Originale
Spesso i conflitti maggiori non si verificano tra idee opposte, ma tra idee simili avanzate da scuole di pensiero diverse che si contendo il medesimo bacino di sostenitori.
Pescatori, diciamo così, dalla stessa tecnica che vogliono pescare nella stessa zona.
Così è per il cristianesimo e per il razionalismo dei lumi.
L'opposizione antica tra la fede cristiana e il paganesimo era ovvia, privi com'erano pagani e cristiani di una coscienza gnostica come possiamo averla noi oggi.
Se il paganesimo, per dirla con un'immagine, concepiva la vita e l'universo come un cerchio e l'uomo come parte del cerchio stesso, obbligandolo a una serena armonia col resto del Tutto per non turbarne l'ordine, il cristianesimo ha proposto una prospettiva del tutto diversa.
L'uomo non era più lungo il cerchio, ma al centro di esso perché lì lo ha collocato Dio e il resto del Tutto era a sua piena disposizione per ricreare il Paradiso in Terrra.
Quindi l'illuminismo settecenesco è un fenomento tutt'altro che in opposizione al cristianesimo, anzi ne è una sorta di trasposizione laica in cui la sostanza macroscopica non cambia, mutano solo le espressioni esteriori.
La raison illuminista lascia immutata la posizione dell'uomo al centro e ancora una volta privo della necessaria armonia con il Tutto. Solo che il motore immobile di questo primato umano sulla natura e l'universo non è più Dio, ma la ragione, il culto della quale viene elevato a sorta di religione civile che gli illuministi vorrebbero sostituire al credo cristiano. L'idea di Paradiso, invece, viene sostituita dal concetto di progresso per perseguire il quale l'uomo ha il diritto e il dovere di sfruttare a fondo la materia che lo circonda allo scopo di arrivare a un mondo perfetto e, qui come nel cristianesimo, alla "fine della storia".
Tanto il cristianesimo quanto l'illuminismo permeano questo stadio esiziale di una ingenua idealità che non lascerebbe spazio al Male, il primo con l'aiuto della Provvidenza, il secondo con una ritrovata capacità scientifica e una illimitata fiducia nella razionalità: in entrambi i casi, quindi, per pura fede.
Mutano dunque gli attori, il palcoscenico, le battute e la successione delle sequenze, ma il disegno di base dei due copioni è e resta estremamente simile.
E' anche questo falso conflitto tra rivelazione divina e rivelazione razionale che ancora oggi intrappola gran parte dell'umanità, e di certo tutto l'Occidente, in un immobilismo culturale che impedisce di disegnare vere alternative filosofiche e religiose, politiche ed economiche, perché entrambe le visioni prevalenti e finto-conflittuali pongono l'uomo laddove non dovrebbe essere congelandone ogni capacità di riscossa spirituale prima ancora che mentale e fisica.





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