Ci avevamo visto giusto:
cresce l’ipotesi Sant’Elena
08 Settembre 2011
Con l’appello di Pisanu la macchina del dopo Berlusconi ha aumentato i giri del suo motore e si rafforza lo scenario che vorrebbe un Silvio Berlusconi costretto a mollare. Il merito del presidente della commissione Antimafia è quello di avere trasmesso coraggio a quei settori della maggioranza alle prese con un mal di pancia che è divenuto cronico.
E non sono pochi gli insofferenti, tra i rappresentanti degli enti locali, i frondisti, i parlamentari vicini a Claudio Scajola, parte dei leghisti e persino l’ultimo ritrovato della politica fai da te, quelli che per tutti sono ormai i peones delle due Camere. Molti parlamentari del Pdl, spiega Verderami sul Corriere, hanno già la valigia sul letto e c'è chi all'interno del partito carismatico raccoglie firme contro il padre-fondatore.
L’Unità di oggi parla di un Pdl ormai «rassegnato» a un imminente governo tecnico, con tutta probabilità a manovra finanziaria appena approvata. E narra anche di una sorta di fronte diplomatico capeggiato da Gianni Letta e Fedele Confalonieri alla ricerca di una soluzione indolore. Insomma, di una uscita di scena concordata e con una contropartita in grado di indorare la pillola che il Cav è chiamato a buttar giù. Più esplicito è Rocco Buttiglione che sarebbe in contatto con il Quirinale proprio per la costruzione di un vero e proprio «salvacondotto». Parlando di Silvio Berlusconi altro non viene in mente se non qualcosa che abbia a che fare con i suoi continui guai giudiziari. Tant’è che sia l’Unità che l’Avvenire, che oggi ospita un’intervista a Rocco Buttiglione proprio sulla necessità di un dopo Berlusconi, tirano fuori l’esempio americano, di quando il presidente Gerald Ford concesse a Richard Nixon il perdono presidenziale per salvarlo dal Watergate. Il che sarebbe compatibile al gran da fare che viene attribuito al presidente di Mediaset.
Insomma, tutto è pronto per far sì che si possa voltare pagina, sebbene sul campo ci sia un residuo di fedelissimi che vengono individuati nei soliti Quagliariello, Cicchitto e Capezzone e pochi altri. O come Ignazio La Russa che ieri ha manifestato la sua contrarietà alle parole di Beppe Pisanu. Forme di resistenza che saranno sicuramente insufficienti. La strada è già segnata.
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