Secondo me no, perchè la concezione necesarristica causa - effetto esclude ogni forma di volontà, in quanto la volontà prevede un certo grado di libertà della materia... Secondo voi i due principi sono compatibili?


Secondo me no, perchè la concezione necesarristica causa - effetto esclude ogni forma di volontà, in quanto la volontà prevede un certo grado di libertà della materia... Secondo voi i due principi sono compatibili?


1. Della volontà di chi stiamo parlando? Perché la frase sottolineata afferma che se la materia ha un certo grado di libertà può esistere la volontà, quindi anche la volontà dei sassi?
2. Il punto da chiarire è se possa esistere in assoluto un test logico o sperimentale per stabilire se un determinato fatto è frutto della volontà di qualcuno, una specie di test di Turing per la volontà.
3. Un argomento convincente contro la volontà, ma che lavora in maniera opposta cioè cercando di dimostrare che un determinato fatto non è frutto della volontà di qualcuno è quello di dire che quel determinato fatto non poteva che apparire in quel modo e che quindi la volontà di nessuno poteva fare si che apparisse in modo diverso, ma questo argomento è veramente in grado di eslcudere che quel determinato fatto che era necessario perché non poteva che apparire in quel modo, non sia frutto della volontà di qualcuno, oppure si sta guardando solo la faccia rivolta verso la Terra della Luna?
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Poniamo che tu senti ti avere una volontà. Credo che sia un sentire diffuso. Quantomeno lo spero..
Ora poniamo che la libertà non esista e che quindi il mondo sia deterministico = Pura Necessità.
Come ti senti ora? Io credo che senti ancora di avere una volontà.
Necessità e volontà sono INcompatibili. Necessità e percezione della volontà sono compatibili.


La mia frase è da interpretarsi al contrario, cioè esattamente come l'ho scritta io... E cioè: Se la materia possiede volontà propria, deve avere un certo grado di libertà... Provare a dare un interpretazione inversa, partendo dal fondo, stravolge il senso... I sassi non possiedono volontà propria si presume, quindi devono necessariamente stare dove stanno e essere quello che sono per una catena di causa-effetto a noi sconosciuta... Ma noi esseri umani... Come anche altre specie viventi... Pur composti in egual modo da materia (ne convieni?).... Per quale motivo risultiamo esclusi (parzialmente) da questa necessità di essere quello che siamo e fare quello che dobbiamo fare? Per es. è la mia volontà a stabilire se percorerre un certo tratto di strada a piedi, in macchina, in bici, in autobus, in aereo, in nave, in treno ecc... O è la necessità? Io mi sento di dire che è la necessità... Ma questa mia facoltà la percepisco... E quì mi ricollego anche alla risposta di blackgin...
... Per dire che non possediamo volontà nostra appunto dobbiamo negare la libertà, ma anche tu ammetti che percepiamo la volontà, il desiderio... Quindi il problema si pone nel momento in cui esista la percezione della volontà.... Se non esistesse percezione verrebbe anche meno il problema non trovate?
A questa richiesta non ti so' proprio rispondere.... Comunque PER ME no...
Come dicevo pocanzi, il problema si pone nel momento in cui esiste la percezione di volere, desiderare... Quindi a parer mio la necessità non riesce a escludere la volontà, perchè la volontà dell'essere è percepita.... E perchè è percepita se esista una necessità che gli eventi vadano come devono andare??




Questo è sicuro, ma devi pur dimostrare che la percezione dell'aqua blu è errata, altrimenti è legittimo credere alla percezione... Quantomeno è leggittimo perchè se utilizzassimo la dimostrazione per assurdo, cioè la dimostrazione al contrario, fin quando non si riesce a dimostrare che l'acqua è incolore, è legittimo credere che l'acqua è blu.... Non so se mi hai capito perchè ho scritto un po' di fretta.......







