesso signor
    Calderoli, che l'ha formulata e proposta, l'ha definita: “Una porcata!”.
    Questo giudizio pesantemente negativo è sicuramente da condividere ma, ad avviso dello scrivente,
    quel che hanno detto, scritto, propagandato quei signori che hanno presentato la domanda di referendum non
    è minor porcata del 'porcellum' stesso.
    Essi hanno osato scrivere, nel loro sito, il seguente messaggio:
    In un momento drammatico come questo, con il Governo italiano commissariato dall'Europa,
    il Paese ha più che mai bisogno di un Parlamento pienamente rappresentativo, capace di
    prendere decisioni impegnative ma condivise da tutti.
    Affidando la nomina dei parlamentari a pochi capipartito, la legge elettorale che chiamiamo
    Porcellum li ha separati dai cittadini, facendoli apparire come una casta di privilegiati.
    Vogliamo impedire che la "legge porcata" sporchi anche il prossimo Parlamento: lo dicono
    in troppi da 6 anni, ma il porcellum è ancora lì.
    Firmate per consentire al popolo di abrogarla. Firmate per ridare al cittadino il diritto
    costituzionale di scegliere i propri rappresentanti attraverso i collegi uninominali.
    Firmate per rafforzare e migliorare il sistema bipolare italiano e assicurare l'alternanza
    politica, consentendo ai cittadini di scegliere i parlamentari e chi deve governare il Paese."
    “Mattarellum”, collegi uninominali
    Nell'appello rivolto agli italiani da questi signori c'è dunque scritto: “Firmate per ridare al cittadino il
    diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti attraverso i collegi uninominali”. È mia personale
    opinione che raramente si sia ascoltata nel mondo una dichiarazione più politicamente truffaldina di questa!
    Infatti, nel periodo di vigenza di quel 'mattarellum' che i signori proponenti il referendum vogliono far
    risuscitare, quanta possibilità di scelta era lasciata ai cittadini?
    Chi ha deciso i candidati da presentare nei vari collegi? Sono state le segreterie di partito che da Roma
    (e addirittura non nell'ambito di un partito ma di intere coalizioni) hanno designato sia i candidati da mettere
    nei collegi 'sicuri', sia quegli altri che un posto, forse, avrebbero potuto conquistarlo.
    In tutti i casi, cioè, sono state le segreterie di partito a designare IL SINGOLO CANDIDATO PERSINGOLO POSTO, quando, addirittura, non si sia trattato della definizione di un singolo, unico candidato
    per una intera coalizione.
    Ebbene: UN UNICO CANDIDATO PER UN UNICO SEGGIO NON È UNA 'LISTA' SUPERBLOCCATA,
    ANCOR PIÙ ED ANCOR PEGGIO DELLE LISTE BLOCCATE DEL 'PORCELLUM'?
    E c'è un'altra inevitabile conseguenza nel passaggio da 'porcellum' a 'mattarellum': mentre con il 'porcellum'
    i singoli partiti politici possono pensare di presentare loro liste, nella speranza di superare gli (inconcepibili)
    quorum previsti, con il 'mattarellum' la speranza di riuscire ad essere maggioritari in singoli collegi è
    straordinariamente ridotta, per cui diviene molto più improbabile che gli stessi singoli partiti osino presentare
    la loro 'diversità' agli elettori per chiederne l'appoggio elettorale. In altre parole: mentre con la 'legge-porcata'
    (parole di Calderoli) è possibile che ci sia un certo numero di singole forze politiche che osino presentarsi al
    giudizio dei cittadini-elettori, con il 'mattarellum' tale numero è destinato a ridursi per l'oggettiva maggiore
    difficoltà incontrata nella conquista anche di un solo seggio. Per questo, col 'mattarellum' viene inevitabilmente
    presentata ai cittadini-elettori una minor varietà di possibili scelte, rispetto a quanto succeda con il pur
    pessimo 'porcellum'..
    È quindi palesemente falsa l'affermazione contenuta nel 'manifesto' dei referendari laddove si rivolge ai
    cittadini l'appello: “Firmate per ridare al cittadino il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti
    attraverso i collegi uninominali”.
    “Mattarellum”: liste per il proporzionale.
    Nel 'mattarellum' che vogliono far resuscitare, inoltre, erano previsti due meccanismi per l'assegnazione
    con metodo proporzionale del 25% dei seggi.
    Un meccanismo per l'elezione del 25% dei Deputati: le liste concorrenti a tale elezione ERANO LISTE
    BLOCCATE, cioè liste su cui non era possibile esprimere preferenze ed in cui si veniva eletti nell'ordine di
    presentazione, esattamente come nel 'porcellum'!
    Un meccanismo per l'elezione del 25% dei Senatori: tale elezione avveniva col recupero dei candidati
    migliori perdenti nei collegi uninominali, per cui le candidature di riferimento erano quelle dei Collegi stessi,
    senza che i cittadini-elettori avessero una qualsiasi ulteriore e diversa possibilità di scelta.
    Per quanto appena scritto, anche per l'elezione del 25% di Parlamentari da eleggere col metodo proporzionale
    risulta palesemente fuorviante il testo dell'appello: “Firmate per ridare al cittadino il diritto costituzionale
    di scegliere i propri rappresentanti attraverso i collegi uninominali”.
    Appare quindi complessivamente e completamente evidente come, nell'ambito della pandemia di strapotere
    dei partitocrati, anche il 'mattarellum' fosse e sia lontano anni luce dall'assicurare quel“diritto costituzionale
    di scegliere i propri rappresentanti” che i signori proponenti il referendum hanno voluto indicare
