Data inizio : 24.6.2009
Data fine : 24.6.2009
Luogo di spettacolo : Zemono

La giusta combinazione di spettacolo e cultura vi garantirà l'atmosfera che la valle della Vipava è stata testimone ben sedici secoli fa. Verranno rievocati i costumi romani, con una massa di soldati romani e cavalli, in un ambiente autenticamente antico che vi riporterà al passato. Al buio, un fascino speciale verrà dato dal lume delle fiaccole e dei riflettori.

Allora avrà luogo l'evento più importante della sera, lo spettacolo all'aperto: »394« ricorderà la grande battaglia che fatalmente influì sul destino del grande Impero romano. Il programma verrà arricchito anche dalla corsa delle quadrighe romane – carri trainati da quattro cavalli paralleli –, nonché dalle lotte di gladiatori.

PERCHÉ VALE LA PENA VISITARE LO SPETTACOLO ROMANO?

• Nell'ambiente naturale della meravigliosa valle della Vipava sarete testimoni di un evento straordinario, al quale un gran numero di partecipanti creerà un'atmosfera speciale, antica.

• Parteciperete alla prima dello spettacolo teatrale »394«.

• La manifestazione sarà arricchita dalla corsa delle vere quadrighe romane: sedici cavalli si batteranno per la vittoria e per la fama dei loro padroni.

• Con gli effetti luminosi »soffierà« anche la genuina bora.

• La manifestazione sarà istruttiva, i personaggi e gli eventi storici saranno presentati dal vivo, sarà rappresentata la battaglia della quale finora si poteva solo leggere dai libri di storia.

• L'evento avrà luogo all'aperto, in amena compagnia, e sarà gratuito.

Siete benvenuti!

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La manifestazione e gratuita.
GPS Northing (N) : 45,8559
GPS Easting (E) : 13,9502
Spettacolo romano - valle di Vipava - Cultura - Slovenia - Official Travel Guide -

Battaglia del Frigido

La battaglia del Frigido (o battaglia del fiume Frigido) fu una storica battaglia, combattuta tra il 5 e il 6 settembre 394, che vide opporsi l'esercito dell'imperatore romano d'oriente Teodosio all'esercito dell'imperatore romano d'Occidente, Flavio Eugenio.

La disfatta di Eugenio e del suo comandante, il magister militum di origine franca Arbogaste, riconsegnò l'impero ad un unico imperatore per l'ultima volta. Inoltre, la battaglia fu l'ultimo tentativo di resistenza alla diffusione del Cristianesimo nell'impero e, perciò, decise del destino della religione cristiana in Occidente.

Situazione [modifica]

Dopo le persecuzioni anticristiane, Costantino I, con l'editto di Milano, nel 313, legalizzò il cristianesimo come "religione lecita", ma senza abolire gli altri culti. Nell'anno 380, Teodosio I, con l'editto di Tessalonica, promosse il cristianesimo a "religione di Stato" e si ebbero notevoli episodi di violenza contro le popolazioni pagane dell'impero ad opera di gruppi di fanatici cristiani. Tra questi, ad Alessandria d'Egitto nel 391 venne distrutto il tempio del dio Serapide, e parzialmente distrutta la famosa biblioteca. A Cipro il vescovo Epifanio ordinò la distruzione di tutti i templi pagani.

Il 15 maggio 392 venne trovato impiccato l'imperatore d'occidente Valentiniano II nella sua residenza a Vienne, nella Gallia.

Il 22 agosto dello stesso anno Arbogaste, un franco che era riuscito a scalare la gerarchia militare fino alla carica di magister militum, con l'appoggio del senato romano dichiarò imperatore d'occidente Flavio Eugenio, che era stato magister scrinii.

Dopo alcune incertezze, l'imperatore d'oriente Teodosio I decise di non riconoscere il nuovo imperatore d'occidente, nominando al suo posto nel gennaio del 393 il figlio di otto anni Onorio e optando quindi per la guerra.

Preparazione [modifica]

L'esercito orientale era rimasto mal organizzato in seguito alla Battaglia di Adrianopoli e toccò ai generali Stilicone e Timasio la ricostituzione della disciplina e delle forze.

La spedizione partì da Constantinopoli nel maggio del 394. Alle legioni orientali si unirono più di 20.000 Visigoti federati e forze addizionali dalla Spagna e dalla Siria. Lo stesso Teodosio condusse l'esercito, accompagnato dai suoi generali Stilicone e Timasio, e dal capo visigoto Alarico I.

L'avanzata di Teodosio attraverso la Pannonia e le Alpi Giulie non trovò resistenza, così l'esercito valicò le Alpi e cominciò la discesa lungo la valle del fiume Frigidus (un affluente del fiume Isonzo oggi chiamato fiume Vipacco) verso Aquileia. Fu in questa regione montagnosa, nelle vicinanze di Vipacco, Slovenia, che i due eserciti si scontrarono.

Lo scontro [modifica]

Teodosio attaccò quasi immediatamente, senza prendere conoscenza del campo di battaglia. Per primi mandò all'attacco i suoi alleati goti, forse sperando in un loro indebolimento che avrebbe rafforzato la sicurezza dell'impero. L'esercito orientale non raggiunse grossi obiettivi ma ebbe molte perdite tra cui il generale ispanico Bacurio.

La giornata terminò quindi con una felice difesa delle truppe di Eugenio; inoltre Arbogaste mandò un distaccamento per chiudere il passo alle spalle di Teodosio.

Dopo una notte insonne, Teodosio si rese conto del vuoto lasciato dalle truppe di Arbogaste e decise di attaccare di nuovo e questa volta fu aiutato da una forte tempesta proveniente da est e vinse.

Eugenio fu portato al cospetto di Teodosio e decapitato. Arbogaste invece scappò sulle montagne ma dopo qualche giorno si suicidò imitato poco dopo dal console Virio Nicomaco Flaviano.

Conclusioni [modifica]

Una conseguenza di lunga durata dello scontro del 394 tra gli eserciti romani d'Oriente e d'Occidente fu che l'accesso alle piane della provincia Venetia et Histria rimase completamente sguarnito: a detta del poeta latino Claudio Claudiano, le torri e le mura delle Chiuse (Claustra Alpium Iuliarum),che erano una specie i vallo alpino costuito nel 270, furono demolite nel corso della battaglia e, difatti, non si ha più notizia né di un loro utilizzo né della presenza sulle Alpi orientali di truppe romane ai tempi delle discese di Alarico I in Italia.

Fu anche la prima battaglia dove incise l'arruolamento di intere bande di barbari e da allora la barbarizzazione dell'esercito romano fu massiccia. E fu deleteria.

Sul piano economico, la concentrazione degli eserciti nella Venetia et Histria orientale e lo scatenarsi nel 394 di alcune calamità naturali (terremoti e allagamenti) sortirono degli effetti così disastrosi da imporre al nuovo imperatore d'Occidente Flavio Onorio una relaxatio (condono) delle imposte annonarie nell'Italia del Nord.

Mentre le sommosse dei Barbari federati non erano nuove nei tumultosi anni del IV secolo, questa fu una rivolta del paganesimo contro il cristianesimo ed il risultato della battaglia ha deciso il destino della cristianità nell'impero Romano d'Occidente. La battaglia è, come importanza, alla pari della Battaglia di Ponte Milvio, dato che non fu soltanto una vittoria in una guerra civile, ma il quasi definitivo trionfo del cristianesimo.
Battaglia del Frigido - Wikipedia