    come scopo dell'iniziativa. E questo sia per la tranche del 75% degli eletti nei collegi uninominali, sia nel restante
    25% di eletti col sistema proporzionale.
    Per chiudere queste considerazioni tecniche, devo riconoscere che una differenza tra 'porcellum' e 'mattarellum'
    c'è, ed è nel premio di maggioranza, che il 'mattarellum' non assegna.
    Ci possiamo quindi chiedere se il voler cassare il 'porcellum' possa essere una forma di rispetto per la
    pluralità delle idee, delle proposte politiche, della rappresentatività dei cittadini del Parlamento.
    Oltre a quanto ho già evidenziato in precedenza in merito all'inevitabile riduzione delle possibilità di
    scelta che il 'mattarellum' concede ai cittadini, ad escludere categoricamente questa nobile intenzione ci hanno
    pensato proprio i signori richiedenti referendum scrivendo, nel loro appello: “Firmate per rafforzare e
    migliorare il sistema bipolare italiano e assicurare l'alternanza politica … ”.
    Quei signori, cioè, lungi dal tendere ad assicurare l'accesso alle istituzioni a quel pluralismo di posizioni
    che ordinariamente si riscontra nella società civile, dicono apertamente che vogliono chiudere i cittadini-
    elettori in due greggi nel nome dei quali ESSI (E SOLO ESSI) possano anche scambiarsi i ruoli di
    maggioranza ed opposizione, ma RESTANDO SEMPRE, IN ETERNO, RIGOROSAMENTE ED
    ESCLUSIVAMENTE LORO AD OCCUPARE FEROCEMENTE LE ISTITUZIONI ED A GESTIRE
    LA 'RES PUBLICA'!
    E questa voglia di organizzare l'elettorato in soli due greggi di ingannati ed ingabbiati pecoroni è esattamente
    lo stesso scopo che si prefigge il 'porcellum' che, per raggiungere quello scopo, mette sul piatto l'incentivo
    del premio di maggioranza.
    Rappresentatività del Parlamento
    E c'è qualcos'altro da considerare in quel che hanno scritto i signori che hanno avviato l'iter referendario,
    nel chiedere l'appoggio e la firma dei cittadini-elettori.
    Hanno scritto: “ il Paese ha più che mai bisogno di un Parlamento pienamente rappresentativo ” .
    Ebbene, posto che nei collegi uninominali si può essere eletti (e molto spesso si èeletti) anche con
    meno del 50% dei voti validi, quale può essere il livello di onestà e correttezza di chi chieda di
    far tornare in auge un sistema elettorale che in quasi tutti i collegi 'taglia' inesorabilmente fuori più del 50%
    degli elettori 'attivi' (cioè di quegli elettori che si rechino ai seggi a votare), e lo faccia richiamando proprio la
    necessità di avere “un Parlamento finalmente rappresentativo”?
    Esposto
    L'articolo 294 del Codice Penale parla di limitazioni all'“esercizio di un diritto politico” o alla induzione
    del cittadino “a esercitarlo in modo difforme dalla sua volontà”.
    Ebbene, la sottoscrizione di una domanda di referendum è esercizio di un diritto politico?
    Ad avviso dello scrivente, la risposta non può che essere affermativa, perché tale sottoscrizione può
    essere effettuata solo da “cinquecentomila elettori” (art. 75 della Costituzione), e l'articolo 48 della Costituzione
    (appartenente alla PARTE PRIMA - TITOLO IV – Rapporti politici) mette l'acquisizione della qualifica
    di 'elettore' proprio all'inizio dell'elencazione di quei 'diritti politici' cui fa riferimento l'articolo del Codice
    Penale riportato.
    Considerando quanto appena scritto, ho redatto queste tre paginette di esposto perché sono convinto
    che non sia possibile che un cittadino-elettore voglia liberamente e consapevolmente accettare di veder
    ridotto il proprio diritto di incidere sulla vita politica della Repubblica, lasciandosi serenamente
    ingabbiare dagli astuti politici che occupano il vertice della Repubblica.
    Non credo sia possibile che una qualunque persona consapevole e correttamente informata voglia
    consegnare nelle mani dei suoi sequestratori anche una sola delle chiavi della sua prigione.
    Sono conseguentemente convinto che quando un cittadino compia una azione che vada nella direzione
    di una ulteriore istituzionale riduzione delle sue possibilità di scelta e/o del suo potere politico o
    del consolidamento di una tale riduzione, questo possa avvenire solo se, quando e perché il medesimo
    sia indotto a farlo con la violenza (più o meno esplicita) o con l'inganno e che il fatto possa, quindi, essere
    oggetto di indagine e possa dar luogo ad un procedimento a norma dell'articolo del Codice Penale
    riportato all'inizio.
    Violenza: Può esserci la violenza morale su chi debba in qualche modo riconoscenza al politico che chieda la
    sottoscrizione ai suoi 'clienti' politici – violenza sempre difficilmente dimostrabile.
    Inganno : alla luce di quanto ho scritto più sopra, chiedo a codesta Procura di valutare se la campagna
    propagandistica a sostegno della domanda di referendum possa essere considerata INGANNEVOLE
    com'è parsa allo scrivente, tanto da rendere obbligatorio un procedimento penale a carico di chi
    l'ha proposta e promossa (nel rispetto dell'articolo 112 della Costituzione).
    Concludo questa Lettera-esposto chiedendo di essere informato, ai sensi dell’articolo 408 del C.P.P. dell’eventuale
    richiesta di archiviazione della stessa e delle relative motivazioni.
    Fabio Cavalca
    Viale Duca Alessandro, 20 – 43123 Parma
    [email protected] – cell. 328.21.41.625

 

 

